Operai al lavoro per eliminare le piste ciclabili

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Le opere di "scarificazione dell'asfalto" per eliminare le strisce azzurre ed arancioni sono partite questa mattina da via Dante per poi proseguire lungo viale 4 Novembre e viale Vittorio Veneto
Sono iniziati oggi di buon mattino i lavori per la rimozione delle piste ciclabili lungo l’intero anello dell’estramurale.
Le opere di “scarificazione dell’asfalto” per eliminare le strisce azzurre ed arancioni sono partite da via Dante per poi proseguire lungo viale 4 Novembre e viale Vittorio Veneto.
Al posto delle corsie – com’è possibile vedere nelle immagini della nostra galleria fotografica – ora c’è una lunga “lingua” di asfalto “grattato”. Non sembra esserci, almeno per ora, una data già fissata per la bitumazione.
Anche la segnaletica verticale è ormai “storia”: i cartelli blu con il simbolo della bicicletta sono già stati rimossi. I lavori potrebbero terminare già entro la giornata di oggi.
Le piste sono state istituite nel luglio 2010 – annunciate come una sperimentazione – e costate circa 220mila euro (70mila + Iva dei quali a carico del Comune). Per eliminare quelle sull’estramurale – secondo la stima effettuata pochi mesi fa dal dirigente del settore lavori pubblici – occorrono circa 40 mila euro (+ Iva).
A rendere operativa la decisione di eliminare le piste ciclabili – presa dalla giunta comunale un mese fa – è stata l’ordinanza dirigenziale n. 42/2014 del settore polizia municipale pubblicata ieri sull’albo pretorio.
Le corsie dedicate alle biciclette, lo ricordiamo, sono state eliminate su viale 4 Novembre, viale Vittorio Veneto, viale Ettore Fieramosca, viale Luigi Cadorna e parte di viale Armando Diaz. Lungo quest’ultima strada il percorso ciclabile resta attivo solo nel tratto che va da via Parini a via Dante.
Piste mantenute, invece, su via Dante, piazza Cesare Battisti, via De Gasperi, via Matteo Renato Imbriani e sul corso cittadino, ovvero corso Cavour, piazza Vittorio Emanuele, corso Garibaldi, largo Plebiscito e corso Mazzini.
Sui social network, intanto, la città si divide tra favorevoli e contrari. Sulla nostra pagina Facebook chi ha accolto con favore l’eliminazione ha commentato: «Finalmente», «Era ora!» oppure «Meglio così».
Ma c’è anche chi difende le piste dicendo: «Che possano essere migliorate non c’è dubbio, ma non possiamo ripudiare delle piste (che sono sinonimo di civiltà) solo perché non hanno il cordolo o perché presentano una striscia».
Infine, alcuni restano comunque critici: «Fatta malissimo, il solito spreco inutile di soldi», «Prima spendono soldi per farlo e poi?» ed ancora «Doppia sconfitta,una per l’amministrazione,e soprattutto per noi commercianti…»
Commenti
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giunge al tramonto, così, sin niuno che rammenti esta favola delle ciclabili piste. Giunge al tramonto esta presa pello quaratin fondello. Autem si sol fusse uno scherno pe’ farse beffe dello stolto quaratino, nun sarebbe poi un magno dilemma,giacchè se gnosce che taluni quaratini s’accomodano cum ovidi allo gregge sin sapere ove lo suo mandriano vole ire. Cosa ben più grave son li 40000 fiorini od Euro (che dir se voglia) pe’ grattar vernici dalla strada, invicem, che dovremmo tutti scucir dalla scarsella pe’ lo “esperimento” che lo Senator Perrone, in voglia di alchimie, desiderava far pe’ suo capriccio, sin dimandar a niuno, come quanno un pargolo se lagna si in mano non tien lo ludo.
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Eh si!, “l’esperimento”, cianciava la vecchia giunta. le mie parole saran dure, ma più che esperimento m’è parsa più una buffonata degna da spettacolo de burattini. Gente che vi parcheggiava l’auto sin pudore et sin che li gendarmi annotassero ammende pecuniarie”; vernici oramai consunte, lercie et vetuste et divenute illegibili Pedoni cum passeggini al seguito che vi transitavano senza scorno et che tenevan pur da lamentarsi si dovean ceder il passo all’innocente ciclista. A dir veritas, infacti, reo de tutto esto “pagliacciaio” non fu solo lo Gonfaloniere bensì puro li cittadini che poco collaborano al pubblico decoro parandosi retro al fatto che “le piste son malfatte” et sentendosi indi scevri de parcheggiar la propria auto ove melio aggrada loro et che san solo come lagnarse al bar od in taverna et aspettar che le cose accadano sin protestar verso le istituzioni da lor elette







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