“Buone pratiche amministrative”. Dal confronto con altri Comuni d’Italia al programma futuro

La Redazione
Un'immagine dell'incontro organizzato da UnCantiereInComune

Alla serata di "UnCantiereInComune" intitolata “Cosa mettiamo in comune – Buone pratiche di amministrazione locale” hanno partecipato numerosi cittadini e rappresentanti di associazioni e movimenti

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“Interessanti spunti sulle buone pratiche di amministrazione”. Sono stati questi i contenuti della tavola rotonda voluta e organizzata sabato scorso dal movimento politico culturale UnCantiereInComune, nella sede di via Galilei.

L’incontro, dal titolo “Cosa mettiamo in comune – Buone pratiche di amministrazione locale”, è stato moderato dalla presidente del movimento, Mariangela Mosca.

Ricco il parterre di relatori, di varia estrazione politica e provenienti da diversi Comuni, non solo pugliesi: da Luca Mascolo sindaco di Agerola (NA) a Giulia Pietroletti, assessore all’ambiente e al decoro urbano del V Municipio di Roma, entrambi espressione di amministrazioni di centrosinistra; da Magda Merafina, assessore alle politiche sociali del Comune di Andria, in quota centrodestra, a Renato Bucci, già sindaco di Corato.

La serata ha visto una folta partecipazione di cittadini e rappresentanti di associazioni e movimenti, e si è conclusa con l’impegno da parte della presidente di dar seguito all’iniziativa con i tavoli di lavoro sulle tematiche affrontate, aperti a tutta la cittadinanza.

Il sindaco di Agerola, in una interessante e dettagliata relazione, ha illustrato la strategia di sviluppo della sua amministrazione, grazie alla quale il comune partenopeo ha messo in campo performances virtuose non solo nell’ambito della sostenibilità ambientale, ma anche in quello turistico-culturale ed economico-produttivo. Agerola, infatti ha conseguito importanti riconoscimenti quali: il premio “Comuni Ricicloni ‘12”, come miglior startup nel porta a porta; il premio “Comuni virtuosi – sezione rifiuti” nel ‘13 e il “ Premio Natura” nel 2014.

«A permettere il successo dell’amministrazione – ha dichiarato Mascolo – è stata la filosofia che ha ispirato il Comune nel percorso del porta a porta che in un solo anno, dal luglio 2012, ha visto crescere la sua percentuale di raccolta differenziata da un esiguo 25% a uno straordinario 77%, con una riduzione di oltre 260 tonnellate di rifiuti rispetto al 2011. Alle famiglie che effettuano il compostaggio della frazione organica nel proprio giardino (500 su 3000) il Comune applica, inoltre, uno sconto del 10% sulla tassa dei rifiuti. In una sola notte, tra l’1 e il 2 luglio 2012, abbiamo eliminato tutti i cassonetti stradali e impiantato aiuole al loro posto grazie all’aiuto di 50 volontari fra amministratori e cittadini».

La centralità del cittadino e dell’importanza della sua partecipazione attiva alla vita della città è stata anche il tema fondamentale della relazione di Giulia Pietroletti. L’assessore all’ambiente e al decoro urbano del V Municipio di Roma ha illustrato degli interessanti esperimenti di cittadinanza attiva nel suo popoloso territorio (sono quasi 260.000 i residenti nel “suo” Municipio), tutti relativi alla gestione e alla manutenzione di spazi pubblici, in particolare di aree verdi e orti urbani.

«Ho sempre sostenuto e lottato da semplice cittadina, già da prima di iniziare la mia attività politica – ha esordito la Pietroletti – per la tutela e la riqualificazione del verde pubblico. Attraverso l’esperienza ho capito che dalla crisi dei fondi pubblici per la gestione e manutenzione di spazi pubblici si può uscire solo attraverso forme innovative di gestione, coinvolgendo tutta la cittadinanza e razionalizzando l’attività del servizio aree verdi,  spesso  gestito in maniera centrale e  inefficiente».

«I cittadini – ha aggiunto l’assessore capitolino – hanno il diritto di esprimersi su come progettare gli spazi verdi di quartiere e l’amministrazione deve tener conto delle loro esigenze, ponendo le condizioni affinché il principio di “sussidiarietà” previsto dalla nostra Costituzione sia applicabile e realizzabile dagli stessi cittadini». La Pietroletti, tra l’altro, ha moderato un workshop sull’innovazione nella gestione degli spazi pubblici nell’ultima Biennale dello spazio pubblico a Roma.

