Chiude tra gli applausi la “Trappola mortale” di Bassi e Tedeschi, un giallo che diverte

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La commedia gialla in due atti ha portato in scena un testo adattato ai tempi moderni che punta su due “volti” televisivi ma eccellenti anche a teatro. Tedeschi: «questo bellissimo teatro odora di nuovo»
«Voglio ringraziare il pubblico presente, che è stato qui nonostante ciò richieda un sacrificio economico. Vi faccio i complimenti per questo bellissimo teatro, che odora di nuovo, e ringrazio chi abbia voluto salvaguardarlo».
Così Corrado Tedeschi ha salutato il suo pubblico, dopo i meritati applausi, alla chiusura del sipario di “Trappola mortale”, spettacolo con lo stesso Tedeschi e con Ettore Bassi, andato in scena mercoledì sera al Teatro comunale di fronte ad una sala sorprendentemente semivuota.
Commedia gialla in due atti,”Trappola mortale” è una piacevole commedia noir ricca di suspance: una trappola nella trappola, una trama nella trama, un gioco di scatole cinesi in cui niente è mai quello che sembra. Tratta dal testo teatrale Deathtrap, scritto nel 1978 dallo scrittore statunitense Ira Levin, l’opera è stata tradotta da Luigi Lunari e in Italia è stata portata in scena 25 anni fa dal regista Ennio Coltorti, in un’edizione che aveva per protagonista l’attore Paolo Ferrari.
Oggi lo stesso regista ripropone la commedia, con un testo aggiornato e adattato ai tempi moderni e puntando su due “volti” notoriamente televisivi ma eccellenti anche a teatro.
Corrado Tedeschi è Sydney Bruhl, commediografo famoso ormai sulla via del declino, non più capace di produrre opere di successo e costretto al risparmio, dopo aver dilapidato negli agi tutti i proventi dei suoi passati capolavori.
Sua moglie Myra, interpretata dalla brava Miriam Mesturino, continua a stargli accanto, ancora innamorata ma preoccupata per la smania di successo del marito e sempre pronta a fargli da “grillo parlante”.
Una svolta sembra arrivare quando si fa vivo il giovane Clifford Anderson, l’attore Ettore Bassi, un ex allievo di Sydney Brhul, che ha appena terminato di scrivere un giallo veramente avvincente: “Trappola mortale”.
Ed è proprio questo romanzo giallo che diventa il nodo focale di tutta la commedia noir e attorno al quale si snodano tutti i colpi di scena.
Nel primo atto è il romanzo chiave, quello che può riportare al successo il vecchio commediografo Bruhl e per il quale è disposto anche ad uccidere il giovane Clifford, che appare invece come un ragazzo sprovveduto e inconsapevole della grandezza del testo che ha scritto.
Ma il primo atto si conclude con una sorprendente rivelazione: quel testo non esiste, era solo una messa in scena organizzata da Sydney Bruhl e dal suo allievo (che si scopre essere il suo amante) per far fuori la moglie Myra.
Nel secondo atto, il testo Trappola Mortale ritorna, come romanzo che il giovane Clifford comincia a scrivere, ispirandosi alla stessa messa in scena che aveva organizzato con Sydney. Ma quest’ultimo non approva: teme che dalla pubblicazione del romanzo giallo si possano scoprire il loro omicidio e la loro omosessualità.
E da qui prendono il via ulteriori atti diabolici, giochi spietati e inganni dove non c’è spazio per i sentimenti, ognuno appare famelico ed egoista, “homo homini lupus” disposto a tutto pur di salvaguardare se stesso (non a caso il primo delitto si consuma proprio con la luna piena). Il risultato è una rappresentazione quasi pirandelliana, dove realtà e finzione si intrecciano continuamente e di fronte al quale gli spettatori sono continuamente chiamati a ribaltare la propria prospettiva.
La figura che domina tutte le scene è quella di Sydney Brhul, che Corrado Tedeschi interpreta con grande bravura, rendendolo un personaggio pacatamente spietato, sempre composto e controllato, anche quando compie le azioni più tremende. Ironico e tagliente, è anche il personaggio che regala al pubblico le battute più divertenti.
Notevole anche l’interpretazione di Ettore Bassi, che rende credibilissima la “doppia faccia” di Clifford: prima ragazzotto ingenuo, timido e impacciato (nel primo atto), poi personaggio sicuro, machiavellico e altrettanto spietato.
Bravissima e davvero spassosa poi Silvana De Sanctis, nel ruolo della medium tedesca Helga, personaggio di contorno (assieme all’avvocato interpretato da Giovanni Argante) ma protagonista delle scene più esilaranti, che poi lentamente acquisisce un ruolo fondamentale in tutta la commedia, rivelando nel finale l’ultimo colpo di scena che rende ancora una volta più labile il confine tra ciò che è teatro e ciò che è verità.
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