Roselli a ruota libera: «Dissi a Perrone di lasciarmi perdere. Ora sono libero da imposizioni»

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Subito dopo il voto per il consiglio metropolitano – in cui ha sostenuto Alfonso Pisicchio invece del coratino Pasquale Pomodoro – Roselli si fa avanti come un fiume in piena per rivelare diversi retroscena della vita di palazzo
Da possibile epicentro di un gran terremoto politico all’interno della neonata amministrazione Mazzilli a «uomo libero da imposizioni di partito», come ama definirsi lui stesso.
La traiettoria politica del consigliere comunale Pino Roselli – che nell’estate scorsa ha abbandonato il gruppo consiliare di Forza Italia cui era passato transitando da La Puglia prima di tutto – sembra aver imboccato una svolta radicale.
Subito dopo il voto per il consiglio metropolitano – in cui non ha nascosto di aver sostenuto la candidatura di Alfonso Pisicchio piuttosto che quella del coratino Pasquale Pomodoro – Roselli si fa avanti spontaneamente come un fiume in piena per rivelare diversi retroscena e screzi della vita di palazzo.
A partire dal “cambio di casacca”.
«Sono sempre stato un uomo di partito – risponde – ed ho sempre seguito le linee guida tirandomi indietro quando necessario, ma poi mi sono reso conto che non era più possibile continuare su questa strada; se una persona deve decidere per il bene di una comunità, sorge l’esigenza di prendere decisioni molto forti».
Dal 1997 al ’99 Roselli è stato alla guida del Consiglio comunale sotto l’amministrazione Di Gennaro. Il suo cursus honorum è poi proseguito con dieci anni di assessorato con il sindaco Perrone a capo della giunta.
«Nel 2008 fui eletto consigliere con quasi mille voti, il primo assoluto a Corato, ma Perrone mi chiese di fare un passo indietro per lasciare la presidenza del consiglio al dottor Tarantini. L’anno dopo mi candidai al consiglio provinciale e mi fu imposto, per non creare problemi a Forza Italia, di candidarmi sulle sole nove sezioni del collegio Ruvo-Corato, ottenendo 1200 voti».
Dinanzi al buon risultato elettorale, Roselli è sicuro che avrebbe guadagnato la poltrona di assessore provinciale qualora fosse stato candidato nel collegio di Corato con trentacinque sezioni.
I dissidi veri e propri sono cominciati la scorsa primavera in piena campagna elettorale, con un diverbio telefonico in cui chiese al senatore Perrone «che mi dava per sconfitto, di lasciarmi lavorare in pace. Dopo quello scontro ci siamo incontrati altre volte, ma non c’è mai stato un chiarimento».
Le rimostranze nei confronti del senatore non finiscono qui. La goccia che ha fatto traboccare il vaso risale allo scorso 30 giugno, data dell’ultima riunione di Forza Italia a cui Roselli ha preso parte. «Perrone si permise di parlare come fosse il sindaco pur non essendolo più; questo mi disgustò – si sfoga Roselli – e nella mia mente realizzai che non era più possibile sottostare a determinati dettami».
Disappunto mostrato personalmente anche al sindaco Mazzilli in un altro lungo confronto telefonico, «perché il mio sindaco è lui e non potevo averne due (Perrone e Mazzilli), per cui gli chiesi che non continuasse ad essere succube del senatore».
Roselli ha faticato a trangugiare anche il boccone della scelta di Perrone come assessore all’urbanistica poiché «per mantenere la presidenza Anci avrebbe potuto conservare la carica di assessore senza deleghe o con deleghe minori. Si sarebbe potuto altrimenti approcciare con il sindaco di Trani Riserbato che gli avrebbe dato l’opportunità di entrare nella sua giunta, così come l’ex primo cittadino di Bari Emiliano si è fatto nominare assessore a San Severo».
Nonostante la scorsa estate Roselli non fosse il cavallo preferito dal centrodestra, decise di candidarsi alla presidenza del consiglio «in contrapposizione al metodo di Perrone». Assicura inoltre che avrebbe «garantito lealtà e imparzialità alla cittadinanza e all’opposizione, raggiungendo l’obiettivo – ricorda – se due consiglieri di centrosinistra non mi avessero voltato le spalle votando scheda bianca perché c’erano degli accordi».
La minaccia di dimissioni del Sindaco fece il resto e la seconda carica comunale in ordine di importanza fu assegnata a Ignazio Salerno.
Se eletto presidente, Roselli giura che avrebbe «celebrato il consiglio comunale il 12 agosto come richiesto dalla minoranza, perché così avremmo formato le commissioni e disposto di più tempo per il bilancio».
Quanto accaduto nel penultimo consiglio comunale esplicita con chiarezza la linea politica che il consigliere ribelle seguirà d’ora innanzi.
«A microfoni spenti un collega della maggioranza mi apostrofò frontalmente; a quel punto decidemmo – con Pippo Di Tria – di abbandonare l’aula perché loro non meritavano il nostro supporto. Non volevo avere più a che fare con quel personaggio».
Da qui l’incontro con Pisicchio, «col quale c’è stato un confronto leale. Ho pensato di trovare in lui un punto di riferimento a livello regionale, una persona molto seria, trasparente. Il 12 ottobre, per il voto alla città metropolitana, grazie anche al mio voto Alfonso si è classificato primo nella lista; il suo successo è il mio primo traguardo».