Della centralità del cittadino e della sua responsabilizzazione in progetti tesi a reinserire chi appartiene a categorie a rischio nel mondo del lavoro ha parlato l’assessore alle politiche sociali del Comune di Andria, Magda Merafina.

Il vicino Comune di Andria è riconosciuto come uno dei centri all’avanguardia nell’erogazione di servizi socio-sanitari, un merito che arriva dal passato e ha portato la realtà cittadina ad essere punto di riferimento delle politiche sociali a livello territoriale e regionale.  L’assessore Merafina, dal canto suo, ha saputo confermare e rilanciare il patrimonio di esperienza maturato in quel di Andria con progetti innovativi che – messa al bando la filosofia dell’assistenzialismo – sono tesi ad abbracciare e diffondere l’idea dell’assunzione di responsabilità e della cittadinanza attiva. Anche in riferimento alle categorie deboli, svantaggiate e a rischio.

Dopo aver illustrato bandi, progetti e i numeri degli utenti beneficiari delle varie misure attivate, la Merafina ha ricordato che «in un momento di grave crisi economica e di valori, l’appello è ad un impegno sinergico a promuovere e realizzare azioni di sistema per contrastare i fenomeni di disagio sociale. Le povertà non hanno colore politico e tutte le istituzioni, nel reciproco rispetto, sono tenute alla cura del bene pubblico».

Renato Bucci, in linea con il tema ricorrente dei precedenti relatori, ha ribadito come “le buone prassi di amministrazione locale non hanno colore politico, ma sono virtuose se pongono le basi per una gestione trasparente e partecipata della cosa pubblica, in tutti i suoi settori. La trasparenza, ingrediente fondamentale per una buona amministrazione, secondo Bucci, passa anche attraverso dei fermi “no” a condotte clientelari e propagandistiche.

Un’amministrazione virtuosa è tale se non si basa su “promesse” di interventi risolutori “dall’alto”, ma invita i cittadini a partecipare al processo decisionale con un’assunzione di responsabilità, di consapevolezza critica e di partecipazione attiva in prima persona”.

La presidente Mosca ha ricordato, infine, “alcune buone pratiche realizzate nei 5 mesi di amministrazione Bucci, con particolare riferimento al settore dei servizi sociali, grazie all’operato dell’assessore Mimma Di Gennaro, e a quello delle politiche giovanili guidato dall’assessore Loredana Cialdella” tra cui “: Buoni servizio conciliazione per l’infanzia e l’adolescenza: a luglio sono state sbloccate le procedure di attivazione; i primi di novembre erano pervenute già 101 domande e sono stati avviati ai servizi sociali 130 minori; Buoni servizio conciliazione per disabili e anziani: a luglio sono state sbloccate le procedure di attivazione; i primi di novembre è stata raggiunta l’intesa con l’ASL per la gestione integrata dei servizi ed erano già pervenute 3 domande; Home care premium (finanziamento per cittadini in condizioni di non autosufficienza): a luglio sono state sbloccate le procedure di attivazione; i primi di novembre erano già pervenute 56 domande; Percorso di programmazione partecipata per la stesura del Piano Sociale di Zona: dedicati 8 incontri per l’elaborazione delle politiche sociali e sociosanitarie; Approvazione del protocollo operativo per le adozioni e per l’affidamento famigliare dei minori; Inoltro alla Regione Puglia di proposta progettuale per percorsi di affidamento famigliare; Potenziamento delle risorse economiche per l’assistenza specialistica per gli alunni con disabilità della scuola primaria; Delibera di attivazione dello sportello del volontariato  a cura del centro servizi San Nicola; 250 ragazzi coratini coinvolti in 8 progetti di cui 4 scambi giovanili azione 1.1 del programma comunitario gioventù in azione”.

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Commenti

  • lolek80 (utente non verificato)

    E quindi? Morale della favola? Si è voluto mettere in risalto tutto quello che l’amministrazione Bucci non è stata in grado di fare? E non ce ne usciamo con solite menate che l’amministrazione è durata poco, che c’era l’anatra zoppa e che bisognava passare dal consiglio comunale. Il sindaco aveva strumenti, previsti dalla legge, che gli consentivano di governare superando l’ostruzionismo dell’opposizione. In questi mesi abbiamo assistito solo ad una serie di chiacchere e immobilismo amministrativo dettato dall’incapacità di amministrare la cosa pubblica. La città è caduta in un totale immobilismo. Mi auguro che questo incontro non sia uno dei tanti a scopo elettorale.