Alluvione sul Gargano, Perrone ammonisce: «Renzi non ha mosso un dito»

La Redazione
I disastri provocati da maltempo a Peschici

Presentata una interrogazione insieme ai senatori pugliesi di Forza Italia: «Neppure un euro è stato stanziato, se non dalla Regione Puglia che dovrebbe aver posto in essere tutti gli adempimenti necessari»

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Il senatore Luigi Perrone, insieme ad altri parlamentari pugliesi, ha presentato un’interrogazione parlamentare – che di seguito riportiamo integralmente – relativa all’alluvione che ha devastato le zone del Gargano. Perrone accusa il governo Renzi di non aver «mosso un dito» per la gente rimasta vittima dell’alluvione.

«Ad oltre un mese dalla terribile alluvione che ha messo in ginocchio il Gargano, il Governo Renzi non ha mosso un dito in aiuto della nostra gente.

Dopo due vittime, la devastazione di ben 14 comuni, l’apertura di una inchiesta per disastro colposo, omicidio colposo, violazione delle leggi urbanistiche e omissione d’atti di ufficio da parte della Procura di Foggia, non sono arrivate né la dichiarazione immediata dello stato di emergenza, come promesso, né tantomeno lo stanziamento di fondi ad hoc.

Per questo, assieme ai senatori pugliesi di Forza Italia d’Ambrosio Lettieri, Amoruso, Bruni, Bruno, Iurlaro, Liuzzi, Tarquinio e Zizza, ho presentato interrogazione urgente al Governo in merito ai fatti.

Nonostante il sopralluogo – del 7 settembre scorso – da parte del presidente della Protezione civile Gabrielli e la successiva passerella del presidente Renzi sui luoghi del devasto – il 13 settembre – con relativa promessa che nessuno sarebbe stato lasciato solo, allo stato attuale allo stato attuale il Consiglio dei Ministri non ha dichiarato né lo stato di emergenza né lo stato di calamità naturale per i danni ingenti alle produzioni agricole.

Neppure un euro è stato stanziato, se non dalla Regione Puglia che – a quanto ci risulta – dovrebbe aver posto in essere tutti gli adempimenti necessari per ottenere il riconoscimento di uno status che comunque spetterebbe di diritto per i fatti verificatisi, come d’altronde annunciato durante un vertice nella Prefettura di Foggia dallo stesso Gabrielli».

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