Sale giochi, slot machine, video lottery e scommesse. E’ boom in città

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Corato svetta sui Comuni vicini nel raggio di 25 km, considerando il numero di sale giochi ogni 1.000 adolescenti (11-18 anni) residenti: ci sono 4.9 sale giochi ogni 1.000 adolescenti coratini.
Non solo una “piaga” dai costi sociali elevatissimi, tanto subdola quanto pericolosa, ma una vera e propria dipendenza patologica con segni e sintomi chiari, soprattutto, a chi circonda il soggetto che ne è affetto. I media la definiscono “ludopatia”, gli specialisti “gioco d’azzardo patologico”.
Etichette a parte, si tratta “dell’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse”, come si legge sul sito del Ministero della Salute che di recente ha inserito la cura del disturbo nei LEA, Livelli Essenziali di Assistenza, a testimonianza della natura patologica del “fenomeno”. Sa bene di cosa si tratta chi si lascia avvincere da scommesse – anche on line – o da slot machine, video poker et similia, fino a dilapidare il proprio reddito o i risparmi di una vita.
Di recente la “ludopatia” è tornata alla ribalta per via di un emendamento “discutibile” approdato in Senato e poi ritirato, negli ultimi scampoli del 2013. Inoltre, il Consiglio regionale pugliese ha approvato – lo scorso 13 dicembre – un’apposita legge, la n. 169/2013 dal titolo “Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP)”, che – fra l’altro – istituisce un osservatorio regionale dedicato al fenomeno e il marchio regionale “Libero da slot”, destinato ai locali non dotati di apparecchiature per il gioco d’azzardo. I Comuni, poi, dovranno istituire un pubblico elenco degli esercizi in possesso del marchio.
A Corato se ne parlerà venerdì 10 gennaio, a partire dalle 18.30 presso la biblioteca comunale, nella tavola rotonda voluta dall’associazione di promozione sociale “Harambè”, in collaborazione con “Sardinia open data”, il Ser.T di Ruvo di Puglia e con il patrocinio del Comune.
Ad approfondire il tema – complesso e spinoso – Maria Grazia Sasso, psicologa e componente di “Harambè”, e Davide Massidda, psicologo e psicometrista, sardo d’origine e coratino d’adozione, autore di una ricerca condotta a partire da un’inchiesta pubblicata nel luglio scorso dall’edizione italiana dell’autorevole rivista Wired, a firma di Raffaele Mastrolonardo e Alessio Cimarelli.
«Il termine ludopatia o meglio ‘gioco d’azzardo patologico’ – sottolinea la psicologa – si riferisce ad una vera e propria forma di dipendenza non legata all’abuso di una sostanza, ma all’adozione di uno specifico comportamento. In questo senso, il gioco d’azzardo patologico si inserisce tra le cosiddette ‘nuove dipendenze’, fra cui rientrano, per esempio, la dipendenza da internet o quella affettiva».
Molteplici i fattori che ne determinano l’insorgenza, a cominciare «da una predisposizione individuale alle gratificazioni della vincita, che agisce come rinforzo, alimentate poi dal desiderio di realizzare dei sogni. A volte poi – specifica la Sasso – capita di non riuscire a valutare le situazioni in modo realistico, possiamo cioè avere l’illusione di poter smettere in qualsiasi momento, ma una volta instaurata la dipendenza non è così semplice».
Quali le dimensioni della ludopatia sul territorio? E come si collocano la Puglia e Corato nella mappa del fenomeno?
La ricerca curata da Massidda risponde a queste domande grazie agli ultimi dati forniti dall’AAMS (l’amministrazione dei monopoli di Stato) relativi al numero di esercizi abilitati al gioco nel 2012, incrociati poi con i numeri dell’ISTAT sulla popolazione residente. I dati dell’AAMS riguardano una molteplicità di giochi – dalle slot machine alle videolottery, passando per il più tradizionale Lotto – e un vasto panorama di esercizi, dalle sale Bingo a bar, tabaccai e agenzie di scommesse. Precisazione doverosa: i numeri dell’AAMS potrebbero non essere accuratissimi e contenere delle inesattezze; si tratta comunque della miglior fotografia del territorio disponibile, dati ufficiali alla mano.
Se il quadro nazionale registra una significativa impennata della spesa media giornaliera nel gioco d’azzardo complessivamente considerato (dal gennaio 2009 al gennaio 2012 la spesa media giornaliera segna un + 56,8%, mentre la spesa in slot machine e videolottery nello stesso periodo raggiunge un + 132%), dalle nostre parti non ce la passiamo bene.
