Festa della Repubblica, il sindaco: «Auguri alla Città di Corato»

La Redazione
Il Comune di Corato

Il messaggio del sindaco Massimo Mazzilli sulla festa della Republica che si celebra oggi

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Il messaggio del sindaco Massimo Mazzilli sulla festa della Republica che si celebra oggi.

“Il 2 giugno 1946 il Paese sceglieva la strada della Repubblica e manifestava la volontà di ripartire, lasciandosi alle spalle la tragedia del secondo conflitto mondiale.

Il 2 giugno 2014 celebriamo l’anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana, nata 68 anni fa grazie al sacrificio di chi ha creduto e lottato  per la democrazia e la libertà nel nostro Paese in difesa della nostra Costituzione, che ha rappresentato e rappresenta l’orgoglio del nostro popolo.

Speranza, uguaglianza e fiducia nel futuro, furono i valori condivisi che animarono quel decisivo momento storico, base per la costruzione del moderno Stato italiano.

Quegli stessi sentimenti ed eccezionali virtù rappresentano oggi, le imprescindibili leve per la rinascita del comune senso di appartenenza in un Paese che è cuore e pilastro dell’Unione Europea.

Quella del 2 giugno è la Festa alla quale tutti siamo chiamati a partecipare per alimentare e rafforzare, attraverso la memoria collettiva, la consapevolezza dei valori che  formano l’identità del nostro Paese.

Ai nostri giovani, alle donne, agli uomini, alle famiglie, alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate e a quanti onorano quotidianamente, in silenzio e con fatica, i valori della Repubblica nati il 2 giugno, in questa particolare circostanza storica, vada l’auspicio di continuare ad alimentare insieme speranza e futuro.

Auguri alla Repubblica, Auguri alla Città di Corato”.

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    E vai con la retorica… La repubblica, frutto di una scelta obbligata in seguito ad un evento disastroso quale la guerra, è stata voluta dal nord, mentre il sud ha dimostrato, scegliendo la monarchia, di non essere pronto alla autogestione (e continua a non avere dimestichezza con tale forma di governo). La nostra Costituzione, anch’essa nata prematuramente e figlia della paura del fascismo, non ha quella necessaria elasticità che le permetterebbe di stare al passo con i tempi e con i mutamenti sociali. L’Italia è pilastro dell’Europa solo per i miliardi che le dà (15 contro 9 ricevuti). I valori che ci hanno animato sono stati, principalmente, la corruzione, il clientelismo, la criminalità organizzata. I giovani sono senza lavoro e le donne sono continuamente vittime di violenze. Auguri, comunque, a Corato e all’Italia: ne hanno davvero bisogno.

  • fiorenzospina (utente non verificato)

    2 GIUGNO 1946. REFERENDUM TRUFFA.Lo popolo italico infatti fu chiamato a sceglier tra due sistemi entrambi fallaci et fallimentari: la eretica repubblica aut la monarchia costitutionale. Codesto quesito era analogo allo scelier tra perir annegati o perir cadendo da una rupe: entrambe le scelte erant poco consiliabili pello homo feudale, conoscitore della retta via.Perchè infatti scelier pella eretica repubblica, ove lo populo bue decide li propri gobernanti per poi lamentarsi d’esser gobernato da inetti et malfattori? Una res pubblica ove de’ pubblico v’est sulmente lo volatile che s’incunea nelle terga dello plebeo!

  • fiorenzospina (utente non verificato)

    …Perchè inveco scelier pe’ una monarchia edulcorata, sottoposta comunque alle decisioni d’uno parlamento plebeo? Una monarchia de’ sovrani pusillanimi che non appena qualche plebeo alza la cresta gli dona lo potere, una monarchia de’ reietti la cui dinastia dovrebbe esser stata mandata a laborar nelle miniere di sale ad aeternum.Lo voto fu fallace et menzognero poichè mancava allo popolo una terza scelta: lo Impero. A stragrande majoranza lo volgo italico si sarebbe espresso per donar lo potere allo Imperatore, unico discendente di Carlo Magno et unico homo capace de’ porre ordine in codeste lande maltrattate. Uno monarca vero, che non si fa metter li pedi sullo capo da niuno et che non habet certo necessitade dello parlamento per approvar le leges.Niuna Repubblica, niuna Monarchia de’ ciarlatani, NOI VOTIAM IMPERO! (feudalesimo e libertà)