“La vecchiaredde” non va in vacanza

Giuseppe Gallo
La Vecchiaredde e il Panzone a Villa Carafa

Danze sfrenate e tanta allegria alla Festa delle tradizioni del Sud. Presto la fondazione dell'associazione per valorizzare territorio e cultura

8 1 commento

Le maschere tipiche coratine non vanno mai in vacanza. Dopo il Carnevale tornano a riunirsi, a parlottare, studiare e uscire prendendosi sotto braccio. Hanno voglia di vivere durante tutto l’anno, divertirsi e viaggiare senza sosta, di propria iniziativa, proprio come domenica scorsa alla Festa delle tradizioni del Sud.

Nell’antica sala ricevimenti di Villa Carafa, una delegazione di tre “Vecchiaredde” e altrettanti “Panzoni” si è scatenata e ha fatto sollazzare tutti i presenti a suon di musica e danze sfrenate. Uno spaccato fuori stagione del Carnevale coratino che ha trascinato in un mare di gioia i circa quattrocentocinquanta convitati.

L’insolita e stravagante spedizione ha suscitato l’interesse di diversi curiosi dalle province di Foggia e Bari che hanno avuto modo di scoprire questi colorati personaggi, ammirarli da vicino, scatenarsi con loro e ascoltarne nel dettaglio l’avvincente storia.

Circa sette mesi fa, l’anziana signora ha compiuto settant’anni – diventando inoltre un marchio – e presto sarà un’associazione senza fini di lucro, nonostante l’età avanzata.

Il travestimento lancia un messaggio inequivocabile: bisogna avere rispetto delle persone più attempate perché sono loro a portare sulle spalle i discendenti talvolta indifesi. Gli anziani sono dunque un’incredibile miniera di saggezza che merita ascolto e attenzione, pilastri della nostra economia per il sostegno offerto ai propri figli in difficoltà.

Il responsabile del brand Cosimo Zitoli è raggiante, grato ai ristoratori per l’accoglienza ricevuta e pensa in grande: «Il movimento associativo sta per vedere la luce. Oltre alla cultura, sarà attivo durante l’intero anno sui fronti del turismo e del sociale». La chiara intenzione è «valorizzare, oltre alla maschera sdoganata dal contesto carnevalesco, anche le altre tradizioni, le risorse del territorio e le aziende locali».

Quatto quatto, il Carnevale si avvicina e si annuncia ricco di sorprese che le vecchiette stanno per tirar fuori dalla loro polverosa soffitta. Come fanno da sette decadi, avranno ancora di che stupirci.

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Commenti

  • fiore aldo (utente non verificato)

    Congratulazioni per l’iniziativa . Per andare avanti è bene guardare indietro. Le ns. tradizioni sono tante , dobbiamo valorizzarle in chiave di marketing territoriale.