Il New York Times “ammazza” l’olio italiano. I produttori: «Falsità, serve una risposta del governo»

© n.c.
Dopo il polverone sollevato dalle quindici vignette provocatorie, e in parte veritiere, comparse sulla celebre testata statunitense, diamo voce ai nostri operatori del settore: «il mondo ama il "made in Italy", difendiamolo»
Quindici vignette firmate da Nicholas Blechman hanno raccontato al mondo il suicidio dell’olio d’oliva.
A dar loro grande visibilità è stato il giornale che le ha pubblicate, niente meno che il New York Times. Ad ispirare il fumettista è stato il blog di «Truth in Olive Oil» gestito dal giornalista Tom Mueller, autore del libro «Extraverginità».
«Dalle vignette si ricava che tutto l’olio italiano è malvagio, ma non è così – ha dichiarato Mueller in una recente intervista – ma il fatto che sia un giornale così autorevole a pubblicarle rende le cose più gravi».
Immediate, oltre che nette, sono state le posizioni assunte da Coldiretti e in generale dai produttori italiani di olio.
«E’ necessario dire che un buon 70 % delle cose raccontate nel fumetto sono vere ma, la restante parte è costituita da falsità tali da poter essere definite inammissibili per una testata come il New York Times», commenta Savino Muraglia, amministratore delegato del omonimo frantoio andriese costantemente alle prese con l’esportazione dell’olio nel resto del mondo.
«La sofisticazione esiste in tutti i settori ma nel nostro, e in generale in quello alimentare, non si può prescindere dalle valutazioni etiche che prendono a cuore la salute delle persone. Se poi ci soffermiamo sull’impatto economico che può avere “una notiziola scandalistica” come questa, il discorso è diverso, soprattutto nell’ottica del panorama internazionale», continua Muraglia.
«Nel mondo amano il “made in Italy”, è questo che salva la nostra produzione. La Russia e il Giappone si stanno affezionando sempre di più al nostro olio e, fortunatamente, l’opinione pubblica è abituata a leggere e informarsi piuttosto che cedere agli “specchietti per le allodole”.
Ritengo però che una risposta italiana sarebbe stata doverosa. E ad assumersene la responsabilità doveva essere lo Stato e non una associazione di categoria, e ancor peggio, regionale».
Il riferimento di Muraglia è ovviamente alla Coldiretti, in particolare toscana.
A chiamare in causa le associazioni di categorie è stato anche Pasquale D’Introno, attuale presidente della cooperativa Terra Maiorum: «noi continuiamo a pagare lo scotto della scarsa capacità di “mostrarci al mondo” con adeguate campagne di comunicazione specifiche che valorizzino le proprietà organolettiche del nostro olio».
E pensando a quanto olio coratino viene esportato, il bilancio è chiaro: «va detto che da noi la maggior parte dell’olio che si produce si consuma in loco. Quando esportiamo è per mandare il nostro olio ad altre aziende italiane che lo utilizzano per accrescere la qualità e la struttura del loro prodotto.
Sebbene noi non abbiamo avvertito particolari conseguenze dal caso mediatico, questa è certamente un’altra delle buone occasioni in cui è necessario sottolineare quanto siano importanti le azioni congiunte tra produttori, associazioni di categorie e istituzioni locali, regionali, nazionali e comunitarie. La nostra, come tutte le realtà senza scopo di lucro, si pone a servizio dei soci e dei piccoli produttori e ha più che mai bisogno dell’azione sinergica di tutti i soggetti interessati».
La conclusione volge lo sguardo al futuro: «Confidiamo nei giovani, che anche e soprattutto nel nostro settore, possono essere il valore aggiunto di una risorsa tutta da riscoprire come quella della produzione agricola».
Commenti
-
il 70% delle cose che dicono gli americani sono vere il 30% è falso. occorrerebbero risposte pronte e estreme contro un giornale che in fondo cerca solo sensazionalismi per vendere un giornale però una verità di fondo c’è: l’Italia è un paese di gente che si crede furba ma non lo è affatto e questa ne è la dimostrazione. Mi meraviglio del fatto che noi di questo non facciamo mai un autocritica seppur continuamente ce lo rimprovano







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti