Bottiglie, alcolici e decoro urbano. Gli esercenti di piazza Di Vagno chiedono più controlli

Il centro storico a tarda sera

«Da quando sono stati attivati i distributori automatici – scrivono i titolari dei locali pubblici della zona – si assiste ad un crescente aumento di minori che fanno consumo di bevande alcoliche». La replica: «Lo fanno tutti»

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«Più vivibilità e sicurezza» nel centro storico. Parte di qui la contestazione degli esercenti di piazza Di Vagno, riuniti in associazione e firmatari di una missiva indirizzata al sindaco Mazzilli, alle forze dell’ordine, alla Prefettura di Bari e all’Asipu.

I titolari dei locali pubblici della zona (tranne un paio) con una lettera protocollata nei giorni scorsi a Palazzo di città hanno fatto richiesta «di un incontro per richiamare l’attenzione di istituzioni e autorità sul centro storico».

Punto centrale della protesta è la recente apertura nel centro storico di altre due attività commerciali, ovvero «i distributori automatici di bevande alcoliche», uno in via Duomo e uno in via Roma.

«Da quando sono stati attivati – scrivono dall’associazione piazza Di Vagno – si assiste ad un crescente aumento di minori che fanno consumo di bevande alcoliche e degli episodi di violenza per la facile reperibilità delle bevande alcoliche fuori da ogni controllo».

«Queste attività commerciali – spiegano – erogano alcolici in bottiglie di vetro e lattine anche dopo gli orari previsti per legge. Dalle 23 in poi, mentre a noi è fatto espresso divieto di erogare bevande alcoliche in bottiglie, in bicchieri di vetro ed in lattine, i suddetti distributori, senza alcun controllo, vendono a tutti i fruitori tali bevande alcoliche in vetro ed in lattine».

L’ordinanza cui si fa riferimento è la numero 10 del 14 febbraio 2012, firmata dall’allora sindaco Perrone. Secondo la norma «ai titolari di pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, delle attività commerciali, delle attività artigianali di pizzeria, rosticceria, pasticceria, di paninoteche, gelaterie e gastronomie artigianali, è fatto divieto assoluto di vendere – per motivi di ordine pubblico e di decoro dell’ambiente urbano – dalle ore 22 e sino alla chiusura dei rispettivi esercizi, bevande di qualsiasi tipo, contenute in bottiglie e lattine, restando invece possibile esclusivamente per i pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande la vendita fuori dall’esercizio soltanto mediante l’utilizzo di bicchieri monouso per alimenti in plastica o materiale similare. Le infrazioni sono punite ai sensi delle vigenti disposizioni in materia».

«La conseguenza deprecabile – proseguono gli esercenti – è che le bottiglie in vetro e le lattine restano abbondonate in strada, risultando pericolose agli avventori, ai visitatori ed ai residenti del centro storico di Corato, oltre che agli utenti della raccolta differenziata. Ciò posto si chiede un immediato controllo per verificare la regolarità della erogazione dei servizi alcolici da parte dei distributori automatici e la sospensione nelle ore notturne della vendita delle bevande alcoliche in vetro ed in lattina.

In attesa della radicale riqualificazione urbanistica – concludono – si propone e si richiede costante e periodica disinfestazione del centro storico; servizio di videosorveglianza installato nei punti di accesso e nelle zone più frequentate, perché con crescente allarme i cittadini assistono a ripetuti episodi di violenza e di atti vandalici; presenza costante delle Forze dell’ordine; bonifica delle piazze del centro storico, unitamente ad una più attiva sorveglianza: sono luoghi in cui di frequente si verificano risse ed aggressioni; installazione della rete wireless per tutto il centro storico».

Su queste considerazioni hanno detto la loro anche i gestori dei distributori automatici.

«Leggendo la normativa – dice Luigi Di Bitonto, titolare del distributore di via Duomo – pare che si faccia divieto di vendita di bottiglie e lattine di qualsiasi genere dopo le 22: insomma non si dovrebbe nemmeno poter vendere l’acqua in bottiglia. Onestamente prima d’ora non conoscevo la normativa, ma sono assolutamente disposto ad attenermi ad essa. Chiedo solo che come me lo facciano tutti. Farci la guerra tra di noi non ha alcun senso.

Sono molto giovane e ho iniziato questa attività pensando a tanti ragazzi che come me spesso il sabato sera con pochi euro vogliono trascorrere la serata. La convenienza economica delle nostre bibite sicuramente va incontro ad una clientela specifica e non toglie nulla a chi serve altri target. Riguardo alla questione dei minori posso solo dire che l’erogazione degli alcolici è autorizzata solo a seguito della presentazione della tessera sanitaria».

Sulla stessa linea anche Alessandro Di Gioia, uno dei due responsabili del distributore di via Roma.

«Conosco bene la normativa ma so anche che nessuno la rispetta. Io ho messo a disposizione dei miei clienti dei bicchieri di plastica e sul monitor compare il testo della normativa che vieta di uscire dal locale con le bottiglie di vetro. Per tanti anni nessuno si è posto il problema e adesso come mai lo fanno?».

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    Duole notare l’appello, che rimarrà inascoltato, dei firmatari. Duole convenire che le esigenze economiche (le uniche che riempiono la pancia) devono avere necessariamente priorità su quelle etiche. Duole non capire se è il popolo incapace che manda, generalmente, al potere politici incapaci o se sono questi ultimi a formare negativamente un popolo. Nel dubbio, io non mi sento di incolpare nessuno. Ma è una magra consolazione…