“Piume” conquista l’Amnesty international award, il premio speciale di Giffoni 2014

Il regista Adriano Giotti insieme al piccolo attore coratino Enrico Patruno

Il cortometraggio, girato a Corato da Adriano Giotti, ha come protagonista il nostro piccolo concittadino Enrico Patruno

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Piume ha convinto la giuria del Giffoni film festival. «Per la capacità di descrivere con poesia le forme inaspettate con cui il coraggio dei buoni può emergere anche nelle condizioni di vita più frustranti. Per il lieto fine realistico, che ci ricorda che l’umanità degli ultimi è più forte degli schemi sociali su cui affonda le proprie radici il razzismo».

Questa la motivazione con cui i giurati della 44esima edizione del Giffoni Experience hanno espresso la propria preferenza per il cortometraggio girato a Corato dalla Diero e diretto da Adriano Giotti.

La cerimonia di premiazione si è tenuta domenica nella Sala Truffaut della Cittadella del cinema di Giffoni Valle Piana, con Ornella Muti e Paolo Conticini special guest.

Per ritirare il premio dedicato a Piume (“Feathers” come lo chiamano al Giffoni) è salito sul palco il regista Adriano Giotti insieme al piccolo attore coratino Enrico Patruno, protagonista del corto insieme a Matteo Pianezzi.

«E’ stata davvero una grande emozione – ci racconta Enrico, sette anni ancora da compiere, 6 all’epoca delle riprese – sono salito sul palco tre volte.

Prima e dopo la proiezione del corto, e poi per la premiazione. Mi hanno chiesto che cosa ho provato a guardarmi nello schermo del cinema e io ho risposto che è davvero bello. Divertente. Non vedo l’ora di raccontarlo ai miei amici. Ho comprato anche le caramelle del Giffoni per farle assaggiare loro ma… sono così buone che non so se arriveranno fino a Corato.

Mamma e papà mi hanno detto che è stato merito mio se loro due hanno potuto visitare questo paese e fare questa esperienza. Ne sono davvero felice».

Emozionati e fieri anche papà e mamma: «Grande merito va dato al Giffoni film festival, una bellissima realtà. Consente ai ragazzi di respirare un’aria davvero internazionale».

Obiettivo raggiunto per il regista, capace di trasmettere il tema del razzismo in modo concreto ma con eleganti tocchi di poesia. «Il mio desiderio era quello di emozionare i giovani giurati – commenta Giotti – perché il cinema è emozione. Spero che questo riconoscimento sia un’attestazione di queste emozioni donate, ricevute e accolte».

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