Bucci: «Sul palco del teatro solo spettacoli decorosi. Privilegiate le proposte dei coratini»

La Redazione
Il teatro comunale

Il sindaco: «Saranno privilegiate quelle avanzate dalle realtà coratine senza oneri a carico del Comune. Ritengo fin troppo scontato indicare quale “requisito minimo” il decoro degli spettacoli proposti e la credibilità del proponente»

2 25 commenti

Porte aperte agli spettacoli proposti dai cittadini. Per volontà e per necessità.

E’ questa, in estrema sintesi, l’annunciata politica dell’amministrazione Bucci sulla gestione dell’ottocentesco teatro comunale restaurato e riaperto al pubblico lo scorso dicembre dopo ben 27 anni.

In pratica il Comune, senza oneri di fitto, mette il teatro a disposizione di privati ed associazioni per la realizzazione di qualunque iniziativa artistico/culturale presenti «profili di decoro e di qualità». 

L’amministrazione ha “azzerato” tutti i costi legati alla presenza di un responsabile tecnico, dei vigili del fuoco e del personale addetto al servizio accoglienza, in modo che ognuno sia libero di organizzarsi con le proprie risorse e con il proprio personale.

Per potersi esibire è sufficiente inviare la propria proposta direttamente al sindaco, attraverso l’ufficio protocollo, entro il 10 novembre. La programmazione che ne deriverà coprirà tutto il periodo fino al 31 dicembre.

Tuttavia – al di là di coloro cui a priori non è piaciuta la scelta di fare del teatro una struttura “popolare” – alcuni interrogativi su questo tipo di gestione sono rimasti sul tavolo. Primo tra tutti la maniera in base alla quale verranno selezionati gli spettacoli che andranno in scena.

«In relazione ai criteri di accettazione delle proposte – spiega direttamente il sindaco Renato Bucci – saranno senza dubbio privilegiate quelle avanzate dalle realtà coratine senza oneri a carico del Comune. Ritengo fin troppo scontato indicare quale “requisito minimo” il decoro degli spettacoli proposti e la credibilità del soggetto proponente».

Via libera praticamente a tutti gli spettacoli, quindi. A meno che a qualcuno venga in mente di proporre sconcezze.

«Al netto di queste condizioni minime, se dovessero pervenire proposte in numero superiore alle date disponibili, fino al 31 dicembre, coinvolgeremo nella valutazione delle stesse la competente commissione consiliare (III), nelle more della costituzione delle Consulte Comunali, per la quale gli uffici sono già al lavoro».

Nel corso di questi spettacoli non sarà obbligatoria la presenza dei vigili del fuoco.

«Grazie alla opportunità di modulare il numero dei posti del teatro comunale – chiarisce ancora Bucci – sarà possibile sollevare i privati dagli oneri relativi al presidio di una squadra antincendio dei vigili del fuoco. La loro presenza, infatti, è obbligatoria al di sopra dei 500 posti. Con la interdizione di 20 posti, quelli del “terzo ordine”, il numero dei posti scende solo di qualche unità, fino a 490.

In questo modo, il doveroso presidio di una squadra per la lotta all’incendio sarà assicurato da mezzi e personale dell’Asipu, appositamente dotato di abilitazione per la lotta antincendio.

Preciso ancora – aggiunge il sindaco – che non debbono esserci costi “imposti”, perché nella gestione del teatro comunale, e quindi pubblico per sua stessa natura, è inammissibile che ci siano soggetti che, al di fuori di qualunque prerogativa contrattuale o pubblicistica, si arroghino il “diritto” di essere gli unici a poter aprire le porte o il sipario, ovvero a gestire gli impianti di illuminazione e amplificazione.

Alcuni servizi essenziali saranno contrattualizzati e disciplinati dal Comune, con oneri da definire nel dettaglio. Organizzeremo, altresì,  idonei percorsi formativi, in modo che più soggetti siano posti in condizione di operare coscienziosamente e con perizia all’interno del teatro».

Come detto, a monte della scelta effettuata dall’amministrazione «c’è la contingente incertezza del quadro normativo-finanziario.

