Sel al fianco di Renato Bucci: «E’ l’unico candidato che incarna etica e politica»

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Nel dibattito pre elettorale torna a far sentire la propria voce anche Sel che conferma la sua volontà di sostenere la candidatura di Renato Bucci definendolo «l'unico candidato sindaco in grado di incarnare etica e politica»
Nel dibattito pre elettorale torna a far sentire la propria voce anche Sel che conferma la sua volontà di sostenere la candidatura di Renato Bucci definendolo «l’unico candidato sindaco in grado di incarnare etica e politica».
Sel – in una nota a firma di Pino Caldara, segretario cittadino di Sel, Gaetano Cataldo candidato alle europee nella lista Tsipras, Renato Bucci e l’onorevole Arcangelo Sannicandro – punta il dito verso la situazione cittadina in cui «l’etica in politica sembra non riguardare più il nostro paese». Annunciato il sostegno a Bucci, Sel conclude con «la speranza è che cessino i personalismi, le beghe di partito».
«Riteniamo – si legge nella nota – che non può essere credibile nessuna riforma sociale, nessuna riforma economica, nessun provvedimento di qualsiasi natura a tutti i livelli, se la politica non riacquista in pieno la sua credibilità.
Come riteniamo che la democrazia gode di buona salute se è animata da ambizioni di giustizia sociale, di libertà individuale e di partecipazione collettiva. Se il ceto politico manca di tali ambizioni e si ripiega su interessi privatistici, personali e di partito, è segno che la democrazia sta degenerando.
Purtroppo, l’etica in politica, quella che passa attraverso la legalità e non solo sembra non riguardare più il nostro paese. La democrazia è in salute quando è animata da grandi ambizioni (di giustizia sociale, di partecipazione politica collettiva, di libertà personale, di creatività economica e culturale): quando insomma è sospinta e mossa da un’ambizione storica».
Guardando poi alla realtà locale, Sel prosegue: «se i partiti e il ceto politico si affaticano nella propria autoconservazione, o nella gestione del proprio “particulare” privilegiato, vuol dire che manca l’ambizione, manca un progetto e una prospettiva storica. Corruzione e clientelismo sono un indice della mancanza di ambizione storica.
La qualità etica della politica invece non è un orpello di moralisti, ma l’indice di una ambizione storica necessaria alla vitalità di una democrazia, e non soltanto un indice ma un suo fattore essenziale. Etica è responsabilità, è un rispondere, un render conto delle proprie azioni e comportamenti. Non render conto a se stessi ma alla collettività».
«Sel di Corato – concludono dal partito – in maniera convinta, ritiene che è prioritario ripartire da qui, così come ritiene che Renato Bucci sia l’unico candidato sindaco in grado di incarnare in pieno questi valori.
La speranza è che cessino i personalismi, le beghe di partito e che le libertà individuali della società coratina, insieme liberino in maniera definitiva la città dalla cappa del centrodestra».
Commenti
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Però, la sfrontatezza deve avere un limite. Come si permette il segretario di Sel di sostenere che l’unico candidato in grado di incarnare etica e politica sia Renato Bucci? Lasciamo stare l’etica, categoria non molto nota a Pino Caldara, ma la politica è quella della trasversalità, dell’inciucio, dei passi indietro sulla qualità urbana, della violazione dello Statuto?
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Etica e politica, in Italia viaggiano su binari paralleli. Probabilmente, come afferma l’assunto geometrico, esse si incontreranno all’infinito…nfinito…finito…inito…nito…ito…to…o…
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È proprio singolare questa nota di SEL per il tramite del suo segretario Pino Caldara che, peraltro, ha più volte annunciato le proprie dimissioni, ma che puntualmente ritroviamo “inchiodato” alla sedia di responsabile del partito.
Etica e politica. Due termini che, purtroppo, hanno abbandonato il nostro Paese e la nostra città, seppure vi abbiano mai avuto cittadinanza. Si parla di “ambizione storica” come condizione per una vitalità della democrazia. Ebbene la Sinistra ha nella sua storia avuto questo tipo di ambizione. Anzi, essa si basava sull’attesa della redenzione delle masse. Era il suo “sogno” e il suo progetto.
Il tutto al di sopra delle parti e del singolo. Questo era lo “status ontologico” della Sinistra finchè ha ritenuto essenziale cambiare la storia a partire dalla economia e dal superamento dei rapporti di produzione capitalistici, fondati sul mero profitto.
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Poi le cose sono andate molto diversamente. Il socialismo reale è stato, purtroppo, la tomba di quello ideale. Di qui il riflusso e il ripiegamento. Oggi ci si attesta su battaglie di retroguardia, come la difesa della legalità e della pubblica moralità, ben sapendo che le leggi sono spesso molto ingiuste e che la moralità pubblica, non quella personale, è una specie di “intrinseca contraddizione”. SEL e Nichi Vendola hanno avuto la possibilità di amministrare una regione. Non hanno fatto molto, proprio sul piano dell’etica della politica. Che SEL sia una specie di lobby di sinistra sono molti a dirlo, e qualcuno lo dimostra anche. Pertanto alla prova dei fatti ha poco da insegnare.
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Ma a parte ciò, quello che più meraviglia è il salto della quaglia della sezione locale di SEL. Da un lato sostiene il primato della politica, della partecipazione democratica e della coerenza, dall’altro si ostina, senza neanche aver promosso al suo interno una dialettica trasparente, a sostenere Renato Bucci che è stato esattamente il contrario di tutto ciò col suo trasversalismo, il suo populismo, il suo particolarismo, il suo essere fondamentalmente “impolitico”.
Si vede più che bene quanto SEL non sia in grado o non voglia vedere la realtà delle cose. Così facendo sta rivelando alla città di non essere affatto il partito che “vorrebbe essere” con la sua stessa sigla, con le sue ascendenze e la sua storia. Si vede bene che questo partitino nostrano è ormai una minuscola consorteria piccolo-borghese.
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E che, non potendolo ammettere, si illude di parlare a nome di un ceto popolare “sfruttato e bistrattato”. Che illude i numerosi ragazzi che, per bisogno e in buona fede, gli danno credito e che sono in attesa del solito “nostrano Godot”.
No, così non va.
Voi, pochi, ci siete. Ma la città e la sinistra diffusa non può essere con voi che avete scambiato il “comune cantiere” col “Cantiereincomune”.
Gaetano Bucci -
Gaetano, visto che declami anche qui, anche qui ripeto la stessa cosa: lascia perdere Bucci e gli altri che, giustamente, manco ti stanno ad ascoltare e fa’ loro percorrere la loro strada; ma tu, oltre la critica, proponi qualcosa di nuovo, di diverso, di sconvolgente e magari, di largo respiro, a cui eventualmente associarsi?







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