«Vengo a lezione perché mi fa bene». L’ultimo giorno di scuola a 77 anni

Vincenzo

Tornare tra i banchi di scuola da adulti. Gli studenti del serale ci hanno raccontato il sogno della licenza media che sta per diventare realtà

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Ieri la campanella ha segnato la fine dell’anno scolastico in tante scuole della città, ma ce n’è stata una un po’ speciale. È quella che ha suonato alle 19.30 nelle aule della De Gasperi per i “ragazzi” che frequentano i corsi serali per conseguire la licenza media, uniche due sezioni a Corato.

Gli iscritti ai corsi sono circa 25 di cui solo tre minorenni. Tutti gli altri sono over 40 e 50. Il meno giovane è Vincenzo Roselli, ha 77 anni e non è contento che la scuola sia finita.

«Sono venuto a scuola – ci racconta Vincenzo – perché il medico mi ha detto che mi fa bene, ed è vero. Sto molto meglio da quando ogni giorno vengo qui e tengo il mio cervello in allenamento. Quando lavori stai bene, ma quando non hai più niente da fare ti vengono tutte le malattie.

Ho preso la decisione di tornare a scuola perché ormai ero stufo di stare in mezzo alla villa a dire e sentire stupidaggini seduto alla panchina insieme ai miei coetanei. Avevo voglia di imparare cose nuove, “le cose sistemate”.

Non ho mai avuto prima l’occasione di continuare gli studi. Da bambino ho frequentato fino alla terza elementare e un bel giorno sono venuto qui e ho chiesto di essere “segnato a scuola” per poter seguire le lezioni».

Più che un semplice studente Vincenzo è una poesia, un’ode all’essenza più vera dell’uomo nato per crescere ed evolversi. Un vero esempio per gli studenti di tutte le età. La sua voglia di ascoltare e imparare è insaziabile e valorizza il lavoro e la fatica degli insegnanti: «A volte – ammette Vincenzo – non riesco ad esporre bene i concetti che i professori ci insegnano ma mi piace moltissimo ascoltarli e capirli. Loro sono stati davvero bravissimi».

Vincenzo ha fatto il camionista per 54 anni. Ha mani grandi e degli splendidi occhi azzurri pieni di vitalità e voglia di vivere al meglio ogni giornata. Dopo gli esami di giugno già pensa a voler andare avanti a settembre per iniziare il corso serale per il diploma di scuola media superiore. La sua passione è la matematica e la studia anche di notte: «Quando lavoravo andavo a letto alle 19 e alle 2 ero nuovamente in piedi per salire sul camion. Anche adesso mi capita spesso di svegliarmi a quell’ora, così mi alzo e mi metto a fare gli esercizi di matematica. A volte non mi riescono, ma credo dipenda dalla calcolatrice! Forse ogni tanto sbaglio a schiacciare i bottoni ma non mi arrendo e continuo fino a quando non trovo il risultato giusto».

Dopo milioni di chilometri percorsi sulla strada, e dopo aver visto i figli crescere e sposarsi senza nemmeno avere il tempo di accorgersene, Vincenzo ha superato una grande paura, quella della lavagna: «Prendere il gesso in mano dopo oltre sessant’anni è stato davvero difficile ma mi ha dato una grande soddisfazione».

«All’inizio aveva paura – commentano gli altri studenti e gli insegnanti – ma dopo non ha voluto più smettere, chiede lui stesso di “essere interrogato”».

Tra tutte le storie degli studenti del serale quella di Vincenzo è senza dubbio la più singolare, racconta la cultura come modo di star bene. È stato così anche per la signora Rosa che, si è iscritta per dedicare del tempo a se stessa, per riuscire (a 58 anni) a fare ciò che non ha mai potuto fare prima, studiare. «Da piccola – ci racconta Rosa – o studiavi o imparavi un mestiere. A casa eravamo tanti e io ho preferito imparare un lavoro per aiutare la famiglia. Sono una ricamatrice e amo tantissimo la storia, la geografia e l’arte. Ho vissuto a Roma per molti anni e ora che sono tornata qui ho potuto dedicarmi a me stessa».

