Musica e letteratura, doppio appuntamento per “Il cattivo tempo” dell’Arci

La Redazione
Giancarlo Liviano D’Arcangelo

Oggi al Caffè degli artisti si esibiranno i Coral Kiwi. Domani, Agape Lounge Bar ospita lo scrittore Giancarlo Liviano D’Arcangelo che presenterà il suo libro “Gloria agli eroi del mondo di sogno"

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Doppio appuntamento questa settimana per “Il cattivo tempo”, la rassegna culturale estiva dell’Arci La Locomotiva di Corato.

Oggi al Caffè degli artisti si esibiranno i Coral Kiwi, una psych/lo-fi/rock band proveniente da Bari. Domani lo scrittore Giancarlo Liviano D’Arcangelo all’Agape Lounge Bar presenterà il suo libro “Gloria agli eroi del mondo di sogno” edito da Il Saggiatore.

Il progetto dei Coral Kiwi nasce nel settembre del 2012, con l’intento di creare musica ad un basso budget seguendo la filosofia del Diy. Ispirata all’approccio lo-fi della scena 90’s e con un’attitudine protopunk e psichedelica, la musica di Coral Kiwi si aggira tra i modernissimi Deerhunter e i leggendari Velvet Underground.

Dopo aver realizzato numerosi demo e un EP e dopo aver affrontato un numerosi live e un cambio di line up nel Giugno del 2013 hanno iniziato a lavorare a un nuovo album, uscito nel settembre del 2013 e che porta il nome stesso della band: Coral Kiwi

Letterario invece l’incontro di domani: “Gloria agli eroi del mondo” parla dello sport più bello del mondo. Competizione, gloria, illusione, fallimento, speranza, ribaltamenti improvvisi del destino apparente.

Emozioni compresse in novanta minuti, generate da un dribbling, da una parata salvifica, da un tunnel, da un passo di danza risolutivo davanti alla porta avversaria. C’è la vita intera a pulsare sul prato verde quando una partita di calcio ha inizio: la vita intera alleggerita dal dolore. Perché nel calcio, come in ogni mondo di sogno, può esistere sofferenza, forse patimento, ma mai dolore.

Proprio come tutti i mondi di sogno, anche il calcio ha i suoi prìncipi eroi, i depositari dell’epica. Campioni resi mitici da vittorie indimenticabili, come Pelé o Maradona, o geni talentuosi allergici alla vittoria, ma capaci di sublimare se stessi in un gesto. Prìncipi visti alla tv mille volte, e mille volte attesi, ammirati, denigrati, imitati. Adoni e meno adoni, cecchini, gentiluomini, mediani, rari fuoriclasse.

Come capitan Scirea, il Temistocle del calcio, a detta di tutti il giocatore più corretto e nobile che abbia mai fatto ingresso in uno stadio. O il portiere rumeno Ducadam, grande per spalle e per coraggio, che con una serie formidabile di parate ai rigori portò la Steaua Bucarest alla vittoria del titolo europeo. O come i cavalieri che fecero l’impresa, gli undici che tinsero di azzurro la notte di Berlino, nel 2006. Sono loro, da un secolo, a iniettare la magia dell’epica in chi li guarda da lontano.

Sono loro a generare, per spirito di emulazione, aspiranti prìncipi molto più piccoli. Ragazzini di tutto il mondo che per strada, in un cortile chiuso tra quattro alveari o su una lingua di terra battuta, provano a ricreare le grandi sfide impresse nel loro cuore e nella loro mente. Sono loro a generare fortezze immaginarie, parchi giochi privati, l’isola che non c’è sotto casa. Sono loro a far sentire eroico anche un bambino di otto anni che costruisce uno stadio in miniatura in salotto, uno stadio completo in proporzione perfetta, spalti, pubblico, riflettori, porte pronte a gonfiarsi, tutto perché si possa, ancora una volta, accendere il massimo della fantasia.

Dopo aver esplorato – attraverso una lingua che è sisma, sussulto e meraviglia – i volti e i luoghi di acciaio e di carbone dell’industria italiana, Giancarlo Liviano D’Arcangelo sceglie di leggere il mondo contemporaneo attraverso l’universo simbolico del calcio. In Gloria agli eroi del mondo di sogno, aneddoti intimi e ricordi personali si intrecciano a immagini iconiche che hanno fatto la storia d’Italia, per sempre impresse nella memoria popolare.

Dalle prove iniziatiche al campetto della stazione alla corsa folle di Tardelli al Mondiale ’82, l’autore ci accompagna alla scoperta del calcio come universo mitico, fantasioso e carnevalesco, un vero mondo di sogno in cui tutto è possibile, e lo fa con ironia pungente e afflato lirico, fino all’interrogativo ultimo: il calcio resterà davvero sempre lo stesso, ovvero il regno del genio e dell’imprevisto? Il genio, il talento individuale, resteranno il fattore determinante anche in quello ubiquo e ipertecnologico di oggi? Oppure certe gesta appartengono ormai a un passato tanto mitico quanto remoto?

Un cattivo tempo, dunque che porta davvero i suoi frutti, come sottolinea l’Arci La Locomotiva nello slogan della rassegna, i frutti di una cultura a 360 gradi: “Il cattivo tempo arriva e bagna la terra, la rende fertile, profumata.Il cattivo tempo arriva e cambia le cose. Vogliamo venire come il cattivo tempo, all’improvviso, per cambiare le cose”.

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