“Mal d’alcol” domani a teatro, psicologi e polizia incontrano gli studenti

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Il relatore sarà Luigi Rainero Fassati, medico e scrittore, docente dell'università di Milano, consulente della Rai e di Superquark
Domattina al teatro comunale si terrà “Mal d’alcol”, una conferenza sull’abuso di alcolici da parte dei minori inserita nel progetto “Ottobre 2014 mese del benessere psicologico” promosso dall’ordine degli psicologi di Puglia.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Corato, è nata da un’idea di Stefania Tambone e si svolgerà in collaborazione con l’associazione Thalassa, clinica ricerca e fondazione in psicodinamica di Bari.
Il relatore sarà Luigi Rainero Fassati, medico e scrittore, docente dell’università di Milano. Fassati è consulente della Rai e di Superquark, programma per cui ha realizzato diversi interventi proprio sul tema dell’incontro di domani.
Interverranno inoltre Amedeo Stella, psicanalista (docente dell’università di Bari e presidente dell’associazione Thalassa), Giuseppe Loiodice (vicecomandante della polizia municipale) e Stefania Tambone (psicologa, psicoterapeuta e socia dell’associazione Thalassa).
La manifestazione si rivolgerà a circa cinquecento studenti delle scuole medie superiori di Corato, prevalentemente adolescenti e giovanissimi.
Come già abbiamo avuto modo di denunciare in passato, anche a Corato si registra abuso di alcol da parte delle nuove generazioni. Quello che accade in piazza Di Vagno la dice lunga. Loiodice relazionerà sulle conseguenze giuridiche a cui vanno incontro in minori nel caso di guida e abuso di alcol.
Commenti
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Ecco un altro intervento “a posteriori” su una delle calamità sociali. In sua buona compagnia abbiamo la droga, il tabagismo, la dipendenza da gioco d’azzardo, il bullismo e forse qualcun’altra che mi sfugge. Si cerca di operare a “frittata ormai fatta” dato che, se si fosse agito preventivamente, ora non si starebbe qui a parlare di queste sciagure. Ma, oltre che analizzare i vari fenomeni ed elencare freddamente i sistemi per tentare di contrastarli, qualcuno commenta pure sul come e sul perché tali tragiche spiacevolezze si siano incuneate, nel tempo, nel substrato sociale? Non conviene farlo, altrimenti TUTTI noi dovremmo recitare il “mea culpa”.







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