Scintille Berlusconi-Fitto, Perrone rassicura: «Non lasceremo il partito»

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Il Senatore minimizza tranquillizzando gli elettori liberali: «È un normale dibattito interno al partito che condurrà a chiarimenti sulla linea organizzativa»
Dopo la dolorosa scissione con Alfano, il partito azzurro rischia di perdere un’altra pedina fondamentale.
Secondo quanto riportato sulle colonne online di Libero e altri quotidiani, Silvio Berlusconi avrebbe malamente apostrofato Raffaele Fitto, da sempre uno dei suoi più fedeli seguaci.
La testata diretta da Maurizio Belpietro, notoriamente prossima alle vicende del centrodestra, racconta di uno scontro verbale tra il leader di Forza Italia e l’ex governatore della regione Puglia, dovuto alla scelta autoritaria del non più Cavaliere di aderire al patto del Nazareno e alla conseguente uniformità d’intenti con il governo Renzi.
Col trascorrere dei mesi, il boccone si è fatto sempre più amaro da ingerire per Fitto, al punto che il parlamentare europeo ha rilasciato dinanzi ai media dichiarazioni piccate sintomo di stridenti malumori. Tra le più recenti, la cosiddetta “umiliazione” che il quattro volte presidente del Consiglio avrebbe rivolto agli alti quadri dirigenziali con la nomina di Giovanni Toti alla testa del partito.
I sondaggi che gettano ombre oscure sul futuro del partito, la Lega alle calcagna e le elezioni che incombono in ben sette regioni sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso durante l’ufficio di presidenza risalente a ieri.
«Ci fai perdere il 3-4%. Basta con tutte queste dichiarazioni contro di me!», ha sbottato Berlusconi perdendo la pazienza.
«Figlio di un vecchio della Dc (con riferimento al padre di Fitto, ndr)» sarebbe l’appellativo poco benevolo riservato al politico salentino. Rapporti dunque non proprio idilliaci dalle parti di piazza San Lorenzo.
I pessimisti paventano che l’episodio possa fare il paio a quello dell’aprile di quattro anni fa, in cui andò in scena la rottura totale tra Berlusconi e Gianfranco Fini. Le ragioni non mancano. Lo stesso presidente del Milan si è lasciato andare a un velenoso paragone tra Fitto e l’allora presidente della Camera aggiungendo una roboante minaccia: «Mi costringerai a deferirti».
A minimizzare l’alta tensione e smentire ogni possibile voce di scissione ci pensa tuttavia il senatore Luigi Perrone, interpellato in qualità di coordinatore provinciale del movimento. Raggiunto telefonicamente, il già sindaco di Corato tranquillizza gli elettori liberali: «È un normale dibattito interno al partito che condurrà a chiarimenti sulla linea organizzativa, come l’elezione delle cariche attraverso gli organi congressuali. Non c’è alcun problema di sorta; (io e Fitto, ndr) non intendiamo lasciare. Non esiste alcun motivo per farlo».
La conferma giunge anche da alcuni atteggiamenti del diretto interessato. Dopo aver incassato l’invettiva di Berlusconi, l’ex ministro senza portafoglio ha placato i bollenti spiriti dichiarando ancora una volta lealtà e senso di appartenenza a Forza Italia: «È il mio partito così come è il tuo, presidente».
Gli scenari che si prospettano sono pertanto due: sarà solo l’inizio o piuttosto l’epilogo di un’appassionante telenovela? Assisteremo a un rientro tra le righe di Fitto o a un suo scatto d’orgoglio?
Chi vivrà vedrà.
Commenti
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Ah ah ah ! Scusate ma mi scappa davvero da ridere: come si può definire un simile modo di confrontarsi “un normale dibattito interno”? Senatore…ma per favore…su… La realtà è che Fitto, da quando fu eletto “Toti” alla testa del partito, conserva un po’ di bile di troppo nei confronti del Berlusca. Fino a quando il potere resterà prerogativa di pochi e non sarà oggetto a nessun tipo di contendibilità (nell’interesse del bene comune), questo paese non potrà che REGREDIRE. Giusto Gino?
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Il senatore minimizza e tranquillizza l’ elettore liberale io che non ho votato Forza Italia già mi sentivo libero ma guardando la foto sono tranquilloooooooo.
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Berlusconi è stato molto scaltro nel passato quando pensava, a ragion veduta, che il popolo italiano fosse facilmente suggestionabile. Dello stesso avviso erano coloro che lo hanno seguito e che, grazie a lui, sono diventati qualcuno, ma pochi dei quali con fedina penale adamantina. Ed il che vuol dire tanto. Ma Silvio di una cosa è sicuro: nessuno, finchè egli sarà in grado di ragionare, lo potrà spodestare, proprio perché ha una pessima e malcelata considerazione di TUTTI coloro che lo circondano e servilmente lo incensano (giustamente è certo che egli E’ il partito), ma ancor più detesta chi gli si volta poi contro, dimostrando ingratitudine. Fitto si rassegni e si prepari al dopo Berlusconi. Ma per lui, venendo a mancare il nume tutelare, la vedo durissima. Salvatore Di Gennaro, studioso di politica.
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Bella la foto del piccolo tifoso col vecchio campione. Allora, gli elettori “liberali” possono “stare sereni”. E chi gli ha detto che non sarebbero più sereni se, da liberali, potessero liberarsi?







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