Raddoppio ferrovia Corato-Andria, lavori divisi in due lotti. D’Ambrosio: «C’è da attendere a lungo»

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Per il raddoppio del tratto “Corato-Andria” la Regione ha dovuto procedere ad una suddivisione in due lotti: il primo rimarrà nell'attuale programmazione europea. Il secondo verrà invece rinviato alla prossima programmazione 2014-2020
Novità per il raddoppio del tratto ferroviario “Corato-Andria”. Ad annunciarle è l’onorevole Giuseppe D’Ambrosio (Movimento 5 Stelle) che – facendo riferimento alla delibera regionale n°1450/2014 del 10 luglio 2014 – spiega che i lavori in questione sono stati diviso in due lotti. Il primo, di circa 14 milioni di euro, rimarrà nell’attuale programmazione europea. Il secondo lotto, di oltre 21 milioni di euro, verrà invece rinviato alla prossima programmazione 2014-2020.
Nessuna notizia invece riguardo all’interramento della ferrovia e sulle opere collegate al “Grande progetto”. Sempre facendo riferimento alla stessa delibera regionale, D’Ambrosio scrive: «l’interramento della linea e della stazione nel centro urbano con la nuova fermata di Andria nord viene, ancora una volta, riportata come opera “spostata” dalla Programmazione dei fondi europei 2007-2013 alla nuova programmazione 2014-2020. Nonostante le polemiche di questi mesi, gli atti sono lì a parlare da soli».
Questa nuova programmazione finanziaria comporterà un prolungamento dei tempi di realizzazione del progetto.
Il raddoppio della linea ferroviaria “Corato-Andria” non verrà realizzato subito, ma in “due tempi”. Il motivo viene spiegato nell’atto regionale che D’Ambrosio riporta: «l’acquisizione dei pareri richiesti dalle norme vigenti, ivi compresi gli adempimenti a cura delle amministrazioni locali interessate dal suddetto intervento, ha determinato un allungamento imprevisto della fase istruttoria propedeutica all’avvio delle attività di realizzazione dell’intervento, comportando una suddivisione del progetto in due lotti».
«Sarebbe interessante capire – commenta D’Ambrosio – quali possono essere state queste flemmatiche “amministrazioni locali interessate dal suddetto intervento”. Come risulta dai verbali della seduta del 23 settembre, secondo l’amministrazione comunale andriese, le responsabilità ricadono sulla Regione Puglia e sui comuni di Barletta e Corato. Bene, ma in presenza di un atto regionale antecedente (del 10 luglio, pubblicato in data 5 agosto 2014), durante l’approvazione della deliberazione consiliare, avvenuta in data 23 settembre u.s., perché non vi è stato alcun riferimento, né nell’atto approvato né nella relazione, alla perdita, o meglio, al “trasporto nel successivo Po Fesr 2014-2020”, di oltre 21 milioni di euro proprio del raddoppio “Corato-Andria”? Non lo si sapeva o lo si sapeva e si è evitato di dirlo? Si comprende bene che qualunque sia la risposta, il giudizio politico evidentemente non può che essere negativo.
Davanti a problematiche così importanti per la città, come la questione ferrovia, non ci si può limitare a fare il “compitino”, ma si sarebbe dovuto incalzare incessantemente gli enti “inadempienti” o “perditempo”, applicandosi con lo stesso “ardore” profuso nell’occasione delle elezioni provinciali (quelle per pochi intimi), lo stesso impegno che si spende per le prossime regionali e comunali. Di certo, dopo tanti proclami e promesse elettorali, il dato certo è il seguente: Andria dovrà ancora attendere di essere liberata dai passaggi a livello e dovrà attendere ancora più al lungo il raddoppio completo “Corato-Andria”.
Una postilla a proposito di proclami: è illuminante la premessa della deliberazione regionale, dove si legge a chiare lettere che questo Grande Progetto nasceva, con l’inserimento nell’elenco europeo, nel novembre 2007. Una secca smentita, dunque, per gli illustri politici che negli ultimi anni si sono continuamente ma impropriamente attribuiti tutti i meriti. Resta solo la piccola soddisfazione del fatto che l’autorità di gestione dei fondi ha già inviato il nuovo programma operativo con i grandi progetti al Ministero competente ed alla Commissione europea per le approvazioni di rito, cosa di cui mi sono personalmente sincerato presso l’assessore regionale alla mobilità che al riguardo si è prontamente attivato».
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