Nuovo ospedale del “Nord Barese”. Minervini: «Tempi da definire, ma il progetto è già partito»

© CoratoLive.it
La nuova struttura del nord barese, secondo l’assessore regionale, «consentirà l’accorpamento degli ospedali di Molfetta, Terlizzi, Corato e Bisceglie»
«I tempi dipendono dalla disponibilità finanziaria, ma il progetto è già partito».
Lo dichiara Guglielmo Minervini, assessore regionale alle Politiche giovanili, in un’intervista a CoratoLive.it a proposito del nuovo ospedale del “Nord Barese”, struttura che servirà tutto il territorio a nord di Bari, compresa Corato, accorpando così anche l’Umberto I.
La costruzione del nuovo nosocomio è prevista dalla delibera della Giunta regionale del 7 agosto 2012, n.1725, che riordina i presidi ospedalieri lungo la dorsale adriatica e la dorsale interna nord-sud.
Sono cinque i grandi presidi ospedalieri che saranno realizzati nei prossimi anni: quello del nord barese sarà costruito nei pressi della “Ss 16 bis”, al confine tra Molfetta e Bisceglie, e servirà le aree comprese tra Corato, Trani, Bisceglie, Molfetta, Giovinazzo, Ruvo e Terlizzi. Il nuovo ospedale sarà dotato di 281 posti letto, con una popolazione di riferimento di 193mila persone.
Il nodo è la copertura finanziaria, a fronte di una spesa stimata di circa 70 milioni di euro. In tempi di spending review, le uniche risorse disponibili sono quelle derivanti dal Piano di rientro sanitario della Regione Puglia. Con quei fondi, infatti, è partito l’iter di realizzazione degli ospedali di Taranto e della Valle d’Itria. «Ora bisogna capire quale tra la struttura del nord barese e quella di Andria partirà per prima», aggiunge Minervini.
Già negli scorsi giorni, Minervini aveva espresso, ai taccuini di MolfettaLive.it, tutto il suo disagio per gli «ospedali di campanile, piccoli e inadeguati». La nuova struttura del nord barese, secondo l’assessore regionale, «consentirà l’accorpamento degli ospedali di Molfetta, Terlizzi, Corato e Bisceglie» e costituisce «un enorme salto di qualità nel sistema sanitario del nostro territorio. Serve un unico grande presidio, completo, efficiente e di qualità».
L’obiettivo delle cinque grandi opere è una «complessiva razionalizzazione e l’ammodernamento della rete ospedaliera esistente», si legge nella delibera.
Gli altri quattro poli sono il “nuovo ospedale di Andria” (Asl Ba-Bt), che servirà i comuni di Andria, Canosa e solo in parte Corato e Trani; sarà costruito sulla ex “S.S. 98”, vicino all’incrocio con la direttrice Andria-Canosa. Il “nuovo ospedale della Valle d’Itria” e del Sud-est barese (Asl Ba-Br), sarà rivolto alle città di Monopoli, Fasano, Conversano, Polignano, ai comuni della Valle d’Itria e sorgerà a ridosso della “S.S. 16”, tra Monopoli e Fasano.
Infine, è prevista la realizzazione degli ospedali “San Cataldo” di Taranto (che comprende anche Statte e Grottaglie) e del “Salento”, nella zona del Sud Salento, tra i comuni di Maglie e Melpignano.
Commenti
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Cortesemente qualcuno mi spieghi: le strutture ospedalieri esistenti che fine faranno? Verranno riutilizzate oppure abbandonate a se stesse? In pratica le attuali sedi degli ospedali esistenti, sopratutto Corato appena ristrutturato, le si lascerà deperire? Perchè se si giungerà a questo significa che i mega ospedali, si tramuteranno in sprechi di non poco conto!!!
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caro giuilio.dimperio……chi se ne freca dei sprechi…..come diceva totò…e io pago..
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Giulio, di che ti preoccupi: questo è solo un progetto. E tale rimarrà. Se infatti lo scopo è la “complessiva razionalizzazione e l’ammodernamento della rete ospedaliera esistente”, occorre che tale principio vada incontro e non contro le effettive esigenze della popolazione.
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Sai Giulio da quando tempo se ne parla di questo progetto e come per incanto si presenta un articolo ora non pensi che sia uno spazio elettorale?







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