M5S, Papagni: «1° maggio festa di tutti»

La Redazione
Antonio Papagni

«L'invito ricevuto a partecipare alle iniziative da parte di alcune sigle sindacali locali e limitato solo ad alcuni schieramenti e quindi selettivo, non ci trova concordi» dice il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle

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Una nota del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Antonio Papagni, sulla festa del 1° maggio.

«Oggi si celebra la Festa dei lavoratori. Una festa che nasceva più di un secolo fa per commemorare le vittime delle manifestazioni contro lo sfruttamento dei lavoratori e per ricordare le conquiste sindacali ottenute in campo di orario di lavoro e salariale.

Anche a Corato oggi sono previste delle iniziative inerenti questa ricorrenza. Purtroppo come da troppo tempo, ormai, anche quest’anno il contesto in cui cade la giornata vede il nostro paese dolorosamente afflitto, oltre che dalla solita piaga del lavoro nero, sottopagato e sfruttato, dalla tragedia vera e propria di un tasso di disoccupazione giovanile ai massimi storici.

Il M5S è da sempre sensibile alle tematiche della disoccupazione,del sostegno al lavoro generato attraverso la rete capillare delle microimprese e delle PMI che costituisce la vera struttura portante dell’economia reale italiana, della garanzia del reddito di cittadinanza inteso non come assistenzialismo ma come baluardo di libertà e affrancamento contro il ricatto di imprenditori disonesti e politici collusi.

Noi vogliamo difendere il principio di trasparenza e meritocrazia anche nella direzione del sostegno ad un moderno mercato del lavoro più giusto e solidale che invece, all’indomani della globalizzazione con l’apertura a paesi senza nessuna tutela sindacale ed in assenza di politiche comunitarie davvero efficaci a far sviluppare il nostro contesto economico, oggi arranca drammaticamente.

Siamo idealmente e continuamente vicini ai milioni di disoccupati italiani, ai lavoratori precari e sottopagati, a chi pretende le tutele contrattuali e ai tanti, tantissimi, onesti e piccoli-grandi imprenditori che con tanto senso di sacrificio sanno portare avanti l’idea di impresa oggi in queste condizioni socio-economiche.

Vorremmo che il 1° maggio fosse la festa di tutti, senza vessilli, senza colori politici, senza discriminazioni o rivendicazioni di paternità. L’invito ricevuto a partecipare alle iniziative da parte di alcune sigle sindacali locali e limitato solo ad alcuni schieramenti e quindi selettivo, non ci trova concordi.

Questa deve essere l’occasione per tutti di avviare una nuova stagione di collaborazione trasversale per sconfiggere la piaga delle diseguaglianze, del diritto all’accesso al mondo del lavoro secondo le proprie capacità e competenze.

L’articolo 1 della Costituzione deve tornare ad essere patrimonio collettivo. Vorremmo che il 1′ maggio fosse ovunque ed ogni giorno dell’anno».

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