“Asso di bastoni”: «Con Perrone e Loiodice all’urbanistica l’inciucio è fatto»

© CoratoLive.it
«Tutto alla faccia di quella parte di elettori che credeva che con i propri eletti avrebbe creato un margine al dilagare dell’arroganza e della sfrenata appropriazione del potere da parte di alcune persone» afferma il movimento politico
“Senatores boni viri, senatus mala bestia” (“I senatori sono dei bravi uomini, il Senato è una bestia cattiva”).
Fa ricorso al latino il movimento politico “Asso di bastoni” per prendersela un po’ con tutti i protagonisti della inaspettata elezione di Tommaso Loiodice (Pd) a presidente della commissione urbanistica.
In primis con Perrone e lo stesso Loiodice – protagonisti di quello che “Asso di bastoni” definisce “inciucio” – ma anche con i restanti consiglieri dell’opposizione che in commissione non hanno votato contro, ma si sono limitati all’astensione. Di seguito il testo integrale diffuso dal movimento.
«Già nel maggio scorso, nel corso della campagna elettorale per le elezioni amministrative – si legge nella nota – “Asso di bastoni”, che vuol tentare di ricalcare le orme del glorioso Msi, uscì con un manifesto così intestato: “Anche a Corato larghe intese?”.
Mai previsione fu così azzeccata! Sì, perché alla luce della composizione delle commissioni consiliari si resta stupefatti quando, la maggioranza di centrodestra, propone, sostiene ed elegge con i propri voti, alla presidenza della seconda commissione consiliare (urbanistica e lavori pubblici), il capogruppo del maggior partito di opposizione: Tommaso Loiodice del Pd!
Ergo: con l’assessore all’urbanistica, il Senatore di Forza Italia, Luigi Perrone – ci piace precisare, Senatore nominato e non eletto -, e presidente della stessa commissione il predetto Loiodice del Pd, l’inciucio è fatto. Tutto alla faccia di quella parte di elettori che credeva che con i propri eletti avrebbe creato un margine al dilagare dell’arroganza e della sfrenata appropriazione del potere da parte di alcune persone.
Ecco, qui ci agganciamo all’intestazione del manifesto. I consiglieri eletti – tutti i consiglieri eletti – presi e giudicati singolarmente ed individualmente sono delle brave persone (boni viri) ma una volta entrati nelle Istituzioni (mala bestia) diventano approfittatori ed accaparratori del potere. Potere che in democrazia rimane sempre appannaggio del popolo, ma, quando questo potere è accentrato nelle mani di poche persone, la democrazia cessa di essere tale per divenire oligarchia.
L’inciucio nelle commissioni continua con una girandola di astensioni. Il voto di astensione non vuol dire “sono d’accordo”, ma nemmeno dice “sono contrario”. Perché questi consiglieri di una sedicente opposizione non hanno votato contro? Come si giustificheranno di fronte al proprio elettorato?
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Renzi, ha regalato i famosi 80 euro per vincere le elezioni europee, che ha vinto. A Corato, invece, i suoi nipotini o cuginetti, si sono venduti per una presidenza in commissione. Vergogna!
E per finire, in tutta questa giostra di incarichi, non abbiamo visto assegnare nemmeno una presidenza al gruppo “Schittulli” ed al gruppo “La Puglia prima di tutto”, gruppi di maggioranza. Come mai?
Non sarà che il Sindaco Mazzilli li ha posti in lista di attesa per poi assegnare loro la presidenza di una partecipata o di una speciale (leggi: SiXT o Asipu)? Staremo a vedere…
Saremo attenti e vigili per poi portare all’attenzione della cittadinanza il frutto del nostro lavoro per il bene di Corato. Viva Corato – Viva L’italia».
Commenti
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Pensavo che tale movimento fosse scomparso, dopo aver visto la loro sede in corso Mazzini con su il cartello “affittasi”. Comprendo le considerazioni che hanno esortato il sindaco a nominare Loiodice presidente della commissione urbanistica: oltre alla sua probabile competenza, sono state le stesse che spingevano il sagace maestro di una volta ad eleggere capoclasse uno dei più scalmanati, per trasformarlo nel suo più valido collaboratore. Comunque l’osmosi tra gruppi diversi può essere più proficua di una sterile opposizione. Anche l’Asso di bastoni è caduto nella retorica: quel classico “per il bene di Corato” l’ha posto alla fine dell’articolo, impedendomi di sospenderne la lettura, una volta incontratolo nella sua scorsa. Suggerirei al movimento (cambiando il nome) di allargare le sue potenzialità: il bene di un paese si ottiene solamente mirando prima a quello del Paese.







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