“Ame remase came chidde ca sciochene e perdene”, sabato la replica

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Dopo la recita di sabato sera la commedia in vernacolo di Mimmo Mazzilli torna in scena sul palco del salone parrocchiale del Sacro Cuore
La commedia firmata da Mimmo Mazzilli ha convinto il pubblico, anche a teatro. “Ame remase came chidde ca sciochene e perdene” è andata in scena domenica sera raccogliendo consensi da più parti e già si prepara alla replica, il 21 al Sacro Cuore.
Lo spettacolo, pur con soluzioni fantasiose e comiche, ha affrontato il grave problema della crisi economica e delle varie difficoltà che le famiglie incontrano a causa di essa.
Sul palco sono saliti il regista Antonio Montrone e gli attori Mimmo Tarricone, Pina Quercia, Maria Montaruli, Rosa Scaringella, Elena Conversano, Franco Piccarreta e Michele Patruno.
In maniera comica e canzonatoria i protagonisti hanno giocato sulle difficoltà che i giovani affrontano per trovare lavoro, sulle discussioni e i diverbi fra genitori e figli causati dalla crisi, sull’importanza rivestita dalle pensioni dei nonni nel sostentamento delle famiglie dei figli che perdono il posto di lavoro e sul problema dei falsi invalidi, che sottraggono risorse a chi effettivamente ne ha bisogno.
Il regista Montrone, presidente del Forum degli Autori di Corato, non è alla prima esperienza con il teatro.
A gennaio ha composto, diretto e messo in scena una rappresentazione per festeggiare le sue nozze d’oro con il palcoscenico. Il 2 giugno scorso, in occasione della Festa della Repubblica, ha condotto il “Concerto Tricolore” e il 13 ha diretto e interpretato il ruolo di protagonista nello spettacolo di prosa “Ombre nella casa di vetro”.
Commenti
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un patetico teatrino de burattini perpetua ogne die nel capo de taluni plebei quaratini sine talamo: Esta è una commedia in tria atti che s’intitola:MATRIMONIO: COSCENTIA LAVATA FUIT…ATTO UNO: dialogo sui massimi sistemi tra decerebrati quaratini. ATTO DUAE: divorzio alla quaratin guisa.ATTO TRIA: LA PATERNALE FIGURANTI: MATER LEI: Donna Assunta MATER LUI: Donna Addolorata LEI: Damigella Crocifissa LUI: Baldo il bicornutico. LA COMARE: Donna Immacolata.
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…ATTO UNO:—-DONNA ADDOLORATA: mio figlio s’ha da sposarse alla Palazzese Grotta, tra luculliani pasti, canti, balli et stoviglie cesellate in aurum et argentum. Poco me ne cale si tutto esto sfarzo sveni la saccoccia de qualcheduno giacchè saran gli invitati a cacar pecunia. Ve rammento infacti cara Immacolata che tre lustri or sono già venni pello sposalizio della vostra figliuola et sputai intra la bustarella ben 200 sonanti fiorini. Si voi osate non venire al ballo nuziale non ve rivolgerò più la parola!