Il candidato per il centrodestra coratino era Pasquale Pomodoro, anch’egli sedutosi in consiglio.
«Mi aveva chiesto un sostegno – confessa Roselli – ed io senza remore né riserve mentali gli dissi che se si fosse trattato di una candidatura spontanea l’avrei quasi sicuramente supportato; trattandosi invece di una candidatura imposta dal senatore, il quale decide chi deve salire e chi deve scendere, non potevo avallarla».
Da ora in poi in consiglio deciderà «volta per volta e con coscienza se supportare o meno l’amministrazione; se ci sono elementi validi per il bene della città, perché dovrei andare contro il paese stesso? Questa tranquillità mentale – annuncia infine – potrebbe portarmi a valutare la possibilità di candidarmi al consiglio regionale».
Il giudizio di Roselli in merito ai primi mesi dell’amministrazione Mazzilli non è dei più teneri: «Non sono stati adottati provvedimenti utili a una svolta della città, al contrario ve ne sono di discutibili. Mi riferisco in particolare al sistema utilizzato dai servizi sociali per la compilazione della graduatoria per le assunzioni all’Asipu, un provvedimento che avrebbe dovuto fare ordine e invece ha creato soltanto disordini. Un’altra scelta che non condivido è quella di lasciare il mercato settimanale in periferia, dopo che una petizione sottoscritta da milleduecento cittadini aveva richiesto esattamente l’opposto. Secondo il mio giudizio lo spostamento del mercato in centro, articolato su tutto il corso, avrebbe ridato nuova linfa al centro storico».
Commenti
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L’anomalia (uso spessissimo questo termine) della politica italiana, data dall’essere depositaria di una struttura avulsa dal carattere del popolo (il sistema politico repubblicano), ha indotto, nel tempo, ad un letale equivoco: quello, cioè, che il popolo stesso dovesse servire alle esigenze dei partiti, e non viceversa. Non è colpa di nessuno in particolare, ed un buon conoscitore dei fatti storici lo sa. Accorgersi tardivamente di qualche incongruenza, che senso ha ora, specialmente se tale presa di coscienza è motivata da una delusione personale? Troppi anni si è andati a braccetto col sistema, prendendo il buono che esso offriva. Io avrei continuato ad accompagnarmi ad esso, non fosse altro per onorare il mio senso di coerenza (e, perché no, di gratitudine). Salvatore Di Gennaro
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e per 10 anni in cui ha fatto l’assessore si sentiva libero o meno Roselli? Cosa non si fa e non si dice per per una poltrona…. pure fare accordi con chi l’ha definito sciacallo!
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ma è lo stesso Roselli che nel consiglio comunale giustificò la sua candidatura come il cambiamento? Forse intendeva dire cambiamento di partito!
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Ma che credibilità, che onesta’ “intellettuale”…può qvere chi fin quando aveva incarichi “è tutto ok”, poi …se non si hanno…do lezione di politica…Ma adaver??
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Giusto e lui Pino Roselli il politico che ha cambiato tante poltroncine e tanti partiti ha deciso di informare i cittadini che cosa è la politica e cosa avviene nelle stanze del comune anche ammettendo di non aver avuto quello che forse gli era stato promesso, almeno ha il coraggio di dirlo e di farlo anche se con moltissimo ritardo lo ha fatto. E tutti gli altri stanno zitti testa abbassata ed eseguono ordini di scuderia politica.
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Roselli chi? Ah l’uomo di partito…. ma quale partito? AN, lista civica, UDC, Puglia prima di tutto o Forza Italia? Va’ dove ti porta la poltrona……
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Egregio Roselli. dopo anni di parlagio siete giunto alla conclusione d’esser una marionetta del Perrone? Me par ovvio che sin ora ve compiaceva essere burattino in mano altrui ,fors’ancho pe’ chissa quali indulgenze (et dico forse). Ora, un quesito me trapana la cervice! che sia finita la cuccagna? nun remane più niuna vacca da mungere? a esto dilemma sol voi potete rispondere autem de una cosa date conferma! che la masnada Perroniana (dall’assessore al consigliere all’ultimo dei ciambellani) non son altro che siculi pupi sin potere de decisione compreso voi ovviamente che lo siete stato in passato. Me chiedo allora, qual valore tenea lo vostro verbo si lo cittadino chiedeva voi lumi?
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Le diatribe interne non mi toccano più di tanto. Desidero ricordarti che le criticità ambientali della nostra città sono ELETTRODOTTO – DEPURATORE- MONTE RIPANNO – IGIENE CITTADINA . Quindi dimostra con i fatti, se ti sta a cuore il BENE COMUNE della ns. città di prodigarti per la loro soluzione . INTERASSOCIATIVO – CORATO : territorio-ambiente-salute. Con simpatia A.F.
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Grande Pino ora lo posso gridare ad alta voce finalmente ti dei liberato da quel guinzaglio lasci che resta solo l’altro cagnolino ???? al guinzaglio .Penso che sei tornato il figlio d’arte ora non ti fermare i cittadini hanno bisogno di consiglieri schietti e puliti c’e voluto del tempo ma capiranno lo stesso e poi l’aveva già fatto il consigliere Carlo Roselli. Se permetti era da tempo che non ti davo più la mano ma lo farò come ti incontro.
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Per fortuna che ando’ via da Forza Italia. Noi non lo volevamo piu’……e la farina ?







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