Udc, il nuovo segretario è Alessandro Fusco

Al centro Alessandro Fusco

Il neo segretario: «Ci troviamo innanzi a sfide importanti che hanno l'obiettivo di ridare respiro alla nostra città, ormai immobilizzata dall'amministrazione Bucci»

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Alla vigilia dell’ormai pressocchè certa caduta dell’amministrazione comunale, la sezione cittadina dell’Unione democratici cristiani e di centro (Udc), elegge il suo nuovo direttivo con a capo il segretario Alessandro Fusco.

La presentazione di un’unica lista ha decretato l’elezione immediata per acclamazione del segretario e di tutta la sua squadra: Sergio Quatela, Domenico Adduci, Pasquale Arbore, Rossana Bucci, Vincenzo Capuano, Cataldo Colletta, Gaetano Curci, Vittorio De Laurentis, Attilio De Palma, Michele De Palma, Francesco Fiore, Annarita Loiodice, Valeria Maino, Giuseppe Mangione, Grazia Menduni, Antonio Sassi, Pino Strippoli, Rino Strippoli, Savino Tarantini e Vito Zitoli.

Prima del dibattito interno al partito, puntuali sono giunti i saluti e gli auguri di buon lavoro da Massimo Mazzilli per il Pdl e Maurizio Vernice per Rinnovamento Corato.

Ad iniziare il confronto è stato proprio Alessandro Fusco: «Voglio ringraziare tutti per la fiducia che mi state accordando. Ci troviamo innanzi a sfide importanti che hanno l’obiettivo di ridare respiro alla nostra città, ormai immobilizzata dall’amministrazione Bucci. Permettetemi di dire che se siamo qui lo dobbiamo prima di tutto ad Attilio De Palma e a Sergio Quatela: a loro va il mio ringraziamento. L’Udc, grazie alle basi ce abbiamo costruito fin ora, si renderà protagonista di un grande cambiamento. Anche a noi come partito serve una nuova organizzazione, con ruoli e funzioni ben definite. Gli uomini e le donne per farlo ci sono e sono di ottima qualità».

Immediato l’intervento di Attilio De Palma: «Sono io che vi ringrazio per essere qui, così attenti e numerosi. Questo è un congresso in cui celebriamo una dialettica interna molto interessante. Abbiamo costruito un luogo di confronto e di dialogo, quasi una famiglia. Quando si deve portare avanti una decisione che abbia ripercussioni all’esterno del partito, lo si deve fare con un’unica voce, in modo unanime».

Conclusa la prima parte del suo intervento, De Palma sposta l’attenzione sull’amministrazione Bucci: «Non abbiamo voluto dare subito le dimissioni e molti hanno ritenuto che questo fosse il frutto di qualche nostro interesse personale. Finalmente tutti si sono ricreduti e hanno capito che le reazioni scomposte sarebbero state inutili. Abbiamo dato al sindaco la possibilità di un avvio di governo ma ciò che ha dimostrato è una grande incapacità di produrre atti negli interessi della città. Oggi è arrivato il momento delle dimissioni». Così De Palma arriva, a chiare lettere, ad annunciare senza troppi veli, le dimissioni che oggi verranno presentate dal centrodestra e di cui vi abbiamo dato notizia già ieri, durante lo svolgimento del congresso.

A rincarare la dose, arriva poi l’intervento di Sergio Quatela con un obiettivo ben preciso ed esplicitato a chiare lettere: «Ritenuto pertanto che l’impossibilità di un confronto democratico e civile con il sindaco non assicurerebbe l’ulteriore sviluppo della città, l’assemblea dell’Udc da mandato ai propri consiglieri comunali Carlo De Palma e Francesco Scaringella, di concordare con gli altri consiglieri comunali eletti nelle liste a sostegno del candidato sindaco Francesco Caputo, le dimissioni del consiglio comunale allo scopo di giungere al più presto al rinnovamento della massima assise comunale».

