Vertenza Aqp-Belvedere, Bucci: «Il debito è nato con l’accordo fatto da Perrone nel marzo 2013»

Vincenzo Pastore
Vertenza Aqp-Belvedere

In un comizio tenuto sabato, l’ex sindaco Bucci mostra un accordo datato 13 marzo 2013 in cui Aqp, Iacp e Comune concorderebbero in 500mila euro la somma da pagare da parte di alcuni condomìni del Belvedere per la dispersione d'acqua

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Un documento che mostra un accordo datato 13 marzo 2013 in cui Acquedotto pugliese, Istituto autonomo case popolari e Comune di Corato concorderebbero in 500mila euro l’ammontare del debito di alcuni condomìni del rione Belvedere in virtù dell’annosa dispersione d’acqua nel quartiere.

Un accordo – si legge nel verbale reso pubblico da Bucci e che presenta solo la firma del direttore dello Iacp – nel quale il Comune era rappresentato da Luigi Perrone, già eletto senatore della Repubblica e da un paio di mesi non più sindaco della città.

E’ questo il tratto saliente del comizio tenuto sabato sera in viale Po dall’ex sindaco Renato Bucci, nuovo capitolo della vicenda sulle “bollette pazze” che da tempo tiene in ansia oltre 200 famiglie. Al centro della questione c’è il pagamento di ingenti somme richieste ai residenti dall’Aqp per consumi e dispersione d’acqua. Somme – almeno quelle relative alla sola dispersione – di cui l’Aqp ha momentaneamente sospeso il pagamento in attesa di un ricalcolo del debito.

In piedi sul “suo” camioncino rosso, l’ex sindaco Bucci apre di fatto la campagna elettorale ripartendo dallo stesso piazzale che aveva celebrato la sua elezione nel giugno 2013. Ad ascoltarlo, un centinaio di cittadini.

«Il vostro debito è nato proprio nell’accordo del marzo 2013, non con l’acqua dispersa con la quale voi non c’entrate niente», tuona Bucci mentre un gelido vento sferza la piazza.

Secondo il documento, queste sono le cifre del piano di rientro del marzo 2013: 890.135,35 euro la somma debitoria totale verso l’Acquedotto; 125.000 euro la quota spettante dall’Istituto autonomo case popolari</a>; 195.000 euro la parte dovuta da Aqp per allontanamento e depurazione; 70.000 euro un ulteriore abbuono dall’Acquedotto; 500.135,35 euro la morosità residua. Ripartita fra 224 unità abitative, si hanno 2.232,75 euro come quota pro modulo e 37,21 euro di quota mensile per ogni unità abitativa per 60 mesi.

In due documenti pubblicati da un videoproiettore su un pannello, Bucci commenta le lettere in cui, prima al commissario prefettizio (con lettera datata 19 dicembre) e poi all’Ania (il sindacato degli inquilini, con missiva del 22 gennaio 2014), l’Aqp ricorda che i debiti pregressi dei condomìni per la dispersione idrica «sono stati solo momentaneamente sospesi».

Una presa di posizione che smentirebbe il comunicato stampa pubblicato il 10 dicembre sul sito del Comune in cui si annunciava che, a seguito di un incontro avvenuto il giorno prima in prefettura con i responsabili di Aqp, con il commissario Dabbicco, il senatore e presidente Anci Puglia Perrone e un rappresentante del condominio “Domus Aurea”, «gli utenti interessati alla dispersione idrica che è persistita negli anni 2007/2012, sono esonerati dal pagamento delle quote di dispersione  come quantificate e comunicate nei piani di rientro inoltrati dall’Aqp». Analogo annuncio era stato fatto in un volantino a firma di Perrone e distribuito ai residenti.

L’ex sindaco ricostruisce quindi della vicenda, a partire dall’assemblea cittadina tenuta il 23 settembre scorso con i residenti cittadini interessati dalle bollette esose.

«Tutti avevano queste bollette di migliaia di euro con la rateizzazione ma in quell’incontro del 23 settembre nessuno sapeva esattamente come si era formato questo debito». Bucci ripercorre la storia, passo dopo passo, commentando a braccio alcune slide. «Io invitavo a essere uniti e forti. Su questioni di questo tipo il Comune è vicino alla popolazione, ma essa si deve organizzare, sennò si resta in attesa di qualcosa, di un miracolo, di un intervento miracoloso ma sono i cittadini a dover prendere in mano questi problemi».

In questi mesi i residenti si sono affidati ad avvocati e sindacati per poter risolvere la controversia con Aqp e Iacp. Fino a quel 10 dicembre e al comunicato pubblicato sul sito del Comune: «Rimasi stupito, mi sembrava improbabile un risultato del genere non essendoci state altre riunioni, nulla che avesse sbloccato la situazione a tal punto. Chiesi a sindacati, avvocati, ma nessuno ne sapeva niente. Di solito queste riunioni vengono verbalizzate ma non esiste documentazione. Qui si sono stappate bottiglie, giustamente. Nel momento in cui un senatore della Repubblica e un commissario prefettizio fanno questo è giusto, quantomeno in prima battuta, crederci».

