Il “dovuto chiarimento” di Mazzilli e Perrone: «Troppi attacchi personali, abbiamo sporto denuncia»

© Vito Gallo
Il sindaco: «Siamo stati oggetto di attacchi, anche pesanti. Su un profilo Facebook che non mi appartiene sono state scritte porcherie e falsità sulla mia persona a dir poco schifose. Ho sporto denuncia contro ignoti alla polizia postale»
Quando sembravano finiti gli appuntamenti della campagna elettorale, ecco che il centrodestra ha riacceso i fari sulla dialettica politica. Mazzilli e Perrone sono tornati sul palco di piazza Cesare Battisti per quello che hanno chiamato “un dovuto chiarimento”. Una serata in cui, dopo alcuni accenni alle prime azioni del governo Mazzilli, il neo sindaco e il senatore si sono tolti “alcuni sassolini dalle scarpe” ed hanno annunciato una denuncia contro ignoti alla polizia postale.
«Voglio ringraziarvi ancora una volta – ha detto Mazzilli – perché mi avete dato la possibilità di indossare la fascia tricolore, simbolo della festa che domani (oggi, ndr) vivremo, la festa della Repubblica.
Durante la nostra campagna elettorale abbiamo parlato solo di “cosa fare, come e con chi” e la città ci ha dato ragione perché di questo ha bisogno e non di uomini che attaccano altri uomini. La città ha bisogno di stare in pace. La settima prossima incontrerò i dirigenti e le società partecipate, dobbiamo affrontare subito il problema della sicurezza: ci sono davvero tante cose da mettere in ordine».
Facendo un passo indietro nel tempo, Mazzilli si è poi lasciato andare ad uno sfogo sulla competizione elettorale. «Io, e tutti coloro che sono stati al mio fianco, siamo stati oggetto di attacchi, anche pesanti. Ci sono stati momenti in cui mi hanno fatto tornare a casa con le lacrime agli occhi, pentito di essermi candidato.
Devo avvisare i giovani che si sono impegnati dal lato di chi ha subito una sonora sconfitta: per troppo entusiasmo si corre il rischio di farsi male, attenzione ai cattivi maestri. Durante la campagna elettorale abbiamo messo da parte gli attacchi personali, abbiamo saputo sopportare e rimandare la nostra reazione alle sedi e al momento giusto. Oggi è arrivato il momento di reagire, di dire “ca nisciun è fess”.
Su un profilo Facebook che non mi appartiene sono state scritte porcherie e falsità sulla mia persona a dir poco schifose. Un giorno mia figlia è tornata a casa in lacrime perché qualcuno le aveva fatto leggere tutto. Perciò mi dispiace per le persone che si troveranno coinvolte per colpa dei cattivi maestri, ma ho sporto denuncia contro ignoti alla polizia postale: la vita personale delle persone va lasciata stare».
Al fianco di Mazzilli anche il neo consigliere Francesco Scaringella il quale ha chiamato sul palco il senatore Perrone che per la prima volta dopo diverso tempo ha ripreso la parola in pubblica piazza.
«Abbiamo vissuto tante campagne elettorali – ha esordito Perrone – ma la degenerazione che abbiamo visto quest’anno non ha precedenti. Me ne hanno dette di tutti i colori, però una cosa è certa: dopo tanti anni io sono qui e loro no».
Il “dovuto chiarimento” cui Perrone allude è evidentemente riferito agli attacchi dell’ex sindaco Bucci, anche ieri mai nominato. «Non lo nominerò, visto che non l’ha fatto nemmeno il presidente Vendola. E questo la dice lunga! Non si può sostenere un candidato dicendo solo “l’uomo che voi conoscete bene e che è qui sul palco accanto a me”. Quando Massimo è andato a depositare le 13 firme che sancivano le dimissioni dal consiglio comunale, lui gli ha gridato contro una parolaccia a cui non ha avuto risposta».
Interrotto dai fischi di alcuni passanti, Perrone ha ripreso: «State tranquilli, è tutto manovrato».