DONNA ASSUNTA: Mia figlia maritarse intra un umida et lercia caverna? giammai!!! mia figlia ha da pigliar marito allo “giardino del mago” sito in terra di Canusium. Esso è pe’ davvero un loco da sogno! Pare che tra le stanze et l’alcova nuziale vi sia un arcano mago girovago che co’ i suoi ’ncatesimi sprigioni un’aurea d’amore et fedeltà eterna tra i novelli sposi… -
…DONNA IMMACOLATA (piangendo) Qual gaudio rimirar la vostra prole oramai sistemata! pe’ centinai de volte, como una vecchia zittella, dimandavo ai due la celebre queaestio: “a quanno i confetti?” Non che me ne cali giacchè nun vorrei esse presa pe’ una che rompe l’altrui scroto facendose li cazzi delli altri. Piuttoso habete pigliato Magione? Comara beppina ha ditto c’habete una nova casa che par una reggia. Quanto costò la ristructuratione? me dicono che tiene vasca cum idromassaggio et puro la latrina porta la firma de Gianni Versace.DAMIGELLA CROCIFISSA: Et che dire dello mastro dagherrotipista? vole 2000 fiorini pei suo servigi sed ha promesso de ritrarme in groppa ad una bianca et leggiadra giumenta insieme allo meo marito mentr’egli mi cinge i fianchi cum sguardi intensi d’amore et passione. Piuttosto marito meo corri dall’orafo et comprame quel gioiello che m’avevi promesso…
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…un anello d’oro cum incastonati lapislazzuli et 2 rubini grossi quanto due incisivi de castoro. Pe’ l’abito nuziale ho iscelto un candido et pregiato abito de seta proveniente dalle terre del catai che ho veduto alla televisiva trasmissione de Dama Maria De filippi in “homini et pulzelle”
BALDO IL BICORNUTICO: scaltro fui a prender in sposa esta brava donna. Ella è devota alla Madonna et recita li rosari a tutt l’hore. Ha pure giurato su Cristo in croce che giammai tien assaggiato l’altrui nerchia et che la rosa che porta tra le gambe mai fu violata. Al massimo s’è concessa de deretano o de ugola sino alla lor laceratione ma lo bocciuolo remase immacolato. Il seme la mia consorte lo tien assaporato solo in bocca. Ella giura che est como dolciastro sciroppo. Un toccasana pella sua pertosse cronica… -
…ATTO DUAE: D. CROCIFISSA: marito caro debbo dirte veritas. Mentre tu eri fora occupato cum la crociata in Gerusalemme un altro cavallo, m’ha montata a Santo Lazzaro sulla nostra alcova. Alla vostra assentia ho dovuto desister alle voglie. Pertanto la vostra presentia in esta dimora nulla più c’azzecca
BALDO Ma cum faremo ora cum i duae nostri pargoli? Cosa dir loro si mater et pater pigliano vie diverse?
D. CROCIFISSA dì loro che talvolta purtroppo, accade che 2 persone che una volta s’amavano, smarriscono la retta via sin ritrovarla et che la promessa d’esserti fidel più non conta. Dì loro che lo Signore onnipotente, nella sua misericordia comprenderà, anzi già ho rimesso i miei peccati al curato che m’ha assolto… -
…Che sia data penna et calamaio all’avvocato ordunque, et se cominci la procura pella separatione. E voi messer Nessuno cominciate a cacar quattrini pe’ lo mio mantenimento e delli nostri figliuoli et iniziate a far fagotto, v’è da pagar la pigione, la servitù della gleba et la mia vacanza nelle indie ovviamente Gnosco, peraltro, un ponte ove potrete riparave tranquillamente. Poco me ne cale si la magione è a voi intestata et nun tenete dinari manco per morir de fame. Ite a lavorar nelli campi od chieder elemosina si necessario… ATTO TRIA: BALDO: Madre, Damigella Crocifissa m’ha lassato com quelli che iuocano et perdono, dello meo amor più una mazza se ne frega, ora vol solo dinari et prole!
D. ADDOLORATA: Filio meo, quod tu es è solo un bicurnutico et si tu sei tale est solo pe’ tua colpa. Nulla posso far ora pe’te. La scellta de trarre in matrimono fu solo tua… -
BALDO: Ma madre! rammentate quanno rompevate le gonadi et me chiedevate de trovarmi una buona consorte giacchè desideravate divenir nonna matrona?Rammentate quanno dicevate che lo meo padre ormai malato bramava dalla voglia di vederme sposato prima ch’egli tirasse le cuoia?
D. ADDOLORATA: come ti permetti figliuolo? osi rinfacciar a tua madre qualcosa? si tu hai trovato una bagascia sulla tua strada è solo tua colpa. -
…D. IMMACOLATA: Cosa volete da me messer Baldo. Nun son mica affari miei! quanno v’è sposaste non potei essere che cumtenta pe’ voi, e si me permettevo de chiederve a tutte l’hore quanno v’è sposavate nun fu certo pe’ farme l’altrui cazzi. A proposito d’altrui cazzi, come è successo?… e perche?… et quanno?… et ove?… Solo curiosità, s’intende, giammai pote interessarme… he no! messer Baldo habete errato. Lungi da me nel dar iudizio sed avete errato! nun se lassa la consorte in balia delle voglie d’ altri homini!
BALDO: habete ragione madre, habet razio donna Immacolata. Spero solo d’haber cumpreso la letione. Sed non dispero la proxima volta troverò di certo una devota dama. Chi è causa del suo mal lagni se stesso
E TUTTI VISSERO CUM LAVATA COSCENTIA!!!!!!!!!!!!!!







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