“Assolti e Confiscati”, in 364 pagine la storia infinita di Punta Perotti secondo Michele Matarrese

Cenzio Di Zanni
“Assolti e Confiscati”

In "Assolti e Confiscati”, il noto costruttore barese Michele Matarrese ripercorre le tappe di una querelle infinita, fra lunghi strascichi giudiziari, inevitabili implicazioni politiche e giuridiche

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Sono 364 le pagine che separano la costruzione dei palazzi di “Punta Perotti” dalla sentenza con cui la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) condanna l’Italia a un risarcimento danni milionario, in favore delle imprese costruttrici.

Le 364 pagine di “Assolti e Confiscati”, volume a firma di Michele Matarrese, con cui il noto costruttore barese ripercorre le tappe di una querelle infinita, fra lunghi strascichi giudiziari, inevitabili implicazioni politiche e spinose questioni giuridiche. Insomma, quella cortina di nebbia che ha avvolto i palazzi eretti a sud di Bari nel ’95 e abbattuti nel 2006, meglio noti come “saracinesca” o “eco-mostro”.

Il testo, uscito nello scorso maggio per i tipi de “Il Sole 24 Ore”, è stato presentato nel pomeriggio di martedì scorso presso il Corato Executive Center, in un meeting organizzato dal Rotary di Corato, Bisceglie e Molfetta, con l’Associazione Imprenditori Coratini. Per l’occasione Matarrese – accompagnato da Marco, uno dei figli, e dal cognato, l’ex senatore Mario Greco, già governatore del distretto Rotary 2120 – ha tracciato la “sua” ricostruzione della storia di “Punta Perotti”, fra chiaroscuri e “perché” irrisolti. Una storia che è anche un pezzo importante della storia di Bari e dell’Italia. Famosa o famigerata, a seconda dei punti di vista.

Punto nodale del libro la confisca di fabbricati e suoli disposta dalla Cassazione, nonostante il processo penale si sia concluso con l’assoluzione di tutti i soggetti coinvolti dalle accuse di abuso edilizio, assolti perché “il fatto non costituisce reato”. Per la Cassazione, infatti, gli imputati sono incorsi in un errore scusabile nell’applicazione della legge, ciononostante fu disposta la confisca che, per la CEDU, non sarebbe dovuta seguire all’assoluzione, perché «arbitraria e senza alcuna base legale».

Risultato: violazione del dettato della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, in due punti, quello che tutela la proprietà privata e quello per cui nessuna pena può essere irrogata senza una legge che, previamente, preveda il fatto come reato. E la conseguente condanna dell’Italia al risarcimento di 49 mln di euro. 

«Quello che è accaduto non doveva accadere nella nostra Italia, perché è stato un danno alla collettività in senso ampio, qualunque siano le valutazioni di ciascuno di noi», così il presidente dei rotariani coratini, Michelangelo De Benedittis, nel suo indirizzo di saluto. A rappresentare i  Rotary Club che hanno patrocinato l’iniziativa, oltre al’avvocato De Benedittis, c’erano i suoi omologhi, molti soci e Michele Loizzo, delegato dell’attuale governatore distrettuale. Dopo la rituale introduzione rotariana, a stretto giro il presidente dell’AIC, Franco Squeo, ha stigmatizzato le lungaggini di quella vicenda, gli innumerevoli organismi e autorità coinvolte, le norme poco chiare e la scarsa certezza del diritto. «Chi è il colpevole?», si è chiesto Squeo.

Di odissea ha parlato l’autore del libro, «anche se non vorrei essere un altro Omero», che nel lungo intervento non ha elemosinato strali a chicchessia, dai magistrati ai politici di ogni dove e colore.

«Per scrivere ho atteso l’esito del ricorso alla Corte di Strasburgo e nel libro ho scritto molti perché, a cominciare dal perché il Perotti è stato abbattuto se c’era un ricorso a Strasburgo? Ad alcuni perché ho trovato risposta, per gli altri ci vuole la volontà politica e giudiziaria di voler andare in fondo. Finora ho visto solo la volontà di coprire le malefatte», ha dichiarato Matarrese.

Nel suo j’accuse a tutto tondo, Michele Matarrese non ha risparmiato l’omonimo sindaco di Bari, Emiliano. A detta dell’ingegnere ci fu una bozza di transazione, inviata il 25 marzo 2005 al Comune, «che io non volevo firmare manco pazzo, perché troppo onerosa per l’impresa», bozza di cui «io sto ancora aspettando la risposta».

Matarrese, poi, ha svelato alcuni retroscena che coinvolgerebbero addirittura il Quirinale. I progettisti del complesso residenziale abbattuto erano in origine gli architetti Chiaia e Napolitano, il compianto fratello del Presidente della Repubblica. «In un incontro al Quirinale – ha riferito il costruttore – come Cavaliere del Lavoro, dissi al Presidente ‘io sono quello del Perotti’, lui mi strinse il braccio e disse “mio fratello ha sofferto molto”».

