“Sulla buona strada”, in mostra le immagini della passeggiata interculturale

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La mostra fotografica nata dalla “Giornata del camminare” sarà inaugurata domani alle 19 nel chiostro del palazzo di Città
Domani alle 19 sarà inaugurata “Sulla buona strada”, la mostra fotografica nata dalla “Giornata del camminare”. L’allestimento fotografico sarà aperto al pubblico fino a venerdì 7 novembre, nel chiostro di palazzo di Città.
In esposizione le immagini della passeggiata multiculturale, svolta domenica 2 ottobre durante l’iniziativa “Sulla buona strada”, organizzata dall’Associazione Smav (Scuola Mediterranea delle arti visive), col patrocinio del Comune di Corato – assessorato alle politiche sociali, in occasione della “Giornata del camminare”.
Nella cornice del chiostro, saranno esposte quaranta riproduzioni selezionate tra la notevole produzione di scatti che alcuni dei partecipanti, Sacko Diaby e Marega Demba (ragazzi nordafricani, ospiti del Progetto Sprar – Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), Giulia Rutigliano, Floriana Di Corato, Mary Rubini, Antonio Mangione, Ilaria Lanzellotto, Francesco Clemente, Anna Chibbaro e Giuseppe Lasorsa, hanno realizzato in occasione della “Giornata del camminare” tenutasi per le strade di Corato.
Accompagnati per le vie della città dagli allievi e dal maestro del corso di fotografia di Smav, i ragazzi hanno condiviso la passione del camminare e l’hobby della fotografia. Una passeggiata multiculturale in un percorso che ha tenuto insieme i luoghi invisibili della diversità, dando importanza alle buone pratiche.
La manifestazione trae spunto dalle parole con le quali il filosofo tedesco Benjamin apre l’opera “Infanzia berlinese” all’inizio del secolo scorso: «Non sapersi orientare in una città non vuol dire molto. Ma smarrirsi in una città come ci si smarrisce in una foresta è una cosa tutta da imparare. I nomi delle strade devono suonare, allora, all’orecchio dell’errabondo come lo scricchiolio dei rami secchi, e le viuzze interne gli devono scandire senza incertezze, come le gole montane, le ore del giorno. Tardi ho appreso quest’arte; essa ha coronato il sogno, i primi segni del quale furono i labirinti che arabescavano le carte assorbenti dei miei quaderni».
L’iniziativa assume importanza anche per il suo scopo di socializzazione. L’eterogeneità dei partecipanti, ha favorito l’incontro e l’aggregazione tra generazioni, classi, ceti e stili diversi. Il “camminare insieme”, seppur su strade diverse, genera il confronto con l’altro e incoraggia l’inclusione sociale anche di quei soggetti generalmente a rischio di emarginazione.
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