Se da un lato molti frequentano le lezioni per il puro gusto di imparare e “recuperare” ciò che sentono di aver perso, altri della classe hanno un obiettivo ben preciso: «La terza media ci serve perché le leggi europee la richiedono per l’iscrizione nelle graduatorie ed anche per prendere la patente. Senza terza media si è tagliati fuori da molte cose, si rischia di perdere delle opportunità».

La De Gasperi è l’unica scuola di Corato in cui è possibile conseguire la licenza media con il corso serale ed è la capofila del distretto che comprende Ruvo e Terlizzi. «Questa è un’opportunità – spiega il dirigente Catalano – davvero preziosa.
Chiunque smetta di imparare è un vecchio –
ci dice citando Henry Ford – che abbia 20 anni o 80. Chi continua a imparare, giorno dopo giorno, resta giovane. La cosa migliore da fare nella vita è mantenere la propria mente giovane ed aperta».

In questi giorni, prosegue il dirigente, «è stata pubblicata la circolare che comunica i termini per le iscrizioni al prossimo anno: scadono il 15 ottobre. Con i nostri corsi – completamente gratuiti per tutti – oltre a permettere ai coratini di conseguire la licenza media, consentono ai cittadini stranieri di seguire lezioni di alfabetizzazione e sostenere esami di lingua italiana necessari per il permesso di soggiorno».

Per troppi anni la De Gasperi è stata considerata una scuola di periferia e il grande lavoro di tutto il personale scolastico racconta una grande sfida, il desiderio di dare alla scuola un volto nuovo, in grado di combattere le battaglie sociali più dure e dare a chi la frequenta una speranza per il futuro.

«Combattiamo la dispersione scolastica – sottolinea Catalano – più delle altre scuole della città. Le classi del serale sono emblematiche anche in questo. Quest’anno tre ragazzi di 16 anni hanno frequentato insieme agli adulti. Stando con i grandi sono riusciti a mettere da parte tutti quei comportamenti che molto hanno in comune con il fenomeno del bullismo. I progetti che mettiamo in campo sono tanti, dall’educazione stradale alla legalità passando per cineforum, latino e corsi di approfondimento. Il nostro fiore all’occhiello è l’indirizzo musicale. Abbiamo chiaro uno scopo: da un lato affrontare le emergenze e dall’altro valorizzare le eccellenze. Solo così la scuola può davvero riscattare se stessa e la sua popolazione».

L’occasione del serale è ghiotta anche per tante donne, soprattutto mamme. «Due anni fa – racconta uno degli insegnanti – il comune ci mise a disposizione anche in servizio di babysitteraggio. Le mamme venivano a scuola con il loro figli. Mentre loro seguivano le lezioni, i bambini stavano tutti insieme in un’altra aula a giocare. Fu un’idea che portò grandi risultati», un’idea di scuola che poco ha da invidiare a quella di tanti paesi del nord.

Dal 16 giugno gli esami iniziano anche per il corso serale, e allora Vincenzo torna ad esercitarsi alla lavagna e così ci saluta, con il gesso in mano, accanto al suo amato professore di matematica. Al giorno d’oggi, crediamo, ogni insegnante meriterebbe di avere un alunno così.

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    Quel “babysitteraggio” è il fiore all’occhiello di tutto l’articolo. Mentre scrivo sta passando (abito su corso Mazzini) un treno di setto o otto macchine piene di ragazzi usciti anche da quella scuola, tutte col le radio al massimo. E’ romantico e commovente insegnare ai settantenni e agli stranieri. Ma a che serve se poi i prodotti “normali” sono questi? Ma giusto un non coratino può notare queste cose: anche il nostro sindaco, stando seduto in Consiglio per dieci anni, non se n’è mai accorto (altrimenti qualcosa avrebbe suggerito di fare al vecchio sindaco, ora senatore), ed uno dei più votati, al quale avevo offerto la mia collaborazione di educatore, mi rispose quasi irridendomi. E poi voleva il mio voto…