Morte Elena Ceste, il messaggio inviato al suo medico è partito da Corato. La Procura: «Un mitomane»

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Emerge uno strano collegamento tra Corato ed il giallo di Elena Ceste, la casalinga di Costigliole d'Asti sparita a fine gennaio e ritrovata morta due settimane fa in un canale a meno di un chilometro da casa
Emerge uno strano collegamento tra Corato ed il giallo di Elena Ceste, la casalinga di Costigliole d’Asti sparita a fine gennaio e ritrovata morta due settimane fa in un canale a meno di un chilometro da casa.
A giugno, sul cellulare del medico di famiglia della Ceste, Mario Gozzolino, è arrivato un sms con scritto: «Sono stanco di ripeterlo che Elena Ceste entrò in chiesa alle 8 e 37 di quel maledetto venerdì non svestita, tirata con forza da Don Roberto. Firmato: Rivelatore#”».
Il messaggio risulterebbe inviato proprio da una cabina telefonica di Corato, anche se quattro giorni fa i carabinieri ritevano fosse partito da una cabina telefonica di Angri, paese d’origine del marito di Elena.
Secondo le precisazioni rilasciate dalla Procura di Asti «l’sms che inizialmente si credeva spedito dal paese di origine del marito, è invece frutto di un mitomane, inoltrato da una zona senza alcun collegamento con ogni protagonista della vicenda».
Intanto le indagini sulla povera donna proseguono senza sosta. Gli esperti non hanno dubbi: la posizione in cui sono stati trovati i sui resti rivelerebbe un delitto e non un suicidio o una caduta accidentale. Ma la prima autopsia eseguita sabato scorso non ha stabilito la causa della morte di Elena Ceste. «Le condizioni dei suoi resti – dicono i medici legali – erano tali da non consentire di rilevare tracce chiare di violenza».
Nel mirino degli inquirenti c’è il marito di Elena: Michele Buoninconti, 44 anni, vigile del fuoco, è indagato per il delitto e l’occultamento di cadavere.
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