Fra i “perché” in attesa di risposta, in cima all’elenco di Matarrese ce n’è uno che chiamerebbe in causa l’operato della magistratura. «Noi abbiamo iniziato a costruire nel gennaio ’95, piano per piano, la prima denuncia arriva nell’aprile del ’96. Non c’è mai stata una iscrizione nel registro degli indagati, nonostante le verifiche in Procura del nostro legale, e noi andavamo avanti tranquilli. Fino al 17 marzo del ‘97 in cui ci fu l’iscrizione nel registro degli indagati e l’emanazione dell’ordine di sequestro. Se la Procura era di fronte al cantiere – si è chiesto l’imprenditore – e dalle finestre avevano la perfetta visione del cantiere, perché ci fanno arrivare al 13° piano, dopo due anni, per sequestrare? Perché?».

Nell’elenco bipartisan è la volta dell’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti (PdL), «che ha remato contro, quello che ha fatto è spettacolare» ha chiosato Matarrese fra il serio e il faceto, inanellando poi una serie di dettagli, fra gli emendamenti presentati da Tremonti e gli incontri con Gianni Letta, allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Dalla presentazione del suo “Assolti e Confiscati”, il testo di Michele Matarrese è apparso come una sorta di diario o reportage sull’annosa vicenda di Punta Perotti, dal punto di vista dell’imprenditore, naturalmente. Con la pronuncia della Corte di Strasburgo e il relativo risarcimento danni dovuto dallo Stato alle imprese edili ricorrenti, tuttavia, potrebbe non essere calato il sipario sulla “saracinesca” abbattuta.

All’orizzonte si affaccia la possibilità – ventilata da Matarrese e rigettata dall’attuale Sindaco Emiliano in un recente duello a singolar tenzone, a colpi di conferenze stampa e lettere aperte – che lo Stato possa rivalersi sul Comune di Bari. In quel caso, la parola “fine” dovrà attendere ancora.

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Commenti

  • Pina Lobascio (utente non verificato)

    Lusinghe autoreferenziali da deriva commerciale visti i relatori che tentano a gomitate di farsi spazio nel mondo carrieristico. Ma chi pensate di prendere in giro?

  • Francesco Livrieri (utente non verificato)

    Che strana gente… Lei del “post 9”, innanzitutto si firmi prima di criticare l’operato altrui…ammirevole chi almeno si impegna per il sociale portando risultati anche esigui e comunque utili, al contrario di chi, come Lei, attento acuto osservatore da due soldi, nella vita il termine IMPEGNO non sa neanche dove abita!!

  • SERVICE NOT SELF (utente non verificato)

    Sig. michelangelo de benedittis lei ha scritto :”dispiace che lo stimolare la discussione su temi che hanno interessato la collettività susciti ritrosie invidiose “. Da rotariano le dico che non vedo nei commenti gelosie , ma gente che rifiuta di vedere il territorio calpestato . Penso che ci sono zone nelle quali lo spirito rotariano é ad anni luce .

  • Pina Lobascio (utente non verificato)

    Avv. De Benedittis, è vero, stiamo con gli spasmi di invidia che ci stanno mangiando fino all’ultimno respiro, e questo per il solo fatto che il rotariano e sen. Greco ha portato suo cognato a spiegare la storiella di Punta Perotti che prima era un ricettacolo di rifiuti ed adesso ha ricevuto milioni di euro di risarcimento danni perchè gli stessi costruttori non avevano visto dove stavano costruendo. Pensare che la gente sia stupida è l’errore imperdonabile per chi generalmente crede di essere qualcuno ed il più delle volte per luce riflessa di “invidia”.

  • Proprio Cosí (utente non verificato)

    Autoreferenzialitá eccome!!! Basti pensare alle foto del “club” quando qualche anno addietro c’è stata la raccolta alimentare e alcuni aderenti si sono esibiti in esilaranti pose atte a “mostrare” il frutto del loro “lavoro”. Considerati gli aderenti al “club” avrebbero potuto effettuare una raccolta fondi, ma fondi propri, per l’acquisto dei beni donati. E poi il progetto “incompiuto” beceramente titolato “umanizzazione dell’ufficio igiene”. Umanizzazione??? Cosa significa…

  • Giuseppe Mazzilli (utente non verificato)

    Possibile che non ci sia una sola foto da cui si possa riscontrare l’affluenza di pubblico intervenuto???!!!

  • Michele Maldera (utente non verificato)

    Scusi Avv. De Benedittis, con tutto rispetto, non è invidia ma forse disgusto per una dimostranza/presentazione fatta da persone che nel bene o nel male hanno avuto un risarcimento danni. Le ricordo, visto che lei è nel campo, quante altre persone non sono state così fortunate come i sigg.ri Matarrese e che non hanno avuto lo stesso riguardo perché non appartenenti a determinate cerchie e/o pardon lobby, o che non si potevano permettere fior di avvocati.
    Come direbbe Papa Francesco: occupiamoci dei bisognosi e dei deboli !
    I sigg.ri Matarrese hanno subito una brutta esperienza (come tanti d’altronde), ma hanno anche avuto il loro risarcimento.
    Ad Maiora e buon natale!

