Furto di rame, treno per l’aeroporto ko per ore

La Redazione
Il treno che collega Bari con l’aeroporto

Cavi e centraline elettriche depredate nella notte tra venerdì e sabato al chilometro 6. Il servizio sul binario in direzione Bari è stato ripristinato ieri intorno alle 15.30; quello per Barletta – e quindi per Corato – alle 17.45

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Un furto di cavi in rame e centraline elettriche ieri ha mandato in tilt per circa 12 ore il tratto ferroviario che collega la stazione ferroviaria di Bari centrale con l’aeroporto “Karol Wojtyla” di Palese.

Personale tecnico della Ferrotramviaria-Ferrovie del Nordbarese è stato impegnato dall’alba. Il servizio sul binario in direzione Bari è stato ripristinato intorno alle 15.30 di ieri pomeriggio; quello per Barletta – e quindi per Corato – alle 17.45.

Il furto è avvenuto nella notte tra veenrdì e sabato. Ignoti hanno asportato dispositivi e cavi elettrici al chilometro 6, in prossimità del bivio ferroviario di Santo Spirito, con danni al sistema di alimentazione della linea e al treno che è transitato sul tratto di linea interessato. Scattata l’emergenza, il servizio è stato assicurato sulla vecchia linea Bari-Barletta, via Palese. Tutti i treni si sono fermati a Macchie, da qui il collegamento con l’aeroporto Karol Wojtyla è stato garantito durante i lavori di ripristino da auto.

Ma questo è soltanto l’ultimo di una lunga serie di episodi. «La frequenza con cui si verificano furti ed atti di vandalismo a danno dell’infrastruttura ferroviaria – dichiara il direttore generale di Ferrotramviaria, Massimo Nitti – si è recentemente intensificata. Registriamo furti di materiali elettrici montati in opera, con conseguenti avarie e interruzioni della circolazione; subiamo furti dalla recinzione a protezione della sede ferroviaria per estese di oltre 300-400 metri»

A ciò si aggiungono i furti con scasso nelle stazioni e fermate: «Insomma, la situazione è insostenibile».

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    Sappiamo bene chi sono e da dove provengono gli autori o gli ispiratori per gli emuli, di queste “bravate”, e che la pacchia per l’impunità o per le pene ridicole, spinge a considerarci territorio di conquista. Ma per i nostalgici dei treni a carbone tali furti, se portati avanti fino alla completa paralisi ferroviaria, rappresentano l’unica speranza per rivedere in funzione le loro care vaporiere…