Salute pubblica, i cittadini: «Politica inefficiente». Gli aspiranti sindaci promettono impegno

Giuseppe Gallo
La registrazione dei partecipanti

Ieri i rappresentanti del mondo associativo hanno incontrato gli esponenti politici alla ricerca di soluzioni attuabili in tema di benessere dei cittadini

4 5 commenti

Forze politiche concordi su tematiche stringenti: una rarità, ma senz’altro un piacere per le orecchie dei cittadini accorsi all’incontro di ieri sera presso la sede coratina della Caritas.

Il mondo associativo ha invitato gli esponenti di partiti e movimenti ad una tavola rotonda che ha evidenziato diverse problematiche sofferte dalla nostra città, offrendo loro l’opportunità di esporre punti di vista e proporre nuove idee da realizzare già a partire dai primi momenti dopo l’insediamento.

Le dichiarazioni d’intenti dei partecipanti hanno riacceso il dibattito su elettrodotto, antenne, ripetitori, mobilità sostenibile, depuratori, raccolta differenziata ed igiene cittadina in generale. Tutti problemi strettamente connessi alla salute dei coratini, messa a repentaglio dai differenti tipi di inquinamento.

A volere l’incontro è stato il comitato interassociativo “Ambiente-territorio-salute”, che «ha il chiaro intento programmatico di far sentire la sua presenza affinché i politici ascoltino la voce dei cittadini in merito alle urgenze della città», secondo quanto rivendica il responsabile Aldo Fiore. Quest’ultimo si è anche augurato che «le autorità non ci vedano più né come perditempo né sotto le vesti di una lobby. Purtroppo però nessuna di loro ha mai messo in atto un metodo di confronto efficace e significativo».

Il meeting, moderato da Franco Tempesta, è stato organizzato secondo i meccanismi dei più moderni talk show. Le associazioni hanno scelto una domanda da rivolgere alla sensibilità degli esponenti dell’universo politico, la medesima per tutti. Gli stessi sono poi stati sorteggiati e, a turno, hanno avuto modo di esprimere i vari punti di vista. Una clessidra – solenne – campeggiava sul tavolo come monito, concedendo un timing di quattro minuti per ciascun intervento.

La domanda posta dal comitato suona come campanello d’allarme e denuncia uno stato dei fatti in cui «da decenni l’attività amministrativa è stata spesse volte inefficiente», chiedendo lumi sulle reali azioni che gli i presenti porranno in essere qualora fossero eletti.

Replicando, il candidato sindaco della coalizione di centro destra Massimo Mazzilli ha lanciato insieme ai suoi alleati un appello alla collaborazione tra le diverse forze politiche: «siamo cittadini anche noi. È vero, le problematiche sono scottanti, ma non si può raggiungere una soluzione immediata. Sono compiaciuto perché questa sera è molto forte lo spirito di cittadinanza attiva, che ci fa crescere e soprattutto elimina l’indifferenza, eliminando un trend negativo. Per quanto concerne la questione rifiuti prenderei come esempio la raccolta differenziata porta a porta, di cui tutti dobbiamo assumerci la responsabilità».

È intervenuto anche il candidato della coalizione “Progresso comune” Renato Bucci: «in merito al depuratore si avverte il bisogno di proseguire un’azione di monitoraggio iniziata già a fine giugno con il lavoro dei vigili urbani. Riguardo all’elettrodotto l’obiettivo è naturalmente interramento in ragione dell’inquinamento estetico ed ambientale, ma bisognerà fare i conti con gli esiti del processo in corso. La gestione dei rifiuti invece non sarà più gestita dalle aziende comunali, ma dall’Ambito di raccolta ottimale (Aro), scadenza della cui costituzione è fissata al 30 giugno. Se il commissario prefettizio non se ne sta ancora occupando, il prossimo sindaco comincerà a lavorare avvertendo non poca pressione». In termini conformi si sono espressi gli altri esponenti della coalizione che lo sosterrà nell’imminente tornata elettorale.

Tommaso Loiodice, aspirante sindaco di Pd e Psi ha tenuto a sottolineare che «i movimenti associativi dovrebbero continuare su questa scia, pur ricordando che nessuno è in possesso della bacchetta magica. Ma va altresì considerato che le problematiche in questione possono trasformarsi in risorse se si sposa una politica di tutela territoriale. Un esempio è il depuratore, le cui acque andrebbero riutilizzate. Tutto ciò è possibile a patto che si colga l’appello alla trasversalità, evitando un altro tipo di inquinamento che è molto dannoso per tutti i cittadini, quello psicologico. Corato merita tranquillità».

Presente alla serata anche Michele Tedone, in rappresentanza del Movimento 5 stelle, che ha evidenziato la possibilità di trarre vantaggio dai rifiuti, in luogo di trattarli come una disgrazia: «i rifiuti alimentano l’economia e creano posti di lavoro. Il nostro impegno in materia è già cominciato l’anno scorso con la proposta di fondare un piccolo centro di riciclo alternativo da realizzare parallelamente ad altri comuni». Mostrando poi un campione di acque prelevate nei pressi del depuratore, Tedone ha suscitato il disgusto del pubblico e ha ricordato che «la procura della Repubblica vi ha posto i sigilli solo dopo la nostra presentazione di un esposto».

