Star bene nel corpo e nella mente. Al via il mese del benessere psicologico

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Un numero verde attivo dal lunedì al venerdì e trentuno giorni di porte aperte in cui i dottori dell'anima saranno occupati in una serie di workshop, seminari e consulenze psicologiche gratuite
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, “la salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non la semplice assenza di malattia”. Ancora oggi, tuttavia, la tendenza è quella di trattare ogni patologia quasi esclusivamente sotto l’aspetto fisico, trascurandone imperdonabilmente tutte le altre sfaccettature.
Per invertire il trend e scavalcare le barriere del pregiudizio che rischiano di degenerare in autoreferenzialità, da domani vedrà la luce il mese del benessere psicologico in Puglia, giunto alla quarta edizione.
Un numero verde attivo dal lunedì al venerdì e trentuno giorni di porte aperte in cui i dottori dell’anima saranno occupati in una serie di workshop, seminari e consulenze psicologiche gratuite per illustrare che, mobilitando le nostre risorse interne, si possono superare momenti difficili che inficiano la qualità della vita. Nella conferenza di ieri pomeriggio in biblioteca, l’Ordine degli psicologi della regione Puglia ha annunciato di voler tendere la mano non solo ai casi patologici, ma anche a tutti coloro volessero avviare un percorso per conoscere e gestire più efficacemente la propria intelligenza emozionale, relazionale e cognitiva.
Ben sette esperte operanti sul territorio coratino hanno messo le proprie competenze a disposizione della collettività. Tutte le attività in programma sono legate da un fortissimo filo conduttore: «Valorizzare gli stili di vita migliori», poiché l’intento non è solo «occuparsi delle patologie, ma promuovere la qualità della vita», secondo le parole del coratino Antonio Di Gioia, neo presidente dell’Ordine.
Le avversità da superare non sono poche. In primo luogo, bisogna far fronte alla titubanza che ci blocca prima di ricorrere ad uno specialista e al timore di apparire e di essere etichettati cone “deboli”. Poi ci sono tutte le sfide imposte dalla frenesia della società postmoderna. Si pensi ai terribili dati sulla ludopatia e sull’aumento dei suicidi. Altra problematica da non trascurare è l’incremento di figure come counsellor e coach, «che abusano della professione e invadono il campo», lamenta Di Gioia che poi invita a «diffidare delle imitazioni», ricordando che psicologi e psicoterapeuti sono persone altamente formate, con alle spalle un robusto percorso di studi e attive in innumerevoli settori.
Il Belpaese, inoltre, detiene il primato europeo del maggior numero di psicologi, oltre 93mila, più del 50% sul totale europeo. Nonostante ciò, circa la metà di loro non gode di un’occupazione stabile. Le colpe sono probabilmente da imputare al sistema universitario, che non ha previsto il reale fabbisogno occupazionale. Una possibile soluzione – da diversi anni al vaglio degli esperti – è l’ipotesi di istituire la figura dello psicologo-psicoterapeuta di base che, così come un medico di famiglia, possa essere convenzionato col sistema sanitario nazionale e occuparsi di crisi, problematiche e disagi su scala micro e macro.
Le tematiche dei workshop sono attualissime e spaziano dall’uso consapevole della comunicazione nell’era 2.0 a un’indagine sui metodi adottati nel compiere le nostre scelte, passando per i sintomi della felicità e le emozioni positive. Ma non è tutto. Ampio spazio sarà ugualmente riservato al rapporto genitori-figli, a spunti di riflessione su come affrontare i cambiamenti imposti dalla crisi e all’ascolto del sé.
Seguendo questo link è possibile scoprire il programma degli incontri, in ognuno dei quali gli psicologi saranno affiancati da altri esperti in campo medico, sociale ed artistico.
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