Si consideri che – sulla base di quanto pubblicato dai giornalisti di Wired – nella relazione fra il numero degli studenti considerati “giocatori problematici” e il numero di sale da giochi ogni 10mila abitanti, la Puglia è fra le regioni con l’indice più elevato insieme alle regioni del centro-sud, Calabria in testa.
A confermare la tendenza della Puglia, poi, sono i dati sul numero di sale giochi: quasi il 10% di tutte le sale italiane sono nella nostra regione, per un totale di 883 esercizi.
«Inoltre – sottolinea Massidda – se sul territorio nazionale le sale giochi fossero distribuite omogeneamente rispetto alla popolazione residente, in Puglia dovremmo aspettarcene 632. Ce ne sono quasi il 40% in più, incrociando i dati AAMS con quelli ISTAT sulla popolazione residente». Sempre sulla base di questi dati le sei province pugliesi superano il resto d’Italia quanto a di densità di sale giochi per provincia ogni 1000 adolescenti, con la BAT in testa su tutte.
Nella ricerca firmata da Massidda, in particolare, la nostra città svetta sui Comuni vicini nel raggio di 25 km, considerando il numero di sale giochi ogni 1.000 adolescenti (11-18 anni) residenti: ci sono 4.9 sale giochi ogni 1.000 adolescenti coratini. Nel complesso, le sale giochi coratine, al 2012, sono 22. Nel corso del 2013 sette di quelle sale hanno chiuso i battenti, due sono diventate esercizi esclusivamente dedicati a slot machine e videolottery e una è diventata “corner sportivo”.
«Quindi, delle 22 sale giochi del 2012 – dice l’esperto – solo 12 sono arrivate tali e quali al 2013 e ne sono state aperte due nuove. Nell’anno appena trascorso, in totale, sono 14 le sale giochi coratine, un valore pro capite comunque elevato rispetto agli altri comuni della zona, anche se lo stacco si è ridotto». In particolare, mentre nel 2012, a Corato, non c’era alcun esercizio dedicato a slot e videolottery, nel 2013 se ne trovano tre, di cui due – come visto prima – erano sale giochi.
In definitiva, i dati che si ricavano complessivamente dalla ricerca evidenziano come in tutto lo Stivale all’aumentare dell’offerta di sale giochi aumenta anche il rischio di ‘gioco d’azzardo patologico’, in considerazione di quanto speso. E non solo. Se questa è la premessa, a Corato – visto in numero di esercizi abilitati – quel rischio si presenta particolarmente marcato. Un sillogismo, certo, ma i fattori di rischio vanno tenuto in debito conto.
Qualcosa di più su questo tema così delicato si potrà comprendere proprio nella tavola rotonda di venerdì prossimo.
«Abbiamo voluto un’iniziativa aperta alla cittadinanza – dicono all’unisono Massidda e Sasso – per sensibilizzare l’opinione pubblica sui profili patologici del gioco d’azzardo, senza che questo sia una ‘crociata’ contro le sale gioco. Intendiamo stimolare una maggiore consapevolezza dei rischi correlati per prevenire l’insorgenza della ludopatia. Approfondiremo il fenomeno dal punto di vista delle sue proporzioni sul territorio, il profilo della prevenzione e l’esperienza del Ser.T più vicino, grazie alla disponibilità del responsabile, dott. Vincenzo Leone».
Commenti
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E’ una VERGOGNA!!!!!! Mi sento offeso come cittadino nel vedere questo proliferare di attività ROVINA FAMIGLIE (Ragazzi, padri, ecc ludopatici)!!!!!!! Siamo nel degrado morale più totale con complice lo Stato e questi schifosi di politici collusi con le lobby !!!!!!!!