Ad oggi infatti – sottolinea Renato Bucci – tutti i professionisti del settore, debitamente consultati, hanno ritenuto che l’organizzazione di una stagione teatrale, così come tradizionalmente intesa, comporti un onere per l’Ente di circa 200mila euro annui, secondo le stime rappresentate. Tale somma è ben lungi dalle attuali disponibilità finanziarie».

E il futuro del teatro?

«È chiaro che appena il quadro normativo-finanziario, peraltro caratterizzato anche da grande instabilità, come riportato da fonti della stampa nazionale, consentirà di individuare una congrua dotazione finanziaria, daremo il via libera all’individuazione di un partner privato nella gestione del teatro, con procedure ad evidenza pubblica.

A questo proposito – conclude il sindaco – sarà attentamente vagliato il lavoro svolto dalla commissione competente nella precedente consiliatura».

Il riferimento è allo schema di convenzione per la gestione del teatro che alla fine del 2012 la precedente giunta comunale deliberò di trasmettere alla commissione cultura.

Nella bozza si confermava, così come stabilito dal Consiglio comunale, che a gestire la struttura non sarebbe stato direttamente Palazzo di Città, bensì un soggetto esterno individuato tramite un apposito bando. La durata del contratto di gestione – a fronte del pagamento di una somma non ancora definita – sarebbe stata di tre anni, rinnovabili di ulteriori tre.

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Commenti

  • terronedoc . (utente non verificato)

    1) il numero degli addetti asipu alla vigilanza antincendio è attualmente insufficiente visto che veniva coperto dai vigili del fuoco 2) ammetto che il service audio-video debba essere gestito da ognuno (è normale che sia così), ogni “compagnia” ha un suo service ma (e sorge il solito ma) occorre che vi sia qualcuno che coordini tale attività e che sappia dove “mettere le mani” 3) e qui sta il problema: ci sarà un coordinatore? e chi sarà questo coordinatore? e come sarà scelto questo coordinatore? quello che mi sta preoccupando delle “idee” di bucci (vedasi ad esempio l’estivo angapp) è che non è ancora in grado di capire che alla tante belle (!) parole devono seguire i fatti, a parlare siamo tutti bravi (compresi giovanni la quaglia o catalle mansueto) ma a “fare i fatti”… fra il dire e il fare c’è di mezzo l’oceano… 4) e il “requisito minimo” del decoro chi lo valuterà?

  • gianni sperti (utente non verificato)

    si organizza una festa in una villa lussuosa bella e poi il proprietario va via cosa succede poi dopo Renààààààààà t sfascn tutt il paragono poi non è così lontano considerando che chi capisce di teatro e fa quello su questa vicenda non si espone neanche a pagarlo Renàààààààààà mi dispiace non è colpa tua però chi ti suggerisce ste cose non sà su che pianeta si trova e soprattutto il nostro teatro è già diventato una barzelletta prima ancora di ripartire se mai è partito. Chiudi fai un piano gestionale convolgi i veri talenti che ci sono ammortizzate le spese qualcosa hai già fatto ma non farlo diventare preda di nessuno.Tutti penseranno di essere scrittori artisti produttori e tutti crederenno di poter accedere ad una struttura che non è per tutti potrebbe esserlo se educhiamo al teatro al silenzio all’amore alla pace ma questa è pura utopia.

  • Francesco Ribatti (utente non verificato)

    Ho sentito che sono state persino rimosse le poltrone x diminuire i posti… ke vergogna…… tanta era la fame di poltrone ke ve le siete prese anche dal teatro!!

  • Raimondo Dingeo (utente non verificato)

    Sono contento di verificare che la maggior parte dei commenti sia contro il degrado di immagine e di contenuto del teatro, come scrissi già alcuni giorni fa. Sono d’accordo con il post n. 2: bisogna entrare nel circuito del Teatro Pubblico Pugliese, come fece Perrone nella passata stagione teatrale. Non erano spettacoli eccelsi ma sempre meglio di un ” ’mba Catall e ’mba Mariett”.