  • il brontolo disgustato (utente non verificato)

    Quanta IPOCRISIA di certi comment-attori !!! studiosi delle vite di altri, chi si ABBEVERA alla sacra scrittura della bibbiarepDebenedettiFiatOlivettiBancambrosianoCirSorgenia, scritta dal malteserossoperconvenienza….Quanti conoscevano la zona di punta perotti, prima???? un ricettario di rifiuti di tutti i generi, con tanto di gregge che pascolava, nonostantegli interventi sanitari derivanti da denunce!!!! quanti continuano a vedere il famoso lungomare, che ESPONE un palazzoSCATOLO di color giallo, che dicono essere sede di finanza???? e questo MONUMENTOGIALLO GUASTA la visuale, pari ad un pugno negli occhi, sia vedendolo da Bari che vedendolo da S.Giorgio!!!!!

  • michelangelo de benedittis (utente non verificato)

    Senza vena di polemica: il Rotary con l’AIC ha solo ospitato Matarrese per la presentazione del suo libro e nella mia introduzione ho precisato che il Club non esprimeva alcuna valutazione sui fatti e non prendeva alcuna posizione .Chi ha organizzato l’evento non aveva necessità di autoreferenziarsi ne’ di farsi spazio professionalmente ;dispiace che lo stimolare la discussione su temi che hanno interessato la collettività susciti ritrosie invidiose .

  • in coscienza (utente non verificato)

    Una domanda che sembra legittima da fare ai sigg. Matarrese – a Marco, uno dei figli, e al cognato, l’ex senatore Mario Greco, già governatore del distretto Rotary 2120 : le procedure giudiziarie con le leggi che mancano ok , MA QUELLA COSTRUZIONE ERA UNA MOSTRUOSITA’ SI O NO ? QUELLA COSTRUZIONE ERA UNO SCHIAFFO AI BARESI E AL TERRITORIO SI O NO ? QUELLA IGNOBILE COSTRUZIONE TOGLIEVA BELLEZZA A BARI SI O NO ? PERCHE’ LA FECERO ? VORREI SAPERE . Inoltre mi sembra che il ROTARY non dovrebbe mettere il dito in questa triste storia .

  • Michele Fiore (utente non verificato)

    “I Matarrese, nominati “Kennedy di Bari” sostanzialmente da sé stessi, sono il riassunto e l’apoteosi delle grandi famiglie baresi, nel bene e nel male. Sei fratelli, figli del leggendario Salvatore, capomastro che inventò l’impresa e stabilì una rigida spartizione di ruoli in famiglia per occupare l’intero scacchiere. Giuseppe è vescovo (a Frascati). Michele dirige l’impresa. Antonio era onorevole Dc ed è ancora presidente della lega Calcio. Vincenzo è da trent’anni presidente del Bari calcio. Amato è l’ingegnere. L’ultima, Carmela, ha sposato il giudice Greco. I nipoti si chiamano o Salvatore o Palma, come i nonni, e seguono la strada segnata.

    Per non sbagliarsi i fratelli Matarrese si chiamano per titolo e vivono in un palazzo di sei piani a Iapigia (“il più alto al vescovo, che deve stare vicino al cielo”). Da un anno ogni mattina che Dio manda in terra si svegliano, aprono le finestre e non vedono più Punta Perotti.” (segue >>>)

  • U GNORAND (utente non verificato)

    E’ INCREDIBILE COME CERTI SOGGETTI FRUSTRATI E INVIDIOSI, SPUTINO SENTENZE E GIUDIZI, MA QUEL CHE VI E’ DI PIU’ INQUIETANTE E’ CHE PARLANO CARICHI DI RAGIONE E VERITA’ CHE NON HANNO E NON ESISTONO!QUALCUNO ADDIRITTURA SI SENTE COSI’ IMPORTANTE DA CITARE IL PAPA! MONELLI, VI PIACEREBBE CHIAMARVI MATARRESE? EHEEEEE! DITE LA VERITA’! ALMENO UNA VOLTA ABBIATENE IL CORAGGIO! GUARDATE, INIZIO IO E VOGLIO VEDERE CHI MI SEGUE: EBBENE SI! MI PIACEREBBE ESSERE MATARRESE, DELLA VALLE, BERLUSCONI, DE BENEDETTI, ARMANI, BENETTON, FERRERO ECC. ECC. E A CHI MI DICE CHE I SOLDI NON FANNO LA FELICITA’ GLI RISPONDO: FIGURIAMOCI LA MISERIA! E POI SE PROPRIO DEVO PIANGERE PREFERISCO FARLO IN UNA FERRARI PIUTTOSTO CHE IN UNA UTILITARIA!