La palla ovale rimbalza ancora. A Corato impazza la “rugbymania”

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Da pochi giorni è nata una nuova società, la Rugby Corato Asd. Ma forse pochi sanno che a Corato è esistita una delle primissime realtà rugbystiche della regione: la Fiamma Rugby
Il “Sei Nazioni” è uno spettacolo più unico che raro, poiché non capita spesso di vedere allo stadio tifosi che assistono ad una partita senza la presenza massiccia e obbligata delle forze dell’ordine. Dopo le ultime edizioni del torneo, nel quale la nazionale italiana di rugby è riuscita anche a sconfiggere squadre dalla tradizione secolare, da nord a sud dello Stivale sembra essere scoppiata una vera e propria “rugbymania”.
Ma forse pochi sanno che a Corato è esistita una delle primissime realtà rugbystiche della regione. Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 nella nostra città ha infatti militato la Fiamma Rugby.
Grazie al suo fondatore Luigi Mascoli, la società ha disputato con grossi sacrifici i campionati regionali della serie C/2 tra il 1984 ed il 1991, non disponendo di un campo dove allenarsi e disputare le partite casalinghe, giocate sul campo Bellavista del Rugby Bari. Ma erano altri tempi, in cui il rugby era poco conosciuto.
Dalla fine di quella esperienza, a distanza di oltre venti anni, numerosi giovani coratini si sono cimentati con il gioco della palla ovale, militando in squadre di paesi limitrofi come Trani, Barletta e Bitonto.
Riuniti in un bar, alcuni di questi ragazzi un anno fa hanno avuto l’idea di riportare il rugby nella propria città attraverso alcuni allenamenti che si svolgono il sabato pomeriggio alla villa comunale, tra i passanti e i loro sguardi incuriositi nel vedere i rimbalzi imprevedibili della palla ovale.
Così da pochi giorni è nata una nuova società, la Rugby Corato Asd, con sede presso l’Avis in Piazza Vittorio Emanuele. La lodevole iniziativa «sta riscuotendo un notevole consenso e non comporta alcun costo per gli allievi», come racconta il 29enne allenatore (nonché giocatore del Bitonto) Michele Strippoli.
«Il nostro intento – spiega il presidente Sabino Lotito – è quello di realizzare un progetto a lungo termine che dia a questi giovani l’opportunità di crescere sportivamente ma soprattutto umanamente. Sarebbe fondamentale poter disputare qui le gare casalinghe, che in fondo non rappresenterebbero un numero così elevato da costituire un impedimento». Prevista anche la nascita di un settore giovanile che accolga i futuri atleti dall’età di sei anni fino ai diciotto.
L’allenamento del sabato pomeriggio alla villa comunale è subito diventato un appuntamento fisso raddoppiato da quello del giovedì sera, a cui partecipano ragazzi di ogni età ed estrazione sociale.
Uno di loro è il 21enne Flavio Piarulli. Ciò che più l’ha colpito dopo soli due mesi e mezzo di allenamento è che «l’avversario non ti placca per farti del male, ma solo per giocare meglio di te». Sin dalla prima touche, Flavio si è innamorato di uno sport «pulito, dove anche in caso di scontri duri non si vede mai alcuna reazione oltre il lecito».
Siamo stati sul “campo di allenamento” della neonata società, una piccola area verde del parco comunale. L’augurio è che si tratti di una situazione provvisoria e che la passione di questi ragazzi possa presto trovare un’adeguata sistemazione, magari allo stadio comunale. Molto presto la società proverà ad interloquire con la nuova amministrazione e stabilirne le modalità di utilizzo per poter finalmente vedere una mischia ordinata e qualche drop anche in via Gravina.
«Le sollecitazioni imposte al manto erboso da un gruppo di under 16 sarebbero trascurabili se paragonate a quelle di quindici professionisti», confessa Strippoli.
In compenso è stato divertente e curioso ammirare la dedizione profusa in allenamento dai ragazzi. Si cerca di adattare l’allenamento ai limiti e alle potenzialità di ognuno. E poco male se si torna a casa con qualche acciacco di troppo. Quel che conta davvero è essersi divertiti e aver scaricato tutta l’adrenalina accumulata dopo una lunga giornata di studio o di lavoro, perché la cosa peggiore per un rugbista è tornare a casa con la maglietta pulita. Che ci sia un sole accecante o piova a dirotto fa poca differenza.
C’è solo una cosa che può dare una spinta in più per sconfiggere avversari a volte ben più allenati. Si chiama amicizia. Giuseppe Lotito è un ex pilone sinistro della gloriosa “Fiamma” e attuale esponente della nuova realtà sportiva.
Ci mostra la sua maglia numero 19 e racconta con un filo di nostalgia alcuni aneddoti sullo spirito di squadra che si instaura tra i quindici sul campo, dall’estremo fino ai due piloni: «Pochi giorni prima di un match, un compagno aveva avvertito il resto della squadra che non sarebbe stato della partita perché la raccolta delle olive incombeva e il suo aiuto alla famiglia era necessario».
Ma lo era anche per i compagni, al punto che in quattordici «lo raggiunsero all’uliveto e cominciarono a dargli manforte per guadagnare tempo e finire molto prima del dovuto». Dopo la rapida ed estenuante raccolta, il team poté ricomporsi e disputare regolarmente l’incontro. Se avesse un figlio maschio, Giuseppe gli farebbe immediatamente scoprire la bellezza del gioco. Ma è anche disposto – perché no – ad iniziare al rugby la sua figliola, confessa.
La vera meta della nuova squadra è diffondere a Corato il rugby e i suoi valori, in primis il rispetto delle regole e dell’avversario. Lo sport in generale è uno specchio del comportamento adottato nella vita quotidiana. Si sta cercando di cambiare la mentalità di molti adolescenti con un vero e proprio corso di avviamento al rugby, il “Progetto rugby a scuola Corato”.
Grazie alla sinergia tra le scuole, i docenti di educazione fisica e gli istruttori qualificati della federazione, gli studenti delle scuole medie “De Gasperi”, “Giovanni XXIII” e “Santarella” hanno potuto per la prima volta sentire l’ovale tra le proprie mani. L’importanza sociale dell’attività di Strippoli e del suo staff è ancora più evidente se si considera che ha mostrato la bellezza di questo sport anche a 12 ragazzini autistici.
Chiunque desideri provare il brivido di un leale scontro di gioco e sporcarsi la divisa di fango può contattare la società all’indirizzo mail rugbycoratoasd@gmail.com oppure tramite il profilo Facebook.
Commenti
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pe’ qual voler de Belzebù i servi della gleba trovan sollazzo in codesto ludo? qual iuoco è inseguire una ovarica palla dandosele de santa ratione un su l’altri como in un’orgia de depravati et poscia vanno ad ingurgitare della luppolosa birra nella locanda più vicina in ciò che nominano “terzo tempo?” ? la nobiltà et lo feudatario isceglie lo iuoco dei retti, nonchè quello della pallacorda od la pallapugno oppur se giuova ammirando lo magno torneo dei cavalieri et la giostra dello saracino.







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