La Resistenza a Corato. L’Arci: «Cerchiamo documenti per ricostruire queste pagine di storia»

© CoratoLive.it
L’incontro intitolato “Storie di giù”, organizzato mercoledì dall’Arci "La locomotiva" per il 25 aprile, ha lasciato spazio alla riflessione sulla lotta al nazifascismo nel meridione
Qual è la storia della Resistenza a Corato? Qual è la memoria locale legata agli anni che precedettero la liberazione e com’è stato il nostro “25 aprile”?
Sono le domande importanti emerse durante l’incontro dal tema “Storie di giù”, organizzato mercoledì scorso dall’Arci “La locomotiva” in occasione del 25 aprile. L’obiettivo era quello di riflettere sulla lotta al nazifascismo nel meridione.
Da quasi settant’anni questa data celebra la fine del nazifascismo, la cacciata dei tedeschi, la fine della Resistenza. Una data unica che è stata scelta per convenzione, perché il 25 aprile 1945 furono liberate Milano e Torino, e che è stata dichiarata ufficialmente Festa nazionale nel 1949, affinché la memoria collettiva non dimenticasse le lotte, i sacrifici e le tante morti di chi ha combattuto per la libertà.
Una data unica che però non vuole dimenticare le singole storie di lotta e libertà, perché nella memoria collettiva e condivisa confluiscono memorie molteplici, memorie individuali, memorie locali legate alle vicende personali e alle vicende particolari che hanno costellato le diverse realtà italiane, da nord a sud. E la Resistenza Italiana, spesso storicamente collegata solo alle regioni del nord Italia, ha avuto come protagonista della lotta al nazifascismo anche il meridione d’Italia.
Con l’incontro di mercoledì scorso, l’Arci di Corato ha voluto dedicare un momento di riflessione e confronto proprio su quelli che sono stati gli episodi di resistenza al nazifascismo in Puglia. Purtroppo è venuta meno all’ultimo momento, per motivi di salute, la presenza prevista di Luigi di Cuonzo, responsabile dell’Archivio della resistenza e della memoria di Barletta, che avrebbe dovuto illustrare alcuni episodi riguardanti la resistenza pugliese. Pertanto si è optato per la visone di un video documentario, tratto dagli archivi storici delle Rai, dal titolo “Dal Fascismo alla Repubblica” a cura di Federico Pirro, Costantino Foschini e Vito Antonio Leuzzi.
Il video ricostruisce quattro giornate storiche per la Puglia: il 28 luglio 1943, l’8 settembre 1943, il 25 aprile 1945 e il 2 giugno 1946. Tra testimonianze e ricostruzioni storiche, il documentario ha offerto una panoramica su diversi episodi che hanno interessato città e paesi della Puglia, protagoniste della Resistenza e vittime delle ritorsioni nazifasciste.
Ad esempio Bari, di cui è ricordata la strage del 28 lugilo 1943, quando l’esercito fece fuoco su un corteo di circa duecento persone che manifestavano davanti alla sede della Federazione fascista per chiede la rimozione dei simboli del regime, provocando venti morti e decine di feriti tra i manifestanti.Oppure Altamura, Barletta, Locorotondo, Spinazzola, Taranto (per citarne alcune), nelle quali dopo la notizia dell’armistizio dell’8 settembre del 1943, i reparti germanici stanziati nella regione, che avevano predisposto l’attacco ai porti, alle strutture delle radio-comunicazioni, ai depositi militari, alle più importanti vie di comunicazione e all’Acquedotto pugliese, si trovarono di fronte una inaspettata e spontanea resistenza italiana.
E Corato? Alla conclusione del video, nel dibattito che è ne conseguito, la domanda è sorta spontanea: cosa sappiamo della Resistenza a Corato? Ci sono stati degli episodi significativi? In mancanza di esperti di storia locale e sulla base delle conoscenze dei presenti, è parso che manchi una ricerca mirata e organica sulla Corato antifascista, una ricostruzione puntuale della storia di quegli anni. Per questo dal dibattito è emersa l’idea di pensare ad un progetto, di cui vuole farsi promotrice l’Arci “La Locomotiva”, di raccolta di testimonianze e documenti del periodo, di approfondimento sulla nostra storia, su come Corato abbia vissuto il periodo della Seconda guerra mondiale e sugli eventuali episodi di Resistenza.
Quindi, in attesa di approfondire (verificando anche l’esistenza di lavori e ricerche già realizzate), di dare concretezza e di pianificare nei dettagli la dimensione e la portata di questo progetto, che potrebbe permettere alla nostra comunità di recuperare una memoria locale che, se lasciata solo ai ricordi di chi ha vissuto quegli anni, rischia di essere perduta per sempre, l’Arci invita chiunque abbia dei ricordi del periodo (o dei parenti che possano portare le loro testimonianze), o anche documenti e scritti relativi a quegli anni, a rivolgersi presso la sede dell’Arci “La Locomotiva” in piazza Savoia 4.
Commenti
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La Resistenza dei popoli occupati dagli italiani prima e durante la seconda guerra mondiale (greci, iugoslavi, albanesi, etiopi, eritrei, somali, libici), fu osteggiata e combattuta con gli stessi metodi, se non più barbarici (l’uso dell’iprite in Africa), usati dai tedeschi contro di noi. Non voglio fare il disfattista, ma non amo la retorica e i discorsi unilaterali. E, più che altro, visto che il ritornare da settant’ anni sullo stesso argomento, non è servito certo a farci maturare e riflettere, vorrei che il popolo al quale appartengo fosse più proiettato verso il miglioramento del proprio futuro. La Storia infatti è utile solo se si riesce a trarne dei proficui insegnamenti.







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