Quatela partiva da considerazioni che si sono poi dimostrate condivise dall’assemblea degli iscritti al partito. Secondo l’ordine del giorno di Quatela, bisogna prendere atto che «dal sindaco Bucci non è pervenuta nessuna proposta di formazione di una maggioranza quantomeno programmatica su alcuni punti fondamentali dello sviluppo futuro della città di Corato; neppure le forze politiche che sostengono la giunta comunale nominata dal Sindaco, ancorché minoritarie, hanno fatto proposte politiche di collaborazione programmatica; che dall’analisi dei comportamenti del sindaco e della sua giunta si evidenziano attività molto secondarie indicative più di una politica fatta a sostegno del proprio elettorato che dello sviluppo generale della città.

E ancora: che da un lato non si è voluto concordare un programma comune, in sede politica, dall’altro si indicano dichiarazioni programmatiche contenenti temi e soluzioni proposti dallo schieramento di centro destra senza alcuna garanzia di concrete realizzazioni; che da parte del sindaco sono stati usati più volte atteggiamenti ostili, linguaggio oltraggioso nei confronti dei rappresentanti del consiglio comunale e della dirigenza non appartenenti alla sua parte politica. In ultimo: che al sindaco in persona vanno imputati tentativi, in parte riusciti, di destabilizzazione del quadro politico».

Da parte dell’assemblea non ci sono stati interventi e gli iscritti si sono limitati ad approvare l’ordine del giorno e ad eleggere il nuovo direttivo. L’unico commento a quanto espresso dal segretario e dai veterani del partito, è arrivato da Filippo Barattolo, segretario provinciale dell’Udc Terra di Bari: «Avreste potuto sfiduciare il sindaco il giorno dopo la sua elezione ma avete scelto di non farlo. É una scelta condivisibile. Avete fatto una riflessione: avete voluto evitare che sembrasse una ripicca politica: avete fatto bene. Credo che in questo documento voi abbiate spiegato quanto Bucci si sia bruciato da solo dopo la possibilità che gli avete dato. Adesso fate bene a mettere in atto una soluzione definitiva».

«Avremmo anche potuto procedere con una mozione di sfiducia ma, questa accelerazione nelle dimissioni è giustificata da quei tentativi che di politica hanno ben poco. C’è stata una corsa a sensibilizzare i consiglieri di centro destra che non si può più tollerare. Nessuno voleva arrivare a questo punto. Ci rendiamo conto della difficoltà e dello sforzo ulteriore che ci accolliamo con una nuova campagna elettorale e dell’impegno che chiediamo ai nostri concittadini ma, non si poteva fare diversamente».

«Sgretolare i partiti – conclude Barattolo – non può essere il modo per ottenere la maggioranza. E lo impareranno con dei fatti concreti. Non mi resta che augurarvi buon lavoro e buona campagna elettorale».

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Commenti

  • coratino schifato (utente non verificato)

    Minestra ri-ri-ri scaldata, questo è l’appellativo che mi viene di definire, niente di nuovo, stesse facce (più o meno ) totale tutto come prima.Mah!

  • spirito libero (utente non verificato)

    Ecco in nuovo che avanza ahahahahahaha Abbiamo dato una mano di vernice all’esterno dell’abitazione ma all’interno i mobili sono rimasti sempre gli stessi e soprattutto il padrone di casa è sempre LUI.

  • tutto vero (utente non verificato)

    mo che squadra! ma sono quelli che stanno sempre li, che non hanno da fare niente! ma chi vi deve votare? andate a lavorare! è l’assembramento che vuol fare l’ago della bilancia in politica per i favori di qualche singolo. Meditate gente, meditate!

  • Francesco Tarricone (utente non verificato)

    Complimenti, nella foto si vede chiaramente che avete aperto ai giovani.
    Poveri noi, non si staccano mai dalle poltrone.
    Certo che se i coratini vi voteranno ancora, sono proprio dei gran masochisti.