«Non volevo attaccare il Forum dei giovani»

La Redazione
Il logo del Forum dei Giovani

«Penso ci sia stata una amplificazione esagerata e strumentale del messaggio da me lanciato sulla mia pagina Facebook che parlava semplicemente di "sostenere completamente esente da influenze partitiche"» dice Fabio Di Gennaro

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Venerdì scorso una polemica nata su Facebook su presunti condizionamenti politici subìti dal Forum dei giovani aveva provocato la piccata risposta ufficiale del Forum stesso che rivendicava la propria autonomia.

Oggi Fabio Di Gennaro, il candidato che aveva avviato la discussione con il suo slogan per un forum “completamente esente da influenze partitiche”, affida alle nostre colonne la sua replica specificando di «non aver alcuna intenzione di accusare il Forum e i suoi componenti». 

Di seguito la nota di Di Gennaro: «Dopo le polemiche sollevate ad arte, mi pare doveroso dare una risposta a tutti coloro che, da dentro o da fuori hanno seguito la vicenda.

Penso ci sia stata una amplificazione esagerata e strumentale del messaggio da me lanciato sulla mia pagina Facebook che parlava semplicemente di “sostenere” (non demolire e rifondare, ma supportare un organo già di per sè esistente) “completamente esente da influenze partitiche”. Con questo non volevo lasciare intendere che il forum già di per sè non lo fosse, ma ho semplicemente posto all’attenzione collettiva come questo sia stato strumentalizzato da forze esterne all’organo stesso.

Unico obiettivo della mia proposta? Potenziare e migliorare questa straordinaria risorsa al fine di raggiungere maggior numero di iscrizioni, soprattutto nella fascia d’età in cui il Forum è più carente (16-25 anni), magari proprio perché non percepito come completamente autonomo da dinamiche di partito.

Lungi da me qualsiasi attacco alla figura del presidente, persona che stimo smisuratamente. Avendo focalizzato il mio percorso politico sull’ascolto ho fatto soltanto il mio dovere di cittadino raccogliendo un parere che ormai appare comune e radicato nei giovani e meno giovani che hanno potuto interfacciarsi con questa realtà».

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