Alcol e droghe. Al “Tandoi” la prevenzione arriva via web

La Redazione
Gli studenti del "Tandoi" al progetto Edulife

Gli alunni del Professionale in videochat con altre due scuole italiane ed un medico dell'Unità locale socio sanitaria di Verona esperto del settore

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«E’ stata un’esperienza davvero interessante. Abbiamo utilizzato la videochat per porre le nostre domande relative ad alcol e droga ad un esperto del settore, un medico dell’Unità locale socio sanitaria di Verona».

Gli studenti dell’istituto professionale “Tandoi” raccontano così il “progetto Edulife” a cui la scuola ha aderito, su proposta del Miur, per seguire la strada della prevenzione rispetto all’uso di alcol e sostanze stupefacenti.

Le quattro classi interessate (2a e 3a I, 3a e 4a H), i corsi di servizi socio-sanitari, hanno potuto relazionarsi con i colleghi di altre due scuole italiane. Un’esperienza di confronto e dialogo che va ben oltre le solite ramanzine poco efficaci.

Come aveva suggerito non molti giorni fa Antonella De Benedittis, responsabile della cooperativa Oasi 2, riguardo al fenomeno della Neknomination, ciò che conta è «dare ascolto ai ragazzi e risposte alle loro domande».

«Si è discusso di un problema a noi vicino e che si va allargando sempre più a macchia d’olio, ha commentato la studentessa Arcangela Vangi.
Tutti noi abbiamo partecipato in maniera propositiva intervenendo con domande  pertinenti al dibattito, ci siamo sentiti coinvolti e non solo spettatori.

Il medico ha interagito direttamente con noi e con i professori sottolineando gli effetti e i rischi psico-fisici, oltre che penali, delle sostanze stupefacenti.

Dalla discussione è emerso che non c’è una droga che fa meno male, anche quelle legalizzate come l’alcool e il tabacco sono nocive alla  salute, tutte sono dannose e possono creare dipendenza».

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