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non è vero che dove ci sono i soldi c’è cattiveria, forse parli cosi per invidia, o magari perché sei un tdg. Faccio solo un esempio per smentire quello che Lei afferma. BRUCE WAINE. Dietro la maschera del giustiziere Batman si nasconde il miliardario Bruce Wayne, uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo
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Quando lo Stato è biscazziere, spacciatore, protettore…tutto si può fare! Gente (di bestiale ignoranza, questo è vero) può ridursi sul lastrico, ammalarsi di tumore, dilapidare salute e gadagni, propri e di altri. Ma in fondo la colpa è la nostra… Ma attenzione, sta montando l’indignazione, non so quanto potrà rimanere sopita, io credo che presto accadranno fatti seri…
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Poveri noi ragazzi vittime di questo stato di merda fatto solo di facciata ma con zero sostanza……. Ecco cosa fa, leva sulla gente povera che riempie questi luoghi sterili che conducono alla rovina di intere famiglie, ecco cosa ci invita a fare invece che invogliare la gente al lavoro….. Introiti facili con ams “gioco sicuro” ecco cosa sono ladri legalizzati……. Dove ci sono i soldi c’è sempre il male e dove c’è il male, c’è la rovina dell’uomo….
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Caro gazzardo,sei riuscito a scrivere un cosi lungo post…..senza dire assolutamente niente! La domanda che sorge spontanea ,dopo un “attenta” lettura del tuo post , e’ : “………em’be’ ?”poiche anche presunti professionisti con presunti cervelli pensanti sono caduti in questa dipendenza…..ce la prendiamo con le sale giochi? E per gli obesi invece che facciamo? Chiudiamo le salumerie?
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Non è cosi semplice come sembra. Nelle spire del gioco d’azzardo ci sono finiti anche fior di professionisti,( e quindi si presuppone che il cervello funzioni), oltre che persone comuni, pensionati, giovani, disoccupati, casalinghe, che tentano di rimpinzare le entrate economiche, molto spesso a causa della perdita del lavoro,o dalle difficoltà economiche in cui si trovano milioni di italiani. Spesso, quando ci si ritrova infognato nel gioco d’azzardo patologico, è tardi, si sono fatti dei danni ingenti. Un giocatore patologico non si rende conto, fino a quando non ha raschiato il fondo del barile, che è entrato in un tunnel senza uscita. E’una malattia vera e propria, benchè si dica il contrario. Sono d’accordo che nessuno obbliga nessuno a giocare, se c’è domanda c’è offerta, le lobby del gioco fanno l’offerta, i giocatori ne fanno domanda, continuando a giocare, purtroppo, e lo stato ne approfitta comunque. Un saluto !!!
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Per terrone doc.Nella questione sale Slot tutti “mangiano” e continuano a “ingozzarsi”….La fondazione Vedrò(sovvenzionata proprio dalle SLOT ) ne e’ l’esempio emblematico..ministri di cdx sono azionisti di questa Fondazione i cui soci occulti restano appunto OCCULTI…il decreto che condonava i 98 MILIARDI ripeto 98 MILIARDI di multa(per evasione fiscale) alle sale giochi e’ passato grazie ai voti di sn e di dx.Il Generale Rapetto della GDF che ha indagato e scoperto l’evasione su proposta del CDX appoggiata del CSN e’ stato TRASFERITO…..
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Quoto decisamente commento 6. Si presuppone che abbiamo un cervello e che siamo dotati della possibilita’ di fare delle scelte. Che c’entra lo Stato o i gestori delle sale??Educhiamo i nostri figli , inculchiamo loro dei principi sani e insegnamo loro a vivere degnamente . Loro sono i cittadini del futuro. Dio non ha punito il serpente quando ha offerto la mela ad Eva, ne gli ha impedito che il serpente gliela offrisse………….ha punito Eva e suo marito per “AVER SCELTO ” di mangiarla!! …………e che punizione!!!!!!
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fa penitentia miserervole plebeo cum flagello alla mano, chè est melio fustigarse la sacca scrotale a suon nerbo che ioucarsi l’anima cum Mefistofele e i suoi diabolici ’ngegni mangiafiorini. Penitenziagite sciocchi villani! imparatete l’arti de far funzionar la cerebral cortice pe’ faticar nelli campi, pe’ pagar le gabelle e quant’atro serva pe’ la vostra misera vita e della vostra prole. lo mio honore giammai se sozzò intra la lottomatica bottega de Barbariccia et i suoi compari de malebranche. giammai tirerò fuori un sol quattrino dalla mia scarsella p’arricchir quella dello ministero delle finantie
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Condivido in gran parte quello che viene descritto nel commento 6 e ne riconosco le ragioni. Dissento sul mancato riconoscimento della patologia, che è definita tale, da innumerevoli ed autorevoli studi clinici. Anche la storia dello “Stato complice” mi appare fuori luogo e penso che una gestione completamente privata produrrebbe solo altra delinquenza. Vi sarebbe una possibile soluzione e vale a dire rendere il gioco delle slot illegale, ma questa e pura fantascienza, vuoi per il mancato introito nelle casse dello Stato, vuoi perchè la storia insegna: il fascino del proibizionismo ha sempre ingigantito ogni piaga sociale. L’unico rimedio è quindi l’autogestione, ma c’è qualcuno che si sente di giudicare? Io ad esempio sono affetto da “cibopatia”, dovrei perdere 40 chili e non riesco a liberarmi dal vizio di mangiare, i luoghi dove rovinarmi sono molto più numerosi delle sale slot e non riesco a smettere! Ovviamente sto scherzando, si fa per sdrammatizzare. Buona notte a tutti.