Bucci poi si rammarica che «sull’onda dell’entusiasmo per questo risultato, molti di voi mollarono le iniziative intraprese. Questo mi ha fatto male perché i cittadini non devono mai perdere forza, identità, organizzazione». Nei giorni successivi l’Acquedotto ha più volte ricordato che non si tratta di «esonero» dal pagamento ma di «sospensione».

Poi l’ex sindaco passa al contrattacco, nel mirino Perrone: «Ho sempre detto che qualunque cosa un sindaco deve fare o comunque un altro politico è dire la verità, dire le cose come stanno, non illudere i cittadini. In un quartiere come questo, nel momento in cui, pur di fare cassa di consenso, pur di raccattare qualche applauso veloce, pur di diventare i paladini, i maghi, si dicono bugie di quel tipo, bugie da bambini. Fare questa operazione significa fare dei danni enormi, scollare quel poco di organizzazione che si era formata, riportare nelle vostre teste, nelle vostre pance, l’idea che la politica fa i miracoli o i regali e che voi non servite a niente».

Dal pubblico qualcuno chiede: «Come la risolviamo questa faccenda?». Bucci consiglia le vie legali, con una causa da intentare ad Aqp e Iacp per affidare a un giudice la decisione finale.

«Siamo ancora un paese nel quale basta un comunicato per gridare al miracolo. Basta un volantino per stappare lo spumante. Bastano queste cose per dimenticare quello che si è, quello che si deve essere: cittadini! Cittadini, perché se io vi prendo a comunicati falsi io vi considero carne da cannone, polli da batteria, gregge di pecore! E voi lo avete accettato!», affonda l’ex sindaco.

Il pensiero finale è proiettato verso un orizzonte lungo tre mesi, fino alle elezioni: «Preferisco non prendere voti piuttosto che prenderli con l’inganno. Preferisco dire le verità piuttosto che mettere un sacco di miele a pillole amare affinché voi non capiate neanche quello che state mangiando. Non salirò mai sul palco o prenderò un microfono nella chiesetta o farò mai un volantino per dirvi che io sono un mago e vi ho fatto la magia».

Al termine dell’incontro un gruppetto isolato di poche persone, con fischietto alla bocca, accenna una contestazione srotolando uno striscione: «Te ne sei andato all’acqua, ora vattene da qui. Non usare la gente di questo quartiere per i tuoi scopi politici. Bugiardo», il loro pensiero.

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Commenti

  • nunzio.calo (utente non verificato)

    Il gruppetto col fischietto in bocca ci ricorda che erano presenti, oltre ai residenti del rione belvedere, alcuni abitanti di topolinia!

  • fiorenzospina (utente non verificato)

    cum qual ardire lo mustelide piglia accordi sine dar accordanza cum lo vulgo inviece che cantar vittoria co’ Azazel facendose risa del misero plebeo? Sta accorto popolano che dai del lestofante a chi nun lo è giammai

  • filippo (utente non verificato)

    Egregio signor Bucci sarò breve,l’ho seguita in parte nella sua campagna elettorale che l’ha portata ad essere eletto Sindaco di questa Città , casualmente ho ascoltato il suo intervento nella zona Belvedere. Lei è stata una delusione nel suo breve percorso da Sindaco in virtù della sua esperienza, ritengo che lei non ha le capacità e la qualità per riproporsi a Sindaco, le aggiungo che la reputo una persona seria, onesta e trasparente ciò nonostante,le consiglio di rinunciare alla sua candidatura. Come cittadino esprimo tale parere precisando che non appartengo a nessuna fazione politica e non ho interessi di alcuna natura, con ciò intendo dire che urge a Corato un Sindaco e relativa Giunta che si adoperino nell’esclusivo interesse del paese che ad oggi subisce le conseguenze di conflitti politici che nulla hanno che vedere con le priorità dei cittadini.

  • Dr. Zoidberg (utente non verificato)

    questo fatto della “dispersione”, avrebbero detto i trettrè, a me mi pare nà strunzata. mi spiego meglio, se la perdita avviene prima, a monte del mio contatore, si può anche disperdere un oceano, a me non me ne frega un c**** e non pago nulla di più di quello che consumo. se la perdita avviene dopo il mio contatore, cioè in casa mia…e allora merito di pagare,perchè solo un c*******, non si accorgerebbe di un mare di acqua in casa, del contatore che gira, gira, anche se i rubinetti sono chiusi… e allora come si spiega questa faccenda? bho?

  • MIMM88 (utente non verificato)

    so tutt na maner…