Rischio di “baricentrismo”, “Cantieri dal basso” sceglie la via della legalità

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Città metropolitana, tra una settimana il voto. Abbaticchio, sindaco di Bitonto e candidato per "Cantieri dal basso", invita a «non accogliere alcuna direttiva dall'alto, ma solo quelle della gente»
Il contesto politico nel Tacco d’Italia sta attraversando una fase piuttosto turbolenta, tra le elezioni regionali che si appropinquano, il fermento trasversale verso le primarie e gli epiteti non benevoli di Berlusconi a Fitto.
Scendendo di un gradino nella stratificazione istituzionale, il quadro non differisce eccessivamente. La provincia di Bari – assieme ad altre nove in tutto il Paese – esala gli ultimi respiri mentre la legge Delrio ha già designato come erede la Città metropolitana. Manca esattamente una settimana alle elezioni del 12 ottobre (cosiddette di secondo livello) quando 717 – tra sindaci e consiglieri dei 41 comuni – saranno chiamati alle urne per eleggere i diciotto rappresentanti del nuovo ente locale territoriale.
Nella mischia furibonda dell’agone elettorale è pronta a dire la sua “Cantieri dal basso”, rete civica coordinata da Renato Bucci che sarà al fianco di “Città insieme”, lista unica di centrosinistra.
«Persone semplici desiderose di staccarsi dalla logica di realtà stagionali e movimenti fiancheggiatori dei dei partiti», le ha definite l’ex sindaco, entusiasta per «un’idea comunale, non provinciale, senza né padre né padrone, nata dall’opportunità di condividere esperienze tra diverse comunità».
Nei fatti, diciassette liste civiche di undici comuni si sono dette pronte alla competizione per contrapporsi ad un «assemblearismo caotico e inconcludente che crea ulteriore diffidenza nell’opinione pubblica», ha aggiunto Bucci nella prima giornata di “Un cantiere in festa”, tenutasi ieri sera in Biblioteca comunale (anziché in piazza Sedile) a causa delle avverse condizioni meteorologiche che hanno impedito lo svolgimento di un concerto a seguire.
Trasparenza, legalità e partecipazione sono i vocaboli su cui i due ospiti alla conferenza di presentazione di “Cantieri dal basso” hanno imperniato i propri interventi. Il sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio e l’ex magistrato Nicola Magrone si sono avvicendati in un dibattito denso di contenuti.
Ma se a parlare di legalità è chi ha rappresentato il potere giudiziario, il monito è in agguato: «Sono stufo di questo vocabolo, della sua retorica insopportabile e sconvolgente; l’ho sentito pronunciare dai più terribili mafiosi». Gli fa eco Bucci: «Non può essere un obiettivo, ma esclusivamente la premessa che ci porterà dritti verso l’innovazione».
Sulla città metropolitana, il deputato della XII legislatura è furente: «Tutto ciò è repellente, addirittura incostituzionale e ribadisce una struttura simile a quella prevista per il Senato. Oggi c’è da chiedersi se a volte non sia meglio spergiurare su una Carta fondamentale per nulla simile a quella pensata dai padri costituenti».
Fino a poche settimane fa, Magrone è stato sindaco di Modugno, ma tredici consiglieri tra maggioranza e opposizione gli hanno voltato le spalle. Molti lo incitano a non mollare, a ricandidarsi ma lui ironizza sul futuro, così come sul suo passato da ferroviere: «Non vorrei che tanta legalità poi straripasse; quando il capostazione fischia il treno parte, mentre se a fischiare è un sindaco non parte niente. Vorrei che le città funzionassero come stazioni, è questa la moderna accezione di “partecipazione”».
Michele Abbaticchio – indicando Renato Bucci – ripercorre le tappe che lo hanno condotto ad accettare la candidatura: «Ero in vacanza con mia moglie quando ho ricevuto la chiamata di questo pazzo scatenato. La politica ha bisogno di pazzi».
Poi, senza demonizzare il sistema dei partiti, una critica al loro sistema organizzativo. Tra questi anche il Pd, che a Bitonto è all’opposizione assieme a Forza Italia e starebbe allontanando da sé la passione della gente di centrosinistra: «La politica di oggi, le grandi correnti di pensiero e la voglia che la gente ha di mettersi in gioco rischiano di non sentirsi rappresentati. Il ramo civico – che oggi si organizza in un primo coordinamento – può sopperire a questo come alleato forte del Pd in questa e altre competizioni». Abbaticchio anela inoltre a «una provincia nuova, meno “baricentrica” e che non obbedisca ad alcuna direttiva dall’alto, ma solo a quelle della gente».
L’intensa due giorni si concluderà questa sera con l’intervento di Federica Angeli, giornalista di Repubblica da tempo sotto scorta che proporrà il suo punto di vista sui fenomeni mafiosi e sulla cultura dell’antimafia.
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