Oltre 3.500 kg di rifiuti raccolti nel parco alta Murgia dalla brigata Pinerolo

La Redazione
Oltre 3.500 kg di rifiuti raccolti nel parco alta Murgia dalla brigata Pinerolo

L’intervento ambientale ha interessato gli agri di Corato, Gravina in Puglia, Ruvo di Puglia e Spinazzola

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Ad un mese esatto dall’ultima attività di bonifica ecologica delle aree del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, la Brigata “Pinerolo” ritorna sul terreno con l’organizzazione di un’ulteriore giornata “Eco-day”.

Questa mattina, circa settanta soldati del 7° Reggimento Bersaglieri di Altamura, dell’82° Reggimento fanteria “Torino” di Barletta e dell’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia, con l’utilizzo di mezzi speciali dell’Esercito, hanno bonificato una vasta area dell’Alta Murgia, in particolare, gli itinerari che collegano masseria Poveravita, masseria Giberna e, questa ultima, con masseria Senarico di Massaro. Inoltre, sono stati bonificati i percorsi che collegano masseria Tarantini con masseria Zecchinello.

L’operazione di bonifica ha consentito di sgombrare vaste aree con rifiuti e materiale vario ed evitare il rischio di agevolare principi d’incendi lungo gli itinerari del Parco nazionale dell’Alta Murgia.

L’intervento ambientale ha interessato gli agri di Corato, Gravina in Puglia, Ruvo di Puglia e Spinazzola e ha consentito di raccogliere oltre 3.500 kg di rifiuti di vario genere, particolarmente significativo il quantitativo di stoviglie e bottigliette di plastica raccolte, materiale ferroso di ogni genere, carta e indumenti e molto altro ancora che era stato abbandonato in discariche occasionali non autorizzate. Tutti i rifiuti, opportunamente differenziati dai militari, sono stati, successivamente, conferiti in discarica.

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    Pensieri si accavallano: guai a parlare di Stato accentratore, che si faccia carico cioè di tutte le incombenze, ma poi ci vuole lo Stato, tramite i suoi rappresentanti, per pulire la Murgia (e lo farebbero anche per qualunque città d’Italia). Ma guai a parlare di militarizzare qualunque impiegato pubblico. Le nostre medicine costano dieci volte in più che in qualunque altro Paese europeo, ma non se ne parla nemmeno di minacciare le case farmaceutiche di fabbricarle da noi, creando un’industria di Stato. Renzi fa appello alle banche, affinché allarghino i cordoni, ma guai a parlare di Banca centrale nazionale unica, sotto il controllo dello Stato, che inglobi tutti i vari istituti di credito e che elargisca soldi, senza aspettare le grazie di quelli attuali. Sono semplici considerazioni, derivanti dalle discrasie fra ciò che si fa e ciò che sarebbe, forse, opportuno fare…