  • terronedoc . (utente non verificato)

    per post 3: non appartengo allo stradone – per post 11: io non ci metto la faccia come tu non metti la tua. ho solo espresso pareri generali che il “tuo” buon bucci dovrebbe prendere in esame, pareri peraltro di tipo estremamente PRATICO e non teorico – per post 15: l’anonimicità (mi si perdoni il neologismo) è senso di DEMOCRAZIA internettiana e non la PIAGGERIA (anch’essa anonima) che ha portato molti (te compreso) a non capire lo stillicidio continuo di una città di 50000 abitanti – per post 16: ricordo gli aspri commenti del csx coratino sui “soli” 500 posti del teatro! dove avrebbero dovuto metterli gli spettatori, uno sull’altro? – per finire: con questo sistema ancora una volta i ricchi potranno recarsi fuori corato per vedere ottimi spettacoli… i poveri NO! alla faccia della sinistra!!!!

  • la verita’ fa male (utente non verificato)

    E’ inumano dare colpe al Sindaco . La verita’ é che il Teatro del nostro amato paese é condannato da tempo , anche se certi cercano di “sistemarsi” . Sono stati spesi (non presi dalle nostre tasche ) miliardi di lire ma non si sono e non ci saranno soldi per farlo funzionare normalmente . Mi rammento la favola della rana e il bue : La rana e il bue

    Una volta una rana vide un bue in un prato. Presa dall’invidia per quell’imponenza prese a gonfiare la sua pelle rugosa. Chiese poi ai suoi piccoli se era diventata più grande del bue. Essi risposero di no. Subito riprese a gonfiarsi con maggiore sforzo e di nuovo chiese chi fosse più grande.
    Quelli risposero: – Il bue.
    Sdegnata, volendo gonfiarsi sempre più, scoppiò e mori.
    Quando gli uomini piccoli(paesi) vogliono imitare i grandi, finiscono male.

  • gianni sperti (utente non verificato)

    ma se sei salito sul palco due giorni dopo essere stato eletto

  • Lucio DomDom (utente non verificato)

    A..ventura, avanti truppe cammellateeeeeeeeeee

  • hhhhhh hhhhhhhhhhh (utente non verificato)

    Speriamo che questa iniziativa possa essere trampolino di lancio ai giovani coratini….auguri!!!!

  • riccardo Bonaventura (utente non verificato)

    Caro Sindaco ed a tutti quelli che hanno inviato mail. fate alcuni calcoli:se il teatro deve funzionare 200 gg. all’anno si può guadagnare: considerando 21 spettacoli di compagnie locali con lavori accettabili e c’e’ ne sono con una capienza di 400 persone con un costo del biglietto di media € 12,00 .Dando un compenso alle compagnie di 1.400 a spettacolo sono sicuro che il comune guadagnrebbe al netto di spese oltre € 50.000.L’accoglienza potrebbe essere data ad ogni singola compagnia che usufruirebbe dello spettacolo. A tutti i sapienti fateVi i calcoli io li ho fatti.

  • danilo ventura (utente non verificato)

    Gentilissimo TerroneDoc, Lei conferma di essere un perfetto “ANONIMO” e, soprattutto, di voler restare tale riuscendoci peraltro benissimo. Io peccherei di PIAGGERIA, Lei nasconde le Sue paure dietro una fantomatica quanto esilarante “ANONIMICITA’ da DEMOCRAZIA INTERNETTIANA”. Ora che sappiamo praticamente tutto l’uno dell’altro, Le dico che è stato un piacere conoscerLa.

  • danilo ventura (utente non verificato)

    Commenti ANONIMI di persone ANONIME.

  • senza parole (utente non verificato)

    che peccato renato fermati

  • aldo g. (utente non verificato)

    sempre senza parole pensare che hai avuto il mio voto e quello dei miei amici vien arret vien vien come si fà a gestire una cosa così importante peggio della vecchia amministrazione ma si sà al peggio non esiste peggio

  • Aspettando Godot (utente non verificato)

    Sindaco mi faccia capire, ma la nostra Città non fa parte più del circuito vendoliano del Teatro Pubblico Pugliese? Una risposta secca Sì o No… Se fosse No Lei non ha capito nulla. Il Teatro dovrebbe funzionare 200 giorni all’anno aprendosi alle realtà del territorio e facendo parte di circuiti che( nonostante le diverse criticità di management) garantiscono un quid qualitativo. Infine la campana è stata installata? Il defibrillatore? Quando si andrà a bando per la gestione di servizi quali i due bar? Come intende facilitare la creazione dell’indotto? I ristoratori saranno puntualmente chiusi durante le serate a Teatro soprattutto quando la nostra Città si onora di grandi attori? Che ne pensa di chiedere al Senatore di chiudere il suo comitato e aprire un esercizio commerciale che tenga a cuore la filiera e permetta alle persone di non aspettare al freddo e al gelo quando devono aspettare i comodi tempi di collaudo dei vigili del fuoco?

