I granatieri ricordano il tenente Vitantonio La Monica, medaglia d’argento al valore militare

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E' stato ricordato nei giorni, con una messa celebrata nella parrocchia Maria SS. Incoronata, il tenente dei Granatieri Vitantonio La Monica. L'iniziativa è stata promossa dalla sezione di Corato dell’associazione "Granatieri"
E’ stato ricordato nei giorni, con una messa celebrata nella parrocchia Maria SS. Incoronata, il tenente coratino dei Granatieri Vitantonio La Monica. L’iniziativa è stata promossa dalla sezione di Corato dell’associazione nazionale “Granatieri di Sardegna” intitolata proprio a La Monica.
«I cittadini presenti in chiesa erano tanti – scrivono gli organizzatori – sorpresi ed incuriositi nel vedere le numerose bandiere e labari schierati sull’altare. Tutta la cerimonia è stata caratterizzata da una profonda commozione iniziata coi tre granatieri in armi che, accompagnati dalla Marcia Funebre di Chopin, hanno deposto ai piedi dell’altare, accanto ad una gigantografia dell’eroe caduto, l’elmetto Adrian appartenutogli».
Subito dopo c’è stato l’intervento del presidente, il granatiere Giuseppe Caldarola che ha ricordato le gesta del tenente La Monica.
«Il 14 gennaio 1918 infatti, a Caposile sul Piave, durante un contrattacco alla baionetta, La Monica cadde ferito all’addome mentre incitava i suoi al grido “evviva i granatieri, evviva l’Italia” e piantava furiosamente nella schiena di un austriaco fuggente una baionetta.
In quelle condizioni più che disperate, stette fino al 19 gennaio nella quinta ambulanza chirurgica d’armata. Lì morì, accompagnato nella preghiera, con il pensiero rivolto a Dio, alla patria e alla famiglia. Fu insignito dell’alta onorificenza della medaglia d’argento al valor militare».
Al rito religioso celebrato da don Gino De Palma, oltre ad alcuni componenti della famiglia La Monica, erano presenti numerose autorità tra cui, fanno sapere i Granatieri «il senatore Luigi Perrone, l’assessore provinciale Franco Caputo, il generale Domenico Zucaro, il delegato provinciale Assoarma brig. gen. Felice Marchese, il presidente della locale sezione bersaglieri gen. Pasquale Stella, il gen. Giuseppe Francavilla, il cap. Mauro Lastella del comando militare esercito Puglia, il tenente medico Francesco Tarricone con tre granatieri in grande uniforme di rappresentanza inviati dal primo reggimento granatieri di Sardegna, il lgt. Pietro Zona comandante la caserma carabinieri, il lgt. sottufficiale di corpo Franco Tedone in rappresentanza del col. Raffaele Schena comandante del nono reggimento f “Bari” di stanza a Trani, il m.llo Cataldo Ferrara in rappresentanza del col. Cosimo Prencipe comandante dell’82° Reggimento f “Torino” di stanza a Barletta, il cap. Giuseppe Loiodice vice comandante della Polizia Municipale, tre sorelle infermiere volontarie della C.R.I. di Bari.
Erano presenti inoltre le Associazioni Combattentistiche: Mutilati e Invalidi di Guerra rappresentata dal Presidente Vincenzo Piarulli, Carabinieri col Presidente Cataldo Lamarca, Bersaglieri, Granatieri, Marinai d’Italia di Barletta, Genieri e Trasmettitori di Trani, Bersaglieri di Andria con il Presidente Provinciale B.A.T Antonio Lomuscio e il Presidente Regionale Ferdinando Damiani, l’Istituto Guardie d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, rappresentato dall’Ispettore Regionale Domenico Fata e dal Delegato Provinciale Oronzo Cassa, le Guardie Ambientali d’Italia coordinate da Franco Ventura, l’Associazione “Enzo Grossi” rappresentata da Franco Bucci, e di volontariato Misericordia».
Durante la messa sono stati ricordati i caduti di tutte le guerre e delle missioni di pace, menzionando a tal proposito il Generale di Divisione Giangiacomo Calligaris di 58 anni deceduto lo scorso 23 gennaio insieme al Tenente allievo pilota Paolo Lozzi di 28 anni, a bordo di un elicottero dell’Esercito precipitato nel viterbese durante un volo di addestramento. Il pensiero è andato ai anche ai soci Granatieri “andati avanti” Attilio Tedone, Mario Luigi Cantatore e Giuseppe Marzocca.
Prima della benedizione finale impartita da don Gino De Palma, il presidente Caldarola ha letto la “Preghiera del Granatiere” mentre il trombettiere ha eseguito “Il Silenzio” fuori ordinanza.
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