La ricerca contro il cancro fa il pieno. Oltre 800 retine di arance distribuite dai volontari Airc

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Nessun esercente o imprenditore ha negato il proprio contributo ad Airc nonostante il magro periodo economico stia interessando tutti. Il ringraziamento dell'Airc
Nonostante le condizioni metereologiche non fossero favorevoli per svolgere la manifestazione in piazza Cesare Battisti come ogni anno, i volontari Airc hanno sfidato pioggia e freddo e hanno percorso le vie della città in lungo ed in largo, bussando alle porte di tutti, attività commerciali e aziende incluse.
Ben 800 sono state le reticelle consegnate, nessun esercente o imprenditore ha negato il proprio contributo ad Airc nonostante il magro periodo economico stia interessando tutti.
«Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno permesso all’Airc di sperare, anche quest’anno, nel sostegno del popolo coratino» spiega Milena Papagno, responsabile cittadina dell’Airc.
Un particolare ringraziamento va al Cannillo, proprietario dell’Eurospar, che ha ospitato la manifestazione all’interno del Maxistore di via Prenestina, permettendo così, ad alcuni volontari, di raccogliere fondi. Grazie di cuore, sig. Cannillo.
Un grande secondo grazie va agli studenti dell’istitutto tecnico Tannoia che, con l’aiuto dei professori, hanno contribuito alla raccolta fondi ricevendo in cambio ben 50 reticelle di arance.
Ringrazio ancora tutti i dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado che hanno aperto le porte ad Airc, ospitando l’iniziativa “Cancro io ti boccio” il 24 gennaio. Grazie infine a tutti per aver dimostrato tanta sensibilità, grazie per aver voluto con il vostro contributo “mettere il cancro all’angolo”, proprio come dice il nostro motto. Appuntamento al prossimo anno».
Commenti
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grazie a VOI per l’impegno ed il tempo dedicato.
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si caro lei ci sono anche a Corato tantissimi ammalati che sono stati curati con chemio anche diverse tra loro che da 10 e più anni vivono stanno bene e lavorano normalmente. Certo non mettono il manifesto per tenerla aggiornata sul proprio stato di salute. Non dimentichi che prima ai parenti degli ammalati di questa malattia qualunque fosse la sua localizzazione si soleva dire…..ha solo due tre mesi di vita….ma per piacere andate a fare altro e non scrivete boiate pazzesche perchè siete disinformati e disgustosi
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qui si arriva a parlare di malattie oncologiche senza nemmeno sapere cosa sono; qui si parla di istituti ospedalieri e di ricerca senza nemmeno sapere , forse, dove sono ubicati: al commento n 9 : ma dove sta l’oncologico a Capurso, Toritto o Valenzano…..forse sta a Sovereto? Non ci sono solo chemio all’oncologico, ma c’è reparto chirurgico, radioterapico, cure palliative, terapia contro il dolore e supporto psicologico, ricovero non per i malati terminali ma proprio per quelli sottoposti a terapie innovative e di ricerca che si svolgono quotidianamente nel suddetto ospedale grazie al lavoro estenuante di tutto il personale medico e paramedico ecc ecc ecc e molto altro ancora. Se lei, non glielo auguro mai e poi mai, si dovesse ammalare di cancro le consiglio di rivolgersi ai fattucchieri tipo Vannoni e non al suddetto centro
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Rispondo al commento 8. L’oncologico di Bari è un IRCCS dovrebbero fare ricerca. Mi sa che somministrano solo kemio nel reparto oncologico. Il problema sta solo nel curare. Non c’è guarigione. Nessuno muore per un tumore al..dove volete voi , ma si muore per le cause accessorie. Altri organi che si ammalano. Fin quando il tuo emocromo è ok, via di corsa a spararti flebo con la presunzione di guarirti. Quando sei sfiancato e stremato, ti diranno che non c’è più niente da fare e ti mollano. Non servi più. Trovatemi un caso di neoplasia curata con kemio e che a distanza di 3-4 il paziente è sano come un pesce. Non esiste. Oggi si curano le malattie, è questo il business. Bisogna scoprire le cause.
