Mercato cittadino, Agorà 2.0 rilancia: «Le bancarelle tornino sul corso»

La Redazione
Il mercato settimanale

L’Associazione Agorà 2.0 condivide la proposta avanzata circa un mese fa dagli ex consiglieri comunali Bovino, Debenedittis e Perrone e sostiene l'iniziativa di petizione popolare per lo spostamento del mercato in centro

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L’Associazione Agorà 2.0 condivide la proposta avanzata circa un mese fa dagli ex consiglieri comunali Vito Bovino, Daniele Debenedittis e Domenico Perrone (socio fondatore dell’associazione stessa) e sostiene l’iniziativa di petizione popolare per lo spostamento del mercato settimanale dall’attuale sede in via Santa Faustina a qulla precedente sul corso cittadino.

«Riteniamo – scrivono i soci dell’associazione Agorà 2.0 – che le motivazioni alla base della petizione proposta siano condivisibili e degne di grande interesse sia per la nostra associazione Agorà che per i cittadini di Corato. Condividiamo, infatti, l’opinione che  lo spostamento del mercato, dal 2007, abbia comportato, oltre che uno spreco di denaro pubblico per dei canoni di locazione che si sarebbero dovuti e potuti evitare, anche e soprattutto un danno economico e sociale non solo per il Centro ma per l’intera città.

Se in periferia, infatti, non è stata registrata alcuna crescita degna di nota, in centro, per contro, c’è stato un vero e proprio tracollo: molti esercizi commerciali storici hanno chiuso i battenti e i quelli ancora aperti risentono, da svariati anni, di una fortissima crisi.

Il centro della città di Corato, di conseguenza,  non è più vissuto né percepito come il luogo della socializzazione e dell’incontro che tutti abbiamo conosciuto e che ricordiamo con grande nostalgia. Riportare il mercato al centro della città potrebbe essere, allora, oltre che un nuovo volano dell’economia dell’intera zona, anche l’occasione per i cittadini di riappropriarsi di questo naturale spazio identitario.

Il mercato è sempre stato il cuore pulsante di ogni città, luogo di affari ma anche e soprattutto di relazioni umane. Uno “spazio comune”, un luogo fisico e dell’anima che ha dato un senso ed uno scopo alle piazze ed agli spazi aperti della città storica.

Per tutti questi motivi – concludono – noi di Agorà 2.0 sosteniamo l’iniziativa di petizione popolare e, operativamente, mettiamo a disposizione gli spazi dell’associazione in via San Benedetto 36 e le energie dei soci e dei simpatizzanti sia per la raccolta delle firme, sia per l’organizzazione di iniziative e di incontri, a sostegno di questa rara occasione di democrazia diretta».

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    E’ suggestiva ma difficile l’ipotesi di ritorno del mercato in centro. Le proposte avanzate da associazioni o rappresentanti di partiti, lasciano il tempo che trovano. Occorrerebbe un referendum indetto da una rappresentanza locale qualificata, quale, ad esempio, la “Pro Loco”, fra i cittadini di 14 anni in su, il responso del quale sarebbe poi consegnato al nuovo Sindaco, per la decisione del caso. Sempre che desideri omologarsi ad esso.

  • francesco labietola (utente non verificato)

    Già dalla mancanza di commenti, pro o contro la dice lunga, ma credo che spostare il mercato al centro non porterebbe nessun vantaggio economico in più, nè per i cittadini nè per i commercianti perchè i problemi sono due, il primo è che soldi non ce ne sono a tutti e secondo al mercato un articolo il più delle volte costa più caro che in un qualsiasi negozio.Senza considerare la sicurezza, avendo il mercato come prima al centro in caso di emergenze non è assolutamente possibile accedere all’interno della città con qualsiasi mezzo di soccorso e questo non è certo da sottovalutare.

  • cataldo.soldano (utente non verificato)

    il mercato deve andare in centro, non lo dico solo io ma a nome di tutti i coratini, per svariati motivi: 1) si da la possibilità a tutti di raggiungerlo, invece per andare dov’è attualmente bisogna prendere la macchina, creando un caos per la difficoltà di parcheggio; oltre all’inquinamento 2) spreco di denaro pubblico;3) stando in centro di dà la possibilità ai bar e altre attività di lavorare. Poi rispondo a francesco labietola in caso di emergenza si può accedere più facilmente in centro e non dov’è attualmente, sia a causa di caos delle macchine e sia dell’inacessibilità delle strade laterali barricate da transenne, macchine pacheggiate in un disordine totale e da aree chiuse con catene.

  • Dr. Zoidberg (utente non verificato)

    …follia…