Clochard tedesco accoltella quattro carabinieri a Roma. Ferito anche un militare coratino

La Redazione
Clochard tedesco accoltella quattro carabinieri a Roma. Ferito anche un militare coratino

E' il coratino Natale Rutigliano uno dei quattro carabinieri che ieri pomeriggio sono stati accoltellati da un clochard tedesco di 56 anni in piazza della Libertà a Roma

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E’ il coratino Natale Rutigliano uno dei quattro carabinieri che ieri pomeriggio sono stati accoltellati da un clochard tedesco di 56 anni in piazza della Libertà a Roma.

Secondo la ricostruzione effettuata dagli stessi militari, l’aggressore ha prima dato in escandescenza minacciando alcuni passanti con un martello lungo via Cola di Rienzo e poi si è scagliato contro gli uomini in divisa giunti sul posto in seguito ad una chiamata al “112”.

Nessuno dei carabinieri è in pericolo di vita. Il più grave di loro è stato colpito ad un fianco e resta ricoverato in osservazione. Gli altri invece – tra cui lo stesso Rutigliano – sono stati feriti a gambe e braccia. Trasportati all’ospedale Santo Spirito e al San Carlo di Nancy, sono già stati dimessi.

«Il clochard è stato bloccato senza che sia stato sparato nessun colpo di pistola» ha sottolineato il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Salvatore Luongo. «Nessuno ha usato armi. I colleghi hanno cercato di tutelare le numerose persone presenti in strada per evitare ogni allarmismo. Per fortuna nessuno dei carabinieri è rimasto ferito in modo grave».

I militari hanno anche ricevuto la solidarietà del ministro della Difesa, Roberta Pinotti e del ministro dell’interno, Angelino Alfano

«Sono preoccupata per il ferimento dei Carabinieri avvenuto a Roma e porto loro la mia solidarietà. Attenzione a non far montare un clima d’odio contro le forze dell’ordine» ha detto la Pinotti nel corso della registrazione del programma Porta a Porta.

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    Il contrasto è netto, fra società cosiddette avanzate: negli Stati Uniti è sufficiente minacciare un poliziotto, per essere riempiti di piombo, da noi le forze dell’ordine sono usate come tiro a segno. Ormai anche loro non sanno più che fare: se non reagiscono, vengono mandate all’ospedale o al camposanto, se reagiscono, talvolta con eccesso di zelo, di paura o di irruenza , vengono messe sotto accusa. Noi le vorremmo “Tex Willer”, quando devono difendere noi stessi, “fra Cristoforo”, negli altri casi. E gli stranieri protagonisti, sono sempre di più.