Il SerCorato intitola una nuova ambulanza alla memoria di Giuseppe Di Terlizzi

La Redazione
Una delle nuove ambulanze del Ser Corato

Il ruvese Giuseppe Di Terlizzi venne ucciso il 13 aprile 2012 nel corso di una rapina nel suo negozio di alimentari

2 3 commenti

Il 13 aprile 2012 veniva ucciso nel corso di una rapina nel suo negozio di alimentari, il ruvese Giuseppe Di Terlizzi, in un fatto di cronaca che sconvolse la città di Ruvo e non solo.

Ma sono in tanti ancora oggi a volerlo ricordare. Tra loro anche la pubblica assistenza SerCorato.

Questa mattina alle 10.30, dopo la celebrazione di una Santa Messa nella Cattedrale della città, il Ser inaugurerà due nuove ambulanze. E uno dei nuovi mezzi sarà intitolato proprio a Giuseppe Di Terlizzi.

«Vogliamo ricordare così – afferma il presidente del Ser, Fedele Tarantini – la figura di un onesto lavoratore barbaramente ucciso nel corso di una rapina a mano armata commessa da balordi delinquenti».

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Commenti

  • salvatore di gennaro (utente non verificato)

    Ho sempre sostenuto (“vox in deserto clamavit”) la necessità di non intitolare nessuna cosa a politici e militari, dato che costoro necessariamente, nel corso della loro vita, sono dovuti scendere a patti con la propria coscienza. Ma farlo nei confronti di Giuseppe Di Terlizzi è un atto davvero bello. Solo che, a parer mio, le ultime parole di Fedele, che d’altro canto conosco da quando aveva sei anni, tolgono il sublime che c’è in questo avvenimento. Il discorso doveva terminare, infatti, con “onesto lavoratore”. Dell’atto di quei “balordi delinquenti” mi sento responsabile anch’io, dato che, pur accorgendomi della deriva verso la quale stavamo andando, non sono riuscito a fare nulla di concreto per impedirla…

  • Fiorenzo Spina (utente non verificato)

    un cristiano sagace et probo un die disse: sii misericordioso non pel misero sed te stesso

  • franco leo (utente non verificato)

    sono commosso e,devo confessarlo,sbalordito che ci sia ancora qualcuno che si imponi di non lasciare decadere la memoria di quella vittima incolpevole- noi tutti ci sentiamo sgomenti per l’epilogo cruento della vicenda e vorrei sul serio abbracciare con tutto il cuore quelli che hanno vissuto e continuano a vivere nel doloroso ricordo del proprio congiunto- non basta lo so ed allora facciamo tutti la nostra parte nella nostra società c.d. civile