«Hanno parlato di “metodo” – ha continuato Perrone – ma quale? Quello usato per cercare di togliere consiglieri alla loro opposizione? Non sono stati capaci ripresentarsi alle elezioni con la stessa coalizione. Hanno messo in piedi tante liste civiche, api e zanzare: per fortuna è bastato un po’ di insetticida per ucciderle tutte.
Quello delle dimissioni fu un atto di responsabilità. Le firme furono 13 e non 15, e bisogna conoscere le motivazioni personali anche di questo. Intanto, però, ci si mette seduti sulla riva del fiume e si aspetta che passi il cadavere».
C’è spazio anche per i consigli: «Caro Massimo, lo dico a te, a tua moglie e ai tuoi figli: questo è l’inizio di un periodo in cui non mancheranno attacchi, accuse, lettere e telefonate anonime. Ma non c’è da avere paura, è normale: con chi se la devono prendere se non con chi conta qualcosa?».
Ripercorrendo i cinque mesi dell’amministrazione Bucci, Perrone ammette un errore: «Abbiamo sbagliato ad eleggere Franco Caputo come presidente del consiglio. La coalizione non era unita e quello fu un segno che il sindaco diede».
Nel lungo sfogo di Perrone ha trovato spazio anche la questione Asipu: «Noi avevamo eliminato i contributi alle famiglie meno abbienti e li avevamo messi a lavorare. Non è vero che le donne non hanno mai lavorato. La graduatoria è una cosa giusta, ma così accade che lavora anche chi ha già uno stipendio in casa. E un sindaco, se deve scegliere chi far lavorare, sceglie chi non ha nemmeno i soldi per portare il pane a casa».
Immancabile il riferimento al teatro: «Hanno parlato dei tanti artisti che sono arrivati in teatro, ma se io non lo avessi aperto, come sarebbe stato possibile? Il teatro però non è una palestra. “Va conquistato”, come disse Giuliana Loiodice.
Nel bando che avevamo preparato erano stati previste 60 giornate dedicate a scuole e associazioni coratine, ma per il resto l’obiettivo è quello di renderlo il secondo teatro dopo il Petruzzelli. Non può essere gestito dal Comune: dobbiamo sederci e trovare le risorse necessarie».
Per Perrone ora bisogna solo riprendere la programmazione ripartendo «dai tanti progetti già approvati e finanziati durante la mia amministrazione. Questo vale per le infrastrutture della zona industriale, per la Vas del rione Belvedere, per il centro storico e per il mercato». Poi un’altra pesante frecciata è partita sul tema delle piste ciclabili: «Perché non le avete tolte? Hanno fatto una delibera il giorno prima delle dimissioni per fare un favore a chi poi si è candidato ma, guarda caso, oggi non è nemmeno consigliere».
In chiusura rapidi passaggi sull’elettrodotto della zona 167: «E’ colpa del comitato se dal 2009 non è stato spostato».
«Io sono per la trasversalità – ha quindi concluso Perrone – anche se Pomodoro a volte mi dice di non esagerare. Dialogo con la parte buona del centrosinistra e non con chi si impegna solo per demolire. Dobbiamo riportare Corato ad essere il fiore all’occhiello della Puglia».
Commenti
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Beh, come inizio non è male… Forse sarò strano io, ma l’uomo del sud non riuscirò mai a capirlo: polemico, vendicativo, parolaio. Ma se si pensa che una persona (Bucci) abbia fatto degli errori di “delicatezza”, perché seguirlo sulla stessa strada? Non è stato già “punito” dall’elettorato, che gli ha chiuso definitivamente ogni futura possibilità, relegandolo in un inevitabile limbo? Gino ha ancora un grande ascendente, ma non è conscio delle proprie possibilità, mentre incensa personaggi che, da politologo, io non reputo degni di alcuna considerazione ma che lo mettono volutamente in ombra. Se parlasse al Senato con la stessa determinazione di ieri su argomenti cari agli italiani (a cominciare dalle modifiche al Parlamento), uscendo però dai ferrei schemi di partito, si metterebbe molto in luce. Ma io sono solo un puro teorico della Politica. Ma senza la teoria, che pratica c’è…?