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sono anche delle vere lavanderie di denaro sporco .
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Io “tifo” per i gestori che si danno un lavoro e sistemano i fatti loro! C’è molto poco da lamentarsi egregi signori. Sarò un testardo impenitente, ma resto convinto della centralità del proprio essere, (qualcuno lo chiama libero arbitrio). L’uomo, per grazia ricevuta, può scegliere di vivere come vuole. La propria volontà, tranne che non è pazzo, lo porta a fare di se stesso quel che più gli piace, questo nella piena consapevolezza di ciò che per lui è buono o cattivo. Se ho deciso di non drogarmi, posso avere innanzi anche una tonnellata di stupefacenti, la cosa non mi riguarderà. Posso nuotare in un mare di alcol e non ingerirne perchè deciso a non alcolizzarmi, posso maneggiare milioni e restare onesto, posso scegliere di non giocare a carte per non rovinarmi, posso decidere di preservare la mia dignità. Disagio sociale? Povertà? Malattia? E no cari amici, conosco decine e decine di “VERI POVERI” che hanno la dignità e l’onore di un Re e poi non offendiamo chi è davvero malato!
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segni di un impoverimento della gente… si prova a giocare, a vincere… ma quando si vince? MAI! dimenticando che gratta&vinci, superenalotto e (non dimentichiamolo) le sale bingo che fortunatamente non hanno avuto fortuna provenivano (guarda caso!) da un certo LATO politico (leggasi csx)… mah!
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A me personalmente fa schifo chi ci va ! Soprattutto padri di famiglia che preferiscono stare li, togliendo tempo e denaro alla propria famiglia. E se parli con un qualsiasi ebete che frequenta quei posti ti dicono che non fanno niente di male! Sparatv!
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ah, misero villico! ah tapino plebeo! nun t’accorgi che giuochi co’ Belzebù ogne volta che pigi il tasto della de la slotta macchina? nun te accorgi che plaudi allo tuo feudatario (che voi nominate “stato”) mentr’egli vuota l’orinale sullo tuo cefalo ogne volta che t’arrischi a iuocare alla lottomatica? ah misero plebeo quaratino cum cerebro de variago ’gnorante che penzi te poter vincere! voi nun potete gnoscer che lo banco est sempre vittorioso et chi se trova la scarsella più leggera siete sempre voi. In verità la “ludopatia” nulla c’entra perchè lo vulgo nun vol gnoscer, nun vol comprendere! Esso alla verità preferia l’illusione. Pe’ la plebaglia è melio sguazzar nella melma como lo porco! bicurnuto et cumtento!
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Come al danielaformato dai politici, quando si tratta di pagare è fatto dai cittadini! Quindi saremmo sempre noi a pagare i danni causati dalla ludopatia…La solita ’zappa’ sui nostri piedi!!!…
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Peppino Caputo,( il mio nick è 0azzardo, ex giocatore compulsivo) non è come dici tu, le lobby e lo stato ci marciano sopra le debolezze delle persone, tra tabacchi, alcol, e giochi d’azzardo. Il problema è la scarsa informazione, o comunque una regolamentazione , non l’abolizione del gioco d’azzardo. Mentre gli spot pubblicitari invogliano le persone , forse più deboli, a sperare nel colpaccio, ” gioca adesso, vinci facile, vinci subito, ” e ormai le opportunità di gioco sono ovunque, mentre prima per giocare, dovevi recarti in appositi luoghi, spesso lontano da casa, inaccessibili per molti. Lo ripeto, domanda e offerta, però adesso è un’esagerazione. E se vuoi saperne di più, ho la mia pagina fb, mi trovi sotto “heming0azzardo” . Non sono il solo a combattere il gioco d’azzardo . Un saluto .







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