Ancora proteste a palazzo di Città: «Vogliamo lavoro». Mazzilli: «Comune non è centro impiego».Video

La Redazione
Ancora proteste a palazzo di Città: «Vogliamo lavoro»

La rabbia dei manifestanti – circa venti – è stata evidente fin da subito. Si è reso necessario l’intervento della polizia municipale affinché gli operatori dell’Asipu potessero rimuovere i cartelli difesi a denti stretti

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Tornano a manifestare gli uomini e le donne che già venerdì mattina hanno atteso il sindaco fuori dal palazzo di Città. 

Dopo le 8 altri cartelli, simili a quelli di venerdì, sono stati esposti in segno di protesta: “Vogliamo lavoro, non le chiacchiere. Non prendere in giro”, “Sindaco tu pensi solo per te”.

La rabbia dei manifestanti – circa venti – è stata evidente fin da subito. Come si può vedere nel video, si è reso necessario l’intervento della polizia municipale affinché gli operatori dell’Asipu potessero rimuovere i cartelli difesi a denti stretti.

«Tu i cartelli non li togli – ha urlato una donna rivolgendosi ad un agente della polizia municipale – io ho diritto di lavorare, ho diritto di far mangiare la mia famiglia. Mio marito è agli arresti domiciliari, mio figlio non lavora, io non posso più lavorare e sono stata tolta dalla graduatoria».

A differenza della prima protesta, però, i manifestanti sono stati ricevuti, a porte chiuse, dal primo cittadino. Un colloquio tutt’altro che tranquillo, viste le urla udibili dai corridoi del palazzo di Città.

Dalle prime dichiarazioni registrate dopo il colloquio con il sindaco, i manifestanti si sono detti delusi e c’è chi ha proposto di posizionarsi con mobili e materassi sotto il Comune.

Tra le motivazioni che questa mattina hanno riportato in piazza i manifestanti c’è anche la risposta del Sindaco rispetto all’episodio della scorsa settimana divulgata ieri a mezzo stampa. Ciò che i manifestanti continuano a rivendicare sono quelle che loro stessi definiscono «promesse elettorali, chiacchiere».

Tra gli uomini scesi in strada oggi c’è anche Raffaele, carpentiere di 56 anni che ha raccontato di una promessa di lavoro circostanziata, risalente a circa due mesi fa, ma mai concretizzata. Secondo le sue affermazioni, sarebbe stato un assessore attualmente in carica a dargli alcune dritte per poter tornare a fare il suo lavoro in un’azienda di Minervino. Ora lui e la sua famiglia hanno accumulato circa 1.200 euro di bollette arretrate e sono costretti a lavarsi con la sola acqua fredda.

Il sindaco Mazzilli, al termine del faccia a faccia con gli inferociti contestatori, ha intanto garantito «sforzi immediati per dedicare maggiori risorse ai servizi sociali al fine di favorire il reintegro in società di chi si ritrova in condizioni di difficoltà», sebbene l’amministrazione «non è un centro per l’impiego».

E le proteste potrebbero non fermarsi ad oggi: domani è infatti attesa la pubblicazione della nuova graduatoria Asipu che potrebbe deludere le aspettative dei cittadini eslcusi dalla lista per mancanza di requisiti.

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    …”sindaco, tu pensi solo a te”… : non è vero di certo, ed un po’ per merito suo, un po’ per demerito della situazione generale, che ha visto la fine del periodo delle “vacche grasse”. Ma in questa frase c’è il nòcciolo della questione, quella sulla quale io batto sempre: i politici (in generale) che hanno pensato solo ad ingigantire i loro privilegi, sono ora considerati esempi inaffidabili, quando parlano di crisi. C’è discrepanza fra la loro situazione economica e quella del popolo, e tale divario, una volta accettato passivamente, per le briciole che arrivavano dalla loro ricca mensa, ora non è più concepito, e la plateale contestazione verso di essi è la naturale conclusione di tale malessere.

  • fiorenzospina (utente non verificato)

    lo hai trasformato in “centro per l’impiego” durante la campagna elettorale riempendo la città di “so come” beh! mo v’dim c se fa!

  • daniela zeta (utente non verificato)

    Finalmente una scossa a questa cittadina!!! Qualcuno, allora è dotato di attributi. E poi, perché far togliere i tavoloni….non esiste il diritto di manifestare???

  • fiorenzospina (utente non verificato)

    quel vigile ha ragione: “lui ha avuto disposizioni dall’alto”. Che ci vada chi gliele ha date a levare quei cartelli se ha coraggio di farsi vedere. Che si sporchino le mani pure loro. Facile ordinare agli altri senza esporsi, senza sapere nomi e cognomi

  • Salvatore Montaruli (utente non verificato)

    Quante chiacchiere che avete promesso tu caro Signor Mazzilli e lei caro signor senatore Perrone di dare opportunità di lavoro hai giovani, e i giovani che hanno finito la scuola superiore si ritrova in mezza alla strada senza lavoro con le promesse fatte da lei per convincere le imprese ad assumere i giovani e le persone in difficoltà economica, grazie Sig. Mazzilli e Sig. Perronne