Integrazione concreta. I ragazzi dello Sprar vivono “Sulla buona strada”

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«L'integrazione sociale – puntualizza l'assessore Mintrone – diventa vera e concreta nella semplicità delle azioni. Prossimamente ci saranno altri appuntamenti anche nelle comunità parrocchiali periferiche»
La settimana scorsa, in concomitanza con la “Giornata nazionale del camminare”, sono state avviate azioni di integrazione sociale e “momenti di conoscenza” pensati dall’amministrazione comunale per favorire l’inserimento dei ragazzi del Progetto Sprar all’interno del tessuto cittadino.
«Abbiamo dato seguito al nuovo progetto Sprar – spiega il sindaco Massimo Mazzilli – assumendoci la piena responsabilità non solo del principio della continuità amministrativa ma soprattutto con piena consapevolezza e partecipando anche alla cittadinanza il progetto stesso, non ancora da tutti conosciuto, comprese le stesse associazioni che maggiormente manifestano sensibilità verso gli immigrati».
Nel mese scorso, l’amministrazione ha pianificato incontri e raccolto disponibilità per attivare sinergie tra il Progetto Sprar e la città al fine di favorire momenti di socializzazione, di integrazione e informazione.
«L’integrazione sociale – puntualizza l’assessore alle politiche sociali Adele Mintrone – diventa vera e concreta nella semplicità di azioni in cui ciascuno può sentirsi normale e simile all’altro senza correre il rischio di essere un fenomeno da contendere o spettacolarizzare.
Abbiamo adottato una strategia di azioni partendo dal basso, scegliendo di incontrare le comunità parrocchiali e che raccolgono intorno a sè associazioni, famiglie, giovani, anziani. Una strategia che ha riscontrato successo: i ragazzi ospiti hanno vissuto una domenica insieme ai nostri concittadini passeggiando per il centro storico, pranzando con loro e parlando la lingua italiana».
I ragazzi del progetto Sprar, accompagnati dall’assessore Mintrone e dai referenti e presidente dell’Arci di Bari, sono stati impegnati venerdì scorso in un incontro con alcune associazioni cittadine alla presenza del vicario zonale don Cataldo Bevilacqua.
Domenica mattina i ragazzi hanno partecipato prima alla manifestazione “Sulla buona strada” organizzata dall’associazione culturale “Smav – Scuola Mediterranea Arti Visive” e poi alla “Giornata dello stare insieme” (organizzata dalla parrocchia Santa Maria Greca) in cui è stato presentato il progetto nelle sue finalità e articolazioni.
“Sulla buona strada” ha visto la partecipazione numerosa di associazioni culturali, di famiglie con bambini al seguito e di semplici amanti della fotografia e dell’arte in generale.
«Valore aggiunto della nostra iniziativa – dicono dalla Smav – grazie anche al supporto dell’assessorato ai servizi sociali, è stata la partecipazione di dodici ragazzi nordafricani, ospiti del Progetto Sprar».
Accompagnati per le vie della città dagli allievi e dal maestro del corso di fotografia di Smav, i ragazzi hanno condiviso la passione del camminare e l’hobby della fotografia. Una passeggiata multiculturale in un percorso che ha tenuto insieme i luoghi invisibili della diversità, dando importanza alle buone pratiche.
«Ringrazio l’assessore Adele Mintrone, ma soprattutto gli allievi del corso di fotografia e il loro maestro, Ennio Tullo, per aver aderito con entusiasmo e partecipazione all’iniziativa» ha dichiarato Lavinia Tullo, presidente di Smav.
«“Camminare insieme”, seppur su strade diverse, favorisce il confronto con l’altro e incoraggia l’inclusione sociale anche di quei soggetti generalmente a rischio di emarginazione. Abbiamo il compito di sostenere e di dare visibilità a queste buone pratiche di dialogo per raccontare un paese che deve scommettere sulle diversità e sulla necessità di dare delle risposte culturali alla paura su cui alcuni continuano a soffiare. Le difficoltà del disagio sociale e della ignoranza reciproca ci sono e sono evidenti, ma devono essere una premessa che ci deve stimolare a superarle attraverso la conoscenza reciproca anche attraverso iniziative come questa».
“Sulla buona strada” si trasformerà in una mostra fotografica che verrà inaugurata nel chiostro del palazzo di Città domenica 26 ottobre alle 19.
«Presto – concludono dal Comune – seguiranno altri appuntamenti anche nelle comunità parrocchiali periferiche e nelle scuole di ogni grado con attività comuni da realizzare».
Commenti
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…e un programma di integrazione per i ragazzi coratini che hanno commesso degli sbagli e magari vorrebbero “tornare” sulla “buona strada”, quando lo organizzate? Siete sempre pronti ad aiutare i ” nuovi vicini” o altre categorie di disadattati, ma nessuno si prodiga per ascoltare i giovani del posto. E’ veramente vergognoso questo “buonismo” verso gli estranei, che non fa altro che avvelenare l’animo di ragazzi che aspettano solo che gli si “tenda una mano”. L’altro giorno ho letto di una donna (italiana) che implorava lo Stato di revocargli la cittadinanza italiana. Dove siamo arrivati… per essere presi in considerazione, dobbiamo diventare immigrati!!!
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Gentile Daniela,
come organizzatore della manifestazione volevo fare una piccola puntualizzazione: il Comune di Corato non ha organizzato questo evento, ha concesso esclusivamente un GRATUITO patrocinio dopo regolare richiesta. L’idea e l’organizzazione di tutto è della associazione SMAV. L’evento era gratuito e aperto a chiunque avesse voluto aderire e, quindi, perché no, anche ai ragazzi ospiti del progetto SPRAR. che hanno partecipato insieme a tanti altri liberi cittadini e a tante altre associazioni da noi personalmente invitate. Mi preme puntualizzare ciò perché non vorrei che si strumentalizzasse per fini politici una manifestazione che di politico non ha assolutamente nulla. Grazie.







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