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con il comizio di ieri il centrodestra ha dato a Corato l’immancabile prova di non essersi ancora svincolato dalla vecchia classe politica. Ma questa non doveva essere la scelta che cambiava Corato? A noi sembra di no, i volti sono gli stessi (Mazzilli,Caputo, Roselli, Tedeschi, Salerno, Amorese, Maldera, Perrone) e i modi non cambiano.E la presenza sul palco dell’ex-sindato parla chiaro. Hanno parlato di attacchi personali alla persona di Mazzilli ma vogliamo parlare della campagna denigratoria vergognosa e assolutamente false volta nei confronti del candidato Tommaso Loiodice utilizzata dai suoi avversari politici per delegittimarlo politicamente e personalmente? Corato non merita persone leali come lui ma merita persone che dopo una settimana malgrado abbiano vinto, continuano a demolire l’avversario piuttosto che dare risposte e prove concrete alla città!
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Perchè invece di sbandierare la vittoria non pensate al 50% dell’elettorato che non vi ha votato? Come fare per conquistare la loro fiducia? Forse l’altra metà del paese non crede più in voi.
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Bene hanno fatto a rispondere il neo sindaco massimo mazzilli,e il senatore Perrone perché spesso non si reagisce proprio per non scendere al livello di chi inveisce ….però a tutto c’è un limite….i modi sono stati duri ma allo stesso tempo privi di odio e sui volti di entrambi si sono viste anche tratti di sincero rammarico…..detto questo auguro di vero cuore a entrambi di continuare a spendersi per la nostra bella città..come hanno fatto finora…checché ne possano dire coloro i quali con i loro comportamenti non vogliono bene né alla città né ai cittadini…..auguri e in bocca a lupo……
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Se un ragazzina torna a casa piangendo per l imbarbarimento della politica, significa che tutto gira molto male. Un abbraccio alla figlia di Massimo Mazzilli e la speranza che come sindaco Mazzilli si impegni perché nessuna bambina e nessun bambino, a qualunque famiglia appartenga, italiana e immigrata, a Corato continui a piangere e a rattristarsi per le nefandezze degli adulti.
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ma il dottor Tarantini sempre in prima fila in ogni dove ha fatto un’analisi del voto e si è reso conto che politicamente è uscito sconfitto da questa tornata elettorale visto il risultato ottenuto??Un unico eletto e la figlia già consigliere uscente non pervenuta. Ma vuoi vedere che nei giochi di ripartizione di giunta…………………………chi vivrà vedrà
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Ma il senatore Perrone perchè stava sul palco? Non capisco, il sindaco Mazzilli non era forse sufficiente?
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Le polemiche sono inevitabili, come sempre: ” dopo i confetti escono i difetti”. Ora è necessario che ci si metta al lavoro per realizzare i programmi che vi hanno portato alla vittoria. Non dovete dimenticare che tra 5 anni si voterà di nuovo e voi raccoglierete ciò che seminerete ora. Concentratevi sul lavoro giovanile e per i più disagiati. Le opoortuntà che offre l’Asipu non sono sufficienti a soddisfare le necessità. Il Comune dovrebbe fare convenzioni con altre grandi aziende della zona ( Granoro, Riscossa, Cannillo). Basta con i favoritismi degli amici degli amici! Fate lavorare chi non ha redditi familiari o ne ha uno precario. Altrimenti rimane il fatto che “i soldi vanno sempre dove stanno altri soldi” e i poveri diventano sempre più poveri e/o delinquenti per necessità! Bisogna rivedere le regole e non continuare a rispettare le vecchie che ormai sono fuori luogo e fuori tempo
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Penso che non farò in tempo a commentare, dato che la Redazione sta facendo scivolar via questo articolo, che purtroppo è l’unico al quale posso riferirmi. Ma ho espresso precedentemente forti perplessità sulla eccessiva paggeria di Perrone nei riguardi di Fitto, considerando, in genere, un tale atteggiamento come mortificante della personalità di un individuo. Ora che lo stesso Fitto, forte dei consensi ricevuti (mi chiedo ancora cosa abbia fatto di speciale per meritarseli), vuole diventare il capo del partito, scalzando Berlusconi, mi piacerebbe ora sapere, anche se me lo immagino (e cioè che le primarie sono un’espressione democratica), cosa ne pensa realmente il nostro senatore.







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