Il Sole 24 Ore seleziona dieci mostre nel mondo. C’è anche “Lo zerbino Labianca” della CoArt gallery

La Redazione
“Lo zerbino Labianca” selezionato dal Sole 24 Ore

Il Sole 24 Ore seleziona 10 mostre in tutto il mondo, tra queste: la CoArt gallery di Corato con la mostra “Lo zerbino Labianca”- personale di Beppe Labianca a cura di Alexander Larrarte

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L’eros declinato in dieci mostre selezionate in giro per il mondo. Pittura, scultura, fotografia mettono al centro il corpo come spettacolo continuo e vero simulacro della realtà concepita come immagine. Il nudo che riecheggia un po’ dovunque nell’immaginario e nella rappresentazione della società dei consumi e eletto ad argomento principe da molti curatori, certi dell’effetto richiamo sul grande pubblico.

Dieci le mostre mostre selezionate dal “Il sole 24 Ore”, mostre e musei di prestigio in tutto il mondo: “Balthus: Cats and Girls – Paintings and Provocations”  Metropolitan Museum of Art di New York- USA, “ la Ibiza degli anni ’80” Institute of Contemporary Arts, London – UK , “Photography Now: il corpo come metafora” Palazzo del Monferrato – Alessandria, “Gola profonda” Museum of Sex, New York – USA, “John Duncan Fergusson” Scottish National Gallery of Modern Art Two – Edinburgh, “Mostra d’arte italiana modernizza affreschi romani con modelle nude” CAM Museum – Casoria (NA), “Pauline Boty” Pallant House Gallery, Chichester, West Sussex – UK ,” Pornografia del natale” Terry May Home Gallery – Ferrara, “Il corpo umano nell’arte indiana pre-coloniale è celebrato sia come sensuale che sacro” Europalia International Arts Festival, BOZAR, Brussels – Belgium.

Tra queste anche la mostra “Lo zerbino Labianca” personale di Beppe Labianca a cura di Alexander Larrarte presso la  CoArt gallery di Corato.

Operazione complessa nelle sale della CoArt gallery, messa in scena della condizione umana, erotismo  e voluta provocazione: l’artista è da utilizzare come uno zerbino. Sagome in ferro, elemento caratteristico di un certo lavoro degli ultimi cinque anni, realizzate con la logica del pittore, strutturano un luogo della coabitazione in un teatro che non è solo carnale ma molto più spirituale, psichico.

Le sagome, fra cui tre autoritratti dell’artista Beppe Labianca, un ermafrodito alato che accoglie i visitatori a figure che riecheggiano la civiltà contadina ed una “caduta della Dea”, racchiuse in una propria condizione di solitudine, rapite da sensazioni imprecise ma violente, non dialogano tra loro, non guardano ma fissano e tengono gli occhi sulla scena che verrà a crearsi e si completerà con la presenza dell’osservatore. A completare la scena la proiezione di un mare calmo su una sagoma in ferro dipinta, un autoritratto dell’artista, quasi a cessare un disagio esistenziale nella consapevolezza dell’essere.

La mostra sarà visitabile fino al 26 gennaio dal lunedì al sabato, negli orari 10-12/18-21.

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