Il concorso letterario “Cataldo Leone” nel segno di Padre D’Angelo

Luciana Cusanno
La presentazione del concorso "Cataldo Leone"

L’idea dell’associazione "Cataldo Leone" è di continuare a dare un’offerta formativa e culturale a ragazzi e giovani attraverso un concorso che cerchi di elevare e far crescere il loro bagaglio culturale

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«Una persona umile e battagliera al tempo stesso, un formatore e un educatore che ha saputo lasciare un segno nella città di Corato, pur non essendo coratino di origine».

Con queste parole Franco Tempesta ha descritto padre Emilio D’Angelo, celebre fondatore del giornale “Lo Stradone”, a cui quest’anno è stata dedicata la quinta edizione del concorso letterario dell’associazione culturale “Cataldo Leone”.

L’idea dell’associazione è quella di continuare a dare un’offerta formativa e culturale alle scuole e ai giovani attraverso un concorso che cerchi di elevare e di far crescere il bagaglio culturale dei ragazzi. Con questo obiettivo l’associazione dedica il concorso ogni anno ad un personaggio diverso della storia coratina.

Per presentare il concorso al tavolo dei relatori sabato mattina c’erano il presidente Massimo Martinelli, la vicedirettrice de Lo Stradone, Marina Labartino, e il presidente della pro loco, Gerardo Strippoli.

Un ritratto sentito e nostalgico, dai toni malinconici e combattivi è stato tracciato da Marina Labartino, che ha ripercorso la vita di Padre Emilio D’Angelo: «Una vita difficile, rimasto orfano di padre e poi di madre, che lo ha portato ad affrontare mille difficoltà. Diventato prete nel ’39, ha successivamente conosciuto don Vitantonio Patruno. Dopo aver girato l’Italia, nel ’79 giunse a Corato e da subito ha coinvolto i giovani organizzando una mostra fotografica in cui emergesse tutto ciò che non andava nella nostra città, per dare voce al deturpamento cittadino.

Ha portato avanti battaglie grazie alla cultura e al giornalismo, fondando il giornale. Si è scontrato con la gente, ma sempre spinto dalla voglia di lottare e dare un senso etico alle nostre azioni. Io non dimenticherò mai Padre D’Angelo, gli sono stata accanto fino alla fine, promettendogli di portare avanti la sua missione, che era quella di dare voce e denunciare tutto ciò che meriti attenzione, bello o brutto che sia, perché solo così si può crescere».

Ed è proprio la volontà di dare voce ai giovani e supportare la cultura che ha permesso a questo concorso di crescere, anche grazie al sostegno della Proloco che da anni collabora nell’agevolare le associazioni e il loro lavoro.

«Noi cerchiamo sempre di dare il nostro aiuto e sostegno alle attività delle realtà associative – ha dichiarato Gerardo Strippoli – perché solo con la collaborazione queste manifestazioni possono crescere e prendere più forza. Io personalmente ho un piacevole ricordo di Padre D’Angelo. É stato grazie a lui che ho cominciato a pubblicare i miei scritti. Lo ricordo come un uomo attento osservatore della vita cittadina e molto vicino ai giovani, alla gente».

Novità di questa edizione è stata la suddivisione degli elaborati in due categorie, una per le scuole superiori con le rispettive borse di studio, e una per le scuole inferiori, con altre borse di studio. Il primo premio relativo alle scuole superiori è intitolato alla memoria di Chiara Clemente, mentre un’ulteriore donazione di duecento euro della famiglia Calvi andrà alla scuola che invierà più elaborati. Ci saranno due giurie distinte, la prima per le scuole superiori formata dai docenti Adduci, Tarantini e Tommasicchio, mentre per le scuole inferiori, dai docenti Walter Tesoro e  Micello e dal direttore de “Lo Stradone”, Giuseppe Di Bisceglie.

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