Mazzilli sindaco, venerdì la proclamazione in sala verde

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Venerdì 30 maggio alle ore 18
Venerdì 30 maggio alle ore 18 il Presidente dell’Ufficio Centrale per l’elezione diretta del sindaco e del Consiglio Comunale, Filippo Bortone proclamerà Massimo Mazzilli Sindaco della Città di Corato.
La cerimonia si terrà nella Sala verde del Palazzo di Città.
A seguire, alle 19, gli alunni della scuola media Giovanni XXIII omaggeranno il sindaco con un concerto dal titolo "Musicando… insime" eseguito nel chiostro di Palazzo San Cataldo. Il concerto sarà ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Commenti
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leggo dispaccio sovra gazzetta del mezzodì de tal iornalista Michele Palumbo concernente lo magno astensionismo dello italico vulgo alle europee eletioni. “pe’ verità ve dico” dice esto homo “chi isceglie de non votare giammai esprime la iscelta de non iscegliere bensì lassa che l’altrui electore faccia pe’ lui” . Appresso egli cumtimua “ohibò! sa da dimandarsi como mai la plebe manco vole andare alla electorale urna. Me fa ribrezzo penzare como hesto homo anchor s’arrovelli cum questa dimanda intra la sua cervice. Esto signica che tal Palumbo non habet anchor cumpreso una beneamata mazza ferrata. Pe’ l’occasione raccontar vorrei a messer Palumbo, et a quanti vorrano porger l’auricula, la novella de un tale, sine lassar nomi, et che nomineremo como messer x…
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…Egli che prese in moglie una casalinga tenea anchor 2 fanciulli non ancora in grado di faticare. Messer x faticava nei campi rompendosi le terga sino ai vespri. ma lo suo valvassore un die decise che elli non era piu bono manco a foraggiar le chiocce et messer x si trovò sin pane sotto li denti nè pe’ sè ne pe’ i suoi figliuoli. Perciò egli se recò presso l’ufficio dello lavoro et lo nagliere pe’ trovare altra fatica ma risposta fu NISBA ma la saccoccia de messer x remanea povera et lo stomaco voto como una campana. Se recò allora dallo gonfaloniere de paese che in cambio dello voto egli promise chissà qual danarosa fatica…
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… solo allora intervenne Il Benpensante de turno, che anchor se chiede como mai lo vulgo non se ne cale un rosaceo cetriolo de ire alla votazione, che rimproverò messer x “ah povero mentecatto, dar lo voto in scambio de favori non se pote fare, est illegale et sadda far i conti cum la coscentia” ma la saccoccia de messer x remanea povera et lo stomaco voto como una campana. Allor messer x colmo de rabbia in core et voto de stomaco andò al comune et pe’ protesta interruppe la consiliar seduta et lo gendarme prese lui di forza et cum manette ai polsi portò lui nelle secrete. Ecco arrivar lo benpensante, impavido de dir cosa est iusto e cosa è sbagliato, tralassando lo fatto che le sue terga son ben protette et la sua cuvazza (come dice lo vulgo quaratino favellando dello stomaco) è ben sazia et cumtenta…
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…egli che gnosce ogne lex et che pe’ lui il diricto non tien secreto, ma anchor non gnosce perchè giammai lo stolto popolano non gli si indossa de ire alla votazione, disse “eh no povero mentecatto, nun se pote interromper cum violentia una seduta consiliare. una notte in guardina rinfrescherà il tuo cerebro” et continuò “per cui tapino babbeo, hai da rimanere bicurnuto et cumtento et pure disoccupato, et hai da andare a votare si no altri decideranno pe’ la tua pellaccia sin valore, et se poi iscegli un politico corrupto e disonorevole la colpa sarà sempre la tua. Pe’ falla facile VOTARE SARA’ LA TUA CONDANNA”. Eppur dopo esto mio sproloquio vulgare de umile cantore scopro che qualcheduno se dimanda anchora “mah! como mai?… et pe’ qual ratione?”
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…preso dalle tonanti parole del saggio benpensante messer x se recò tosto all’urne et come un gatto si infilò nella guardiola cum schede elettorali al seguito. Allor sopraggiunse l’amletico dubbio. “pe’ la barba del profeta!!! chi votare ora? il pregiudicato Berlusconi che sguazzava tra donzelle ancora in fiore? pe’ Renzi ormai burattino del crucco banchiere? pe’ il parolaio Grillo et la sua demagogia? et se crociassi un partito minore o lasciassi candida et immacolata scheda? Giammai no urlerebbe schifato il benpensante giacchè sarebbe sacrilego disperdere il voto” mentre la mente s’arrovellava in questi pensieri sopraggiunse nelle sue brache un qualcosa ch’egli credea una fetida loffa ma in realtà se rivelò qualcosa de più sostanzioso. Fu como un segno divino pe’ messer x che decise de lassar un pezzo del suo sterco nella scheda in segno de disappunto…
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…sed l’olezzo deietorio impestò l’aere et non sfuggi all’oftalmo del presidente dello seggio che urlò “ALL’ARMI!! ALL’ARMI!!! sacrilegio!!! un folio electorale dissacrato fuit! va bene tracciar falli o bestemmie, ma la fece no! proprio no!” tosto intervennero i gendarmi pe’ arrestare messer x. Ecco anchor una volta intervenir il benpensante che la notte ormai più non dorme immerso nel suo “PERCHE’?” che esclamò “ah no! misero derelitto! la tua condizione de miseria non iustifica il fatto che este cose non si fanno! perciò è iusto che tu marcisca in gattabuia affinchè tu faccia ammenda delle tue colpe così la proxima volta saprai chi votare







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