Il vero dato positivo dinanzi al malessere rigurgitato dalle associazioni risiede senza dubbio nella trasversalità, parola chiave della serata. Senza alcuna voce fuori dal coro gli ospiti hanno infatti mostrato opinioni convergenti su temi di vitale importanza, in senso letterale. La salute pubblica non può essere messa in discussione, questo è palese.

Tutti, allo stesso modo, hanno lodato l’iniziativa, considerandola un vero esempio di spirito democratico che sicuramente sarà di buon auspicio per la risoluzione di tali complesse problematiche.

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Commenti

  • gaetano bucci (utente non verificato)

    UNA CAGATA MEGAGALATTICA
    Celebre la frase di Fantozzi alla visione del film “La corazzata Kotiomkin”: “Una cagata pazzesca”. È poco, perché quello che è venuto fuori da questa “ecumenica rimpatriata” di politici sui problemi di ambiente, territorio e salute a Corato è stata una “cagata megagalattica”.
    Ognuno ha messo del suo in questa “sceneggiata napoletana” in cui si è stabilito ciò che da decenni la città già sa e di cui soffre: inquinamento elettromagnetico, inquinamento da traffico, sporcizia diffusa, disordine ed insufficienza nella raccolta dei rifiuti, inesistente attenzione per il verde pubblico e per la vita all’aria aperta, inconsistenza delle politiche del traffico e della mobilità urbana, strumentalizzazione elettoralistica delle strade e delle piazze. Su questi temi tutti hanno detto la stessa cosa. Ovvero che sono problemi “problemi da risolvere”. Grazie. E chi non lo sa?

  • gaetano bucci (utente non verificato)

    Lo sanno tutti, anche “il ciuccio all’appete”, come cantava un vecchio detto locale.
    La questione è questa. Chi ha prodotto o lasciato incancrenire tutti questi problemi? Chi ha gestito la città negli ultimi vent’anni? Chi ha preso una barca di soldi e li ha spesi male, facendo anche speculazione elettorale, come è avvenuto per il centro storico che nel mentre veniva “riqualificato” veniva “desertificato” e ridotto a “pubblica e sporca mangiatoia”? Stesso discorso si potrebbe fare per il trasferimento del mercato settimanale, o per la distribuzione commerciale e dei pubblici esercizi, o addirittura di tradizioni popolari che nel mentre venivano “spettacolarizzate”, venivano anche mercificate e svuotate di ogni connotazione identitaria e culturale. (2 continua)
    Gaetano Bucci

  • gaetano bucci (utente non verificato)

    E poi come si fa a non vedere il nesso tra sviluppo urbanistico e questione ambientale? Come si fa a dimenticare che dove c’era una bella piazza Indipendenza ed un edificio pubblico oggi c’è un “pericoloso e vuoto parcheggio pubblico-privato”?
    Come si fa a dimenticare che nel 2008 se non fosse stato per una piccola “rivoluzione di popolo” Gino Perrone ci avrebbe regalato un “megaparcheggio interrato” in piazza Vittorio Emanuele, la più importante e significativa piazza di Corato? Come si fa a dimenticare che fino a qualche mese fa il “partito del mattone” ha messo a segno l’ennesimo colpo di distruzione della memoria antropica di Corato e dei suoi spazi verdi con la demolizione “in piena regola” di villa Friuli? Come si fa a dimenticare la disastrosa “agglomerazione di mattoni e cemento” sui grandi spazi del vecchio Macello Comunale da parte della Bildeberg coratina?
    (3 ) Gaetano Bucci

  • gaetano bucci (utente non verificato)

    Stanno tutti zitti su questi “emblematici delitti” che sono stati veri e propri “crimini contro la umanità storica” di Corato e della comunità dei nostri padri che la costruì e la abitò. E invece da questo “j’accuse” bisogna partire, prima ancora di dire che cosa bisogna fare, come e, soprattutto, con chi.
    Ebbene, la questione dell’ambiente e della salute di Corato è una questione culturale, di coscienza civile, di consapevolezza e coerenza politica. Di qui non si sfugge. Se sono nati i comitati è perché si sono prodotti gravi problemi. E questi ultimi non sono nati per caso o per colpa del progresso, ma per la nostra incapacità di trovare soluzioni adeguate nel costruire, nel muoverci, nel vivere quotidiano.
    (4 continua)
    Gaetano Bucci

  • gaetano bucci (utente non verificato)

    Se ciò è vero, allora sono solo chiacchiere quelle di chi dice che, se eletto, risolverà i problemi. Bisogna essere onesti e dire invece che poche cose si potranno fare, ma che insieme a queste poche cose bisogna sviluppare una nuova cultura ed una nuova educazione all’ambiente e alla salute secondo il principio della massima prudenza e del minimo rischio.
    Un solo esempio, quello dell’elettrodotto. Se fa male, perché non spostarlo dalla sopra la testa di 10000 persone su cui sta da trent’anni e portarlo al largo fuori città, dove certo non farebbe che danni insignificanti? E invece ci si ostina a richiedere l’interramemto mentre la gente, i giovani soprattutto, si ammalano o muoiono di patologie correlate? (fine)
    Gaetano Bucci