  • Report Nostrano (utente non verificato)

    Terronedoc=lostradone? Ahah ah ha hahha hah

  • Coratino Coratino (utente non verificato)

    Anche questo denota la perdita di rotta di questa amministrazione.Ci rendiamo conto di quello che viene proposto?Dilettanti allo sbaraglio.Oramai Corato è diventata la Corrida.Un teatro costato milioni di euro lasciato nelle mani di non professionisti.Che peccato…..Ogni giorno che passa è sempre più chiaro che questa amministrazione è ferma.Si ritorni al voto per il bene di questa città

  • Senza Decoro (utente non verificato)

    Voi siete pazzi!! Un gioiellino costato milioni di euro “nelle vostre mani”… state portando corato allo sfascio!!

  • Concetta 82 (utente non verificato)

    Le invasioni barbariche al teatro coratino…..

  • Azzurra Libertà (utente non verificato)

    Ma avete scambiato il teatro x un giocattolo????

  • Art Director (utente non verificato)

    E la Direzione Artistica??????????? Io avrei preferito il prof. Mirabella.

  • soft kitty (utente non verificato)

    Ma la vogliamo smettere di pensare che il teatro sia “per tutti” tout-court? A me questa pare uno sciocco tentativo di democratizzazione. Il pubblico al teatro va EDUCATO. Non è che se apriamo il teatro a cani e porci, pur nei limiti di un decoro e di una qualità che non ho capito come e da chi esattamente andranno definiti, tutto il pubblico andrà a teatro e saprà cosa sia il teatro, vero. Poi, perché privilegiare solo i coratini?A parte lodevoli eccezioni non mi pare che ci sia tutta sta fioritura di talenti, non più almeno che in tante altre parti della Puglia e di Italia. Il teatro si fa con un CARTELLONE. Il teatro si fa con gente seria e preparata, capace di gestirlo. Il teatro si fa aprendolo a chi viene da fuori, sennò noi ce la cantiamo e noi ce la suoniamo in nome del solito provincialismo che ci caratterizza. Il teatro, ahimé, si fa anche con i soldi. Ma non solo con quelli.Si prenda l’esempio della “Contrada”e di altri cento posti in Italia.

  • Luciano Liga (utente non verificato)

    sig. Sindaco la voglio vedere su e giù dai palchi nei comizi di quartiere…è pronto a Condividere con i Coratini le falle che ha trovato…io sono pronto..ma ad una condizione…entro due settimane…sia tempestivo

  • Peppino Caputo (utente non verificato)

    terronedoc………perche’ non ci vai tu visto che sei cosi’ bravo a fare analisi,commenti e considerazioni sull’operato degli altri?Mettici la tua faccia (finalmente!), il tuo nome e cognome ( se ne hai uno!) , le tue idee e il tuo operato …………e vediamo come riesci TU a trasformare in fatti tutte le chiacchiere che hai cosi’ noiosamente elencato nel tuo post!!!!!Altrimenti………….stat cit ka e’ megghie!!

  • danilo ventura (utente non verificato)

    I soloni di turno stanno polemizzando, come al solito, sul sesso degli angeli. La situazione è quanto mai chiara: sino alla fine dell’anno non è possibile spendere altri soldi in spettacoli teatrali. Assodato questo, in due (DICODUEMESIeMEZZO – non 2 anni) che fare? Tenere duemesiemezzo il teatro chiuso con la polvere ad esibirsi sul palco o proporre qualcosa che potrebbe risultare una piacevole sorpresa? Poiché il periodo è veramente ristretto, aspettiamo, facciamo lavorare chi avrà voglia e passione, dopo – solo dopo – potremo tirare le somme. Un mio collega di lavoro – non coratino, ovvio – mi dice sempre che a Corato siamo esageratamente pettegoli/e… Che abbia ragione lui?