Gioco d’azzardo patologico, attivato lo sportello “Emergenza Gap”

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A renderlo operativo è l’associazione Harambè
A fine febbraio era ancora un progetto, adesso è realtà. Si tratta dello sportello “Emergenza Gap”, gioco d’azzardo patologico, attivato dall’associazione di promozione sociale Harambè. Avevamo accennato all’idea quando a puntare i riflettori sul tema era stata la pastorale giovanile cittadina in uno dei primi incontri del Caleidoscopio.
Lo sportello vuole mettersi al fianco di quanti manifestano un comportamento problematico o patologico legato al gioco d’azzardo e vuole prestare attenzione anche ai loro familiari.
La situazione coratina, come già avevamo evidenziato a gennaio, è particolarmente preoccupante, segno del tempo che stiamo vivendo. Un intervento specifico ormai si è reso necessario.
Per entrare in contatto con lo sportello basta telefonare al numero 320.4507171 per prenotare gratuitamente un incontro di primo ascolto e di orientamento ai servizi.
«Il giocatore problematico/patologico e i suoi familiari – sottolineano da Harambè – pagano uno scotto elevatissimo in termini economici, ma anche affettivi e relazionali. Con questo sportello desideriamo garantire un primo supporto a chi manifesta un problema di questo tipo e non sa quali passi muovere per superarlo».
Lo sportello “Emergenza Gap” rappresenta un nuovo nodo nella rete di servizi già esistenti. Vuole offrire sostegno e orientare il giocatore e i familiari verso i servizi specialistici di cura presenti sul territorio.
«Oltre allo sportello – specificano da Harambè – si prevede l’avvio di ulteriori iniziative di sostegno socio-psicologico e il proseguimento dell’attività di sensibilizzazione della cittadinanza circa i rischi legati al gioco. L’avvio dello sportello è stato reso possibile grazie ad una campagna di raccolta fondi svolta nei mesi scorsi che ha trovato l’adesione di alcuni cittadini di Corato e paesi limitrofi. Il proseguimento dell’attività, però, dipenderà dalla continuità del sostegno economico che potrà venire dalle istituzioni e dai privati cittadini».
Commenti
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Come ho fatto in altra sede, voglio ricordare che il gioco è stato legalizzato da tutti i politici dei vari schieramenti. E’ più giusto, quindi, combattere il gioco o chi l’ha creato? Anche se la domanda sembrerebbe retorica, mi sembra però che con queste iniziative si voglia colpire ESCLUSIVAMENTE il soggetto passivo e non la fonte. E con quali risultati?







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