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Rispondo ancora al commento n. 7. Sono ben due anni che giro nel reparto oncologico di Bari. Non so dove lei stia , ma le assicuro che tutti i malati vengono trattati non come lei dice. Personale medico e paramedico sempre super gentili pronti ad intervenire e a fare più del loro dovere tanto da sembrare loro stessi parenti del malato. Non esiste gerarchia di ruoli. Sorrisi, gentilezze e amarezze quando il farmaco non ha l’ effetto voluto x la malattia.parlo del reparto di ginecologia oncologica. Si parlava comunque di ricerca alla quale dobbiamo tanto di cappello.
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Rispondo al commento 6. Forse Lei non è mai entrata in un Istituto Oncologico. Numeri, siamo trattati come numeri, pazienti nell’attesa di una flebo “miracolosa” che devasta il ns. organismo. Più ne fanno meglio per loro. Nessuno sopravvive a 2 anni di kemio. Le statistiche che parlano di 5 anni sono solo casi del 2-3%. io la cognizione di causa potrei non averla ma ho la cognizione dell’effetto. Vivere meglio dopo cilci di kemio? Lei li ha provati? Si vive meglio? in quale film lo ha visto. Non è una vita che auguro a nessuno. Sono gli effetti collaterali del Farmaco che rovinano l’organismo. Credeteci
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Grande Milena!!! Il signore:”malati all’angolo”, ha parlato senza cognizione di causa. Confermo che grazie alla ricerca chi si ammala, può sperare di vivere più a lungo rispetto a qualche anno fa, anche le condizioni di vita del malato sono migliorate. Purtroppo lo stato dovrebbe fare di più: dare più sovvenzioni alla ricerca che non è mai sufficiente e non permettere ai ricercatori di cercare fuori paese ciò che qua non hanno. Avanti ricercatori non mollate. Prima o poi il cancro diverrà curabile come tutte le malattie.
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Rispondo al commento di” malati all’angolo” precisando che i soldi raccolti da AIRC, servono a finanziare borse di studio date a ricercatori meritevoli. Il cancro purtroppo oggi uccide ancora, ma sicuramente meno di 30 anni fa. La ricerca cura e migliora la vita di coloro che si ammalano di cancro e deve sapere che la medicina sta studiando una chemioterapia più mirata e meno invasiva. Le percentuali di guarigione sono salite nel corso di questi anni e non penso proprio che il 98% di chi contrae un cancro, poi muore, la prego di documentarsi meglio e se vuole, mi contatti, posso mostrarle il bilancio sociale di Airc, da dove si evincono le notizie sui progetti finanziati. Cordiali Saluti.
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Infatti è grazie alla ricerca che la mortalità è scesa notevolmente. C’è gente che ci crede veramente e non può essere sminuito il proprio impegno, lavoro e dedizione con dei dati fasulli e insensati. Invece di sminuire tutto ciò cerchiamo d incentivare e sensibilizzare gli altri solo cosi si può cercare di vincere
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Gent.ma Sig.ra Papagno gradirei da Lei un dato. I fondi raccolti dalla Vs. iniziativa vanno nelle casse dell’airc, che sono abbastanza piene di liquidità e immobili. Pe sconfiggere il Cancro si deve fare Ricerca. Sono 30 anni che si fa ricerca. Però ci sono tanti malati e decessi di Cancro. Non si sta facendo ricerca! Quali i risultati? Con o senza ricerca l’uomo è destinato ad ammalarsi e finisce nei meccanismi chemioterapici della Medicina che salva solo il 2% degli ammalati. Per gli altri 98% “spiacenti avete perso”.
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B R A V I ! ! !
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La Natura, unico mio riferimento nella vita, è così: prendere o lasciare. Quando ti mette nel mirino, diventa difficile tenerle testa. Ma è giusto provarci, affidandosi ai medici, e senza girare troppo, alla ricerca di quello ritenuto il migliore. Almeno, così ho fatto io, destinatario del suo pensierino…







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