L’analisi post voto. De Benedittis: «Il centrosinistra ritrovi unità con dialogo e non violenza»

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Il coordinatore Caritas: «È la strada che io vorrei per il centrosinistra di Corato, oggi, da subito. Certo, è necessario rielaborare il lutto di una sconfitta che ha molte cause»
Proseguono i commenti al voto. Stavolta a dire la sua è Corrado De Benedittis, coordinatore della Caritas cittadina, che si rivolge al centrosinistra. Di seguito la nota integrale.
«Ritrovare l’unità e riprendere il cammino con fiducia e con nuove categorie politiche: non violenza e dialogo, sempre e comunque.
È la strada che io vorrei per il centrosinistra di Corato, oggi, da subito, senza cedere a sconforto, recriminazioni o risentimenti. Certo, è necessario rielaborare il lutto di una sconfitta che ha molte cause, senza per questo rifugiarsi dietro analisi infinite e contorte.
Il centrosinistra di Corato può rinascere perché la Città ha bisogno di un’alternanza politica, indispensabile per una vita democratica sana. Mai come in questo momento storico la gente ha voglia di cambiare e di sperimentare strade nuove.
Ci vuole una rifondazione del centrosinistra. Per fare questo, servono nuovi gruppi dirigenti da individuare attraverso un confronto aperto e franco con la cittadinanza e con gli elettori. La politica delle tessere, delle segrete stanze, delle prudenze precongressuali, delle interminabili riunioni di coalizione, ormai, non ha più senso o comunque non può essere appannaggio dello schieramento democratico.
Ciò non significa che il ruolo dei partiti sia superato. Tutt’altro! Credo, invece, che il Partito Democratico, in primis, debba promuovere questo cambiamento radicale e urgente a partire, ovviamente, da un profondo ricambio al suo interno. Il miglior modo per reagire al risultato elettorale di Corato da parte del centrosinistra, è prendere atto che è necessaria una svolta in cui partiti e movimenti tornino a parlarsi. Questo, credo, che col loro voto abbiano detto gli elettori.
Nessuno dovrà essere rottamato, per carità, tutti sono portatori di valori e di storie, però è il momento di aprire le porte d’ingresso a volti e storie nuove di cui c’è tanto bisogno.
Il Pd potrebbe promuovere questa svolta oppure potrebbe perdere anche questo treno. Comunque, il tempo corre, è già il momento di agire. Prima dell’estate o sarà daccapo troppo tardi!».
Commenti
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Perchè il sig. Debenedittis non si dimette da presidente della Caritas e si mette in gioco? Non sarebbe meglio che lasciasse stare la Caritas, che dovrebbe essere avulsa dalle contese politiche?







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