Ultima domenica di maggio, torna “Cantine aperte”

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Tre le cantine coratine che aderiscono all’iniziativa: Carpentiere, Santa Lucia e Torrevento
Puntuale come ogni anno torna l’appuntamento con “Cantine aperte”, l’evento enoturistico più importante in Italia. Tre le cantine coratine che aderiscono all’iniziativa: Carpentiere, Santa Lucia e Torrevento.
Dal 1993 l’ultima domenica di maggio le cantine socie del “Movimento turismo del vino” aprono le loro porte al pubblico favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Quest’anno coincidenza vuole che la manifestazione si svolgerà nello stesso giorno in cui tutta Italia è chiamata alle urne.
“Cantine aperte” è diventato nel tempo una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune.
Oltre alla possibilità di assaggiare i vini e di acquistarli direttamente in azienda, è possibile entrare nelle cantine per scoprire i segreti della vinificazione e dell’affinamento. Protagonisti di “Cantine aperte” sono giovani, comitive e coppie, che contribuiscono ad animare le innumerevoli iniziative di cultura gastronomica ed artistica che fioriscono attorno all’evento in tutto il Paese, su iniziativa degli stessi vignaioli.
“Cantine aperte” ha riscosso nel tempo un successo crescente, anche grazie ad una maggiore consapevolezza dei produttori, che hanno visto svilupparsi potenzialità di accoglienza inattese.
Prima della degustazione gli ospiti dovranno munirsi del calice in vetro (acquistato o preso su cauzione).
La cantina Torrevento, raggiungibile anche con i winwbus messi a disposizione da Puglia Promozione (080.5233038) organizzerà la degustazione di vini e di prodotti gastronomici tipici sotto il porticato, in abbinamento alla dei vini. Sarà inoltre possibile visitare la sala degustazione e convegni interamente in pietra, in cui i sommelier svolgeranno nella giornata i laboratori (mini-corsi) di degustazione. Grazie alla gelateria Shaday sarà possibile degustare il gelato artigianale ai gusti nero di troia e moscato.
Inoltre sarà allestita una mostra all’aperto di “Carri e Carrozze” e la giornata sarà allietata dalla musica dal vivo del gruppo “Etnikàntaro” composto da sette musicisti e due ballerine di danze popolari.
Immancabile lo spazio dedicato ai bambini con l’area gonfiabili disponibile dalle 10 alle 13.30 e dalle 15 alle 18. Come fuori programma potrebbe esserci anche una sfilata di abiti d’epoca.
In ultimo si segnala l’allestimento di una installazione di Oronzo Liuzzi dal titolo “Disgregazione/costruzione”. «L’attuale sistema sociale – spiega a tal proposito Liuzzi – ci ha abituati a vivere nella quasi totale indifferenza e isolamento. L’altro è escluso. La piena apertura all’essere è rigida e arbitraria. Straniero, lontano dalla via della ragione, l’essere umano si contrappone a se stesso e a tutto ciò che lo circonda. Enigmatico e oscuro nell’interiorità il soggetto predilige aspettative superficiali ed effimere. Assente e decadente viaggia in orizzontale, sembra quasi non appartenere più a questo mondo ma a quello dei nuovi barbari di cui parla Baricco.
Anche in famiglia si percepisce un simile comportamento, dove vari corpi appena si sfiorano e il dialogo scricchiola da ogni lato della stanza. Soprattutto a tavola dove l’incontro è d’obbligo la comunicazione viene meno. La disgregazione.
Tre tavoli di uguali dimensioni sono posizionati nella sala per indicare il momento sacrale del pranzo. Il primo completamente asimmetrico e scomposto sta ad indicare la decadenza e la morte. Proseguendo troviamo il secondo quasi in posizione di ricostruzione e quindi di conquista. Il terzo tavolo invece è il momento perfetto della comunicazione, della rinascita, arricchito con una bottiglia di vino a simboleggiare l’allegria, l’unione, l’amore e la fratellanza. Liuzzi elabora concettualmente il contatto fisico e spirituale tra gli esseri umani attualmente immersi nel vuoto. La sua operazione artistica vuole essere un impegno per crescere. Un dialogo per costruire. Una nuova